36. FIGURA DI SPIRITO

Questo oggetto è stato creato per una donna che doveva partorire e che era figlia di un capo del popolo Bamileke.

Capo Bamileke seduto nella veranda del proprio palazzo

Attraverso questa figura di spirito vengono richiamate le forze dell’al di là affinché la partoriente sia protetta e aiutata nel travaglio.
La statua è ornata da conchiglie, braccialetti, sacchetti che pendono dalla cintura all’altezza della parte sessuale e che contengono con tutta probabilità sostanze vegetali.

Regine madri della città di Baham agli inizi degli anni ’80

La partoriente durante il travaglio e il parto è stata massaggiata con delle sostanze oleose ricavate da piante medicinali conosciute solo dalle donne che assistevano la partoriente stessa.
Queste sostanze vegetali hanno proprietà benefiche: calmano e rendono meno doloroso il travaglio e il parto stesso.

Donne Bamileke impegnate nella preparazione del pasto

L’oggetto, utilizzato una sola volta, è stato poi ceduto senza alcuna difficoltà al collezionista.

IL POPOLO BAMILEKE

Bamileke è un termine che non corrisponde ad una precisa etnia ma si riferisce a numerose popolazioni autoctone che vivono a sud della zona conosciuta come “Grassland” del nord-ovest del Camerun.

Camerun – Mappa delle popolazioni

ARTE

L’arte dei Bamileke comprende molte sculture in legno: statue, bassorilievi, pilastri e colonne delle abitazioni del re, dei capi e dei notabili; maschere, sgabelli, letti e altri oggetti in uso alla corte reale.

Statue e oggetti sacri

Molte statue sono ricoperte interamente da paste di vetro colorate.

Trono Bamun – Museo etnologico di Berlino

Altri oggetti che suscitano grande interesse sono le figure di spirito in legno o in terracotta con aggiunta di materiali vegetali, residui organici, stoffa e fibre vegetali.


STORIA

Il territorio dei Bamileke fu abitato inizialmente da popolazioni d’origine pigmea che a poco a poco furono assimilate e successivamente sostituite da gruppi bantu che si organizzarono in società di clan.
Verso il XV secolo queste società si integrarono con altre popolazioni provenienti da nord, formando dei piccoli stati organizzati attorno a dei capi carismatici. Più che di stati per i Bamileke si parla di chefferies: piccoli regni o insieme di comunità sottomessi ad una autorità che raggruppa in uno spazio territoriale ben definito e ben organizzato un gruppo di persone che accetta e rispetta le regole e la gerarchia della chefferie.

Ingresso alla chefferie di Bandjoun

ECONOMIA

L’economia dei Bamileke si basa soprattutto sul lavoro dei campi: manioca, riso, cacao, caffè, arachidi. Sono abili cacciatori e allevatori di bovini, e ovini. Fiorente è la raccolta delle noci di palma. In questi ultimi anni i Bamileke si sono dedicati inoltre, con abilità e intraprendenza, al commercio.

POLITICA

Capo Bamileke

La società bamileke è molto complessa e le chefferies godono al loro interno autonomia politica ed economica rispetto al governo centrale del Camerun.
Nella scala gerarchica al primo posto vi è il re, le regine e, tra queste, molta importanza ha la regina madre, vi sono poi i notabili, il consiglio degli anziani e le società segrete.

Consiglio degli anziani

Ciascuna chefferie ha proprie tradizioni legate al re cacciatore che ha iniziato la storia delle popolazioni bamileke.
Anche oggi vi è una certa solidità all’interno di questi gruppi, solidità che è il risultato del rigore e del rispetto delle regole di ciascuna chefferie.

RELIGIONE

La maggioranza del popolo bamileke segue il cristianesimo, molti sono i cattolici seguiti dai protestanti. Una minoranza è musulmana.

Vi sono però molti rituali legati alla tradizione del passato, in particolare i Bamileke credono nella forza del “kè”, forza trascendentale che anima di volta in volta il mondo dei morti e quello dei viventi.
La natura e gli uomini sono le basi della regalità e della società bamileke.

L’uomo di medicina benedice le maschere

Altre informazioni:

Randafricanart
Trip Down Memory Lane

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