31. RELIQUARIO YORUBA

La figura femminile trasporta un contenitore di ceneri  o di ossa di antenati.

La cintura della statua è un serpente, così come ha la forma dello stesso animale la corda che permette di tenere in equilibrio sopra la testa il contenitore.

Questo rettile, infatti, è una divinità molto importante per i Nago.

Nago Yoruba python

Tempio del pitone sacro a Ouidah

Vi sono templi dove vivono molti serpenti che verso il tramonto vagano nei villaggi, si cibano di topi e altri animali e all’alba ritornano nel loro tempio.

La statua femminile potrebbe essere quindi la rappresentazione di una sacerdotessa delle divinità vudù Dan il serpente, e Sakpata, che veniva invocata per tener lontano pestilenze e malattie.

Sakpata dancers

Danza in onore di Sakpata

Inoltre tra le divinità Vudù la dea dell’acqua Mami-Wata è rappresentata da una figura femminile con il corpo avvolto in un serpente.

Statua dedicata a Mami Wata

Presso i popoli Nago alcune donne anziane, che facevano parte della corte reale, venivano scelte come sacerdotesse che controllavano i lavoratori nei campi, si occupavano di culti e, tra questi, non è escluso che dedicassero anche del tempo alla cura dei templi dei serpenti.

 

IL POPOLO YORUBA

 

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città.

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon. Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.

08 Funerale da Yoruba ritual

08 Funerale da Yoruba ritual

Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Parole Explora: forza, protezione, saggezza, serenità, serpente

Altre informazioni:
SIRIS, Eliot Elisofon 

 

4 pensieri su “31. RELIQUARIO YORUBA”

    1. Benché i pantaloni in tutte le loro forme e varianti siano presenti nel continente dalla seconda metà del Novecento, in molte popolazioni la tradizione vuole che siano i tessuti a fasciare i corpi; avvolti attorno ai fianchi danno l’impressione di essere delle gonne, ma in realtà sono più dei pareo.

    1. La donna, probabilmente una sacerdotessa, sta trasportando i resti di antenati.
      Presso la popolazione Yoruba questo compito è affidato alle donne, un po’come succede in Europa dove sono soprattutto le donne che si prendono cura delle tombe nei cimiteri.

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