ARTE E POTERE

In Africa i sistemi di governo variano assai: da stati totalmente centralizzati a singoli villaggi semi indipendenti. I primi hanno un capo, o un re, al vertice di una burocrazia articolata. I secondi, più democratici, hanno un consiglio degli anziani, organo rappresentativo di tutte le famiglie, che prende le decisioni sulla vita della comunità. Ci sono anche numerose etnie in cui manca del tutto un’organizzazione politica, o almeno un’autorità al di là della famiglia.

Una caratteristica comune ad ogni governante è la capacità di caricare di significati simbolici oggetti d’uso quotidiano come sedili, copricapi, teste ritratto, pipe.
Gli oggetti d’arte, come i numerosi e multiformi scettri Fon, aiutano i leader nel loro compito di esercitare influenza su altre persone, sia in ambito morale che spirituale, militare, economico sociale, politico.

Quando le forme d’arte hanno lo scopo di elevare il governante ad una posizione superumana, o di affermare la continuità della dinastia, si parla d’arte di corte.
Essa ha il compito di commemorare particolari eroi, comandanti, eventi ; non solo, anche quello di sostenere status, posizione, ricchezza e potere di chi comanda.

Alcuni oggetti inoltre rivelavano la nobiltà della persona non solo in vita, ma anche dopo la morte. Nell’impero Fon del Dahomey del Ghana, le statue reali erano poste sugli altari dedicati agli antenati, tra i Kongo dell’attuale Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) le statue in pietra di capi o dignitari dei villaggi erano collocate sulle tombe dopo la loro morte.

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