35. MASCHERA PUNU

La maschera Punu del tipo “Mkudji è il ritratto di una donna di grande bellezza; lo stile della pettinatura fu uno dei più diffusi nel corso del 19° secolo.

5 Nobildonne Punu

5 Nobildonne Punu

Le scarificazioni frontali e laterali erano un abbellimento estetico; solitamente i quadrilateri erano nove, in quanto tale cifra era considerata magica dai Punu e utilizzata nei riti di guarigione.

6 Donna con scarificazioni

6 Donna con scarificazioni

Le maschere rappresentavano gli antenati femminili che si manifestavano durante funerali o cerimonie commemorative che si svolgevano stagionalmente.

1 Cerimonia funebre

1 Cerimonia funebre

Quando le maschere erano bianche significava che era tempo di festa; nere quando era tempo di amministrare la giustizia e punire la stregoneria.

3 Maschera in situ da foto di Huet

3 Maschera in situ da foto di Huet

Recentemente sono utilizzate per divertire il pubblico.
Chi indossa la maschera danza su dei trampoli facendo una serie di movimenti e contorsioni al fine di divertire e sorprendere il pubblico presente.

Punu okuji

Il rito del  Mukuji (in francese)

IL POPOLO PUNU

 

4 Gabon _ Mappa delle popolazioni

4 Gabon _ Mappa delle popolazioni

ARTE

I tipi più comuni di oggetti ritrovati sono le maschere, che dal punto di vista stilistico sono state assimilate all’arte giapponese.
Diversi rapporti dei primi viaggiatori in questi territori legano queste maschere alla società Mukuji, di cui si sa molto poco.
Altri resoconti di viaggio li legano alle danze che celebrano le antenati femminili del popolo Punu.

I Punu scolpiscono anche reliquiari fissati ad un paniere per trasportare le ossa degli antenati di famiglia.

STORIA

Anche se non si sa molto sulla storia dei Punu, gli studi linguistici fanno pensare che si sono trasferiti nei loro territori attuali provenendo da nord, probabilmente spinti dai Kota e dai Fang, occupando un’area un tempo abitata da popoli pigmei.

ECONOMIA

L’economia Punu si basa su un’agricoltura itinerante di sussistenza praticata su terreni sottratti alle foreste pluviali attraverso le tecniche del “taglia e brucia”.
Essa è integrata da caccia, pesca ed allevamento di bestiame come capre, pecore e polli. Le foreste equatoriali circostanti forniscono anche vari tipi di frutta: noci e tuberi per il consumo locale.
I principali prodotti agricoli sono banane, patate dolci, manioca, mais, arachidi. La maggior parte del lavoro prevede una divisione di genere, con gli uomini impegnati nella caccia, nel raccolto e nella preparazione dei terreni e le donne che svolgono le altre attività agricole.

POLITICA

I Punu vivono in piccoli villaggi nel bacino del fiume Ogowe.
Ognuno di essi comprende diversi clan guidati da individui che hanno ereditato la loro posizione per discendenza materna.

RELIGIONE

La religione è poca conosciuta, ma in modo simile ai vicini Fang e Kota, i Punu scolpiscono figure di reliquiari in legno e praticano il culto degli antenati.

Altre informazioni:

Randafricanart

Bajag

 

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