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01. FIGURA FEMMINILE BAMANA

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Statua di fecondità che appartiene, con tutta probabilità alla società segreta femminile” Djo”.

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Statua Djo abbellita per i riti

Questo tipo di statue pare venissero portate in processione dalle giovani iniziande al fine di ottenere dalla divinità madre “Do Nyeleni o Djo” le prime gravidanze.

Maternità Djo fuori dal tempio

I seni e il ventre molto evidenziati nella statua simboleggiano infatti la fertilità femminile.

3 Donna  con l'acconciatura tradizionale Bambara

3 Donna con l’acconciatura tradizionale Bambara


Le paste di vetro colorate che abbelliscono la figura femminile in anni passati in Africa erano utilizzate come monete di scambio e potevano anche far parte della dote nuziale.

Altre info sull’opera:

Wikimedia Commons

 

IL POPOLO BAMANA (BAMBARA)

 

Mali _ Mappa delle Popolazioni

Mali _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Tessuto bogolan realizzato con argilla su cotone trattato

Tessuto bogolan realizzato con argilla su cotone trattato


La tradizione artistica
dei Bamana o Bambara è ricca di ceramiche, sculture,  stoffe bogolanfini e figure in ferro battuto modellate dai fabbri. Questo popolo fa anche un largo uso di maschere, utilizzate come forma di controllo sociale e di educazione della comunità.

STORIA

16 Cacciatore cantastorie durante una danza nel villaggio di Narena da archivio Eliot Elisofon

16 Cacciatore cantastorie durante una danza nel villaggio di Narena da archivio Eliot Elisofon


I Bamana appartengono alla cultura Mande, un grande e potente gruppo di popoli dell’Africa occidentale
. Kaarta e Segou sono città-stato Bamana, fondate nel XVII secolo e che continuarono ad esercitare la loro influenza politica in tutti gli Stati del Sudan occidentale per tutto il XIX secolo. Fu allora che  scoppiarono guerre di religione in tutta la regione, tra le società islamizzate e quelle tradizionali animiste. Tale divisione esiste ancora oggi in Mali e le due culture convivono fianco a fianco negli stessi territori,  spesso in forme sincretiche.

 

Il Regno Bambara (In francese)

ECONOMIA

10 Preparazione dei pasti nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

10 Preparazione dei pasti nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

Per chi vive ancora oggi nei villaggi rurali il più comune mezzo di sostentamento continua ad essere l’agricoltura di sussistenza; la caccia è un modo importante per integrare la dieta alimentare.

Ci sono anche numerose persone impiegate nell’artigianato che commerciano i loro prodotti nei mercati locali. Vasai, tessitori, scultori e artigiani del cuoio ricevono una formazione artistica che può durare fino a otto anni.

POLITICA

5 Complesso familiare nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

5 Complesso familiare nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon


I Bamana sono una società organizzata in famiglie estese che vanno da 100 a 1000 membri
che agiscono come unità base di governo. Questi clan familiari vengono poi organizzati in villaggi guidati da un capo, la cui posizione è determinata da legami di parentela all’interno della comunità.

15 Maschere Chi wara maschili e femminili a Bamako da archivio Eliot Elisofon

15 Maschere Chi wara maschili e femminili a Bamako da archivio Eliot Elisofon


Sei principali società di iniziazione contribuiscono al controllo sociale della gente della comunità attraverso l’educazione
.
La gerarchia politica dei capifamiglia e dei capi villaggio è direttamente collegata alle posizioni degli individui all’interno dei gruppi di iniziazione.
Come tale, chi controlla la politica della comunità controllare simultaneamente la struttura religiosa.

RELIGIONE

La religione dei Bamana è direttamente legata alla società di iniziazione jow.
Un iniziato si muove attraverso le sei società, riceve insegnamenti riguardo a questioni fondamentali come le regole di comportamento da rispettare ogni giorno, una sorta di comandamenti che contribuiscono al benessere generale della persona e della comunità. Attraverso i sei livelli di istruzione l’iniziato impara l’importanza della conoscenza e del segreto, gli viene insegnato a sfidare la stregoneria e impara a conoscere la duplice natura dell’uomo, la necessità di un duro lavoro nella coltivazione della terra e le fatiche di sopravvivere giorno per giorno.

Iniziazione alla società Ntomo

Iniziazione alla società Ntomo

Il grado finale della Jow , il Kore, è concepito per consentire a un uomo di ritrovare quella parte del suo spirito che è stato preso dal dio durante il processo di reincarnazione.
Se un uomo non è in grado di riconquistare il suo spirito per molte vite, sarà interamente assorbito dal dio e cesserà di esistere sulla Terra. L’obiettivo dell’iniziato è quindi di usurpare il potere del dio e rimanere sulla Terra, in una serie di reincarnazioni infinite.

Parole Explora: fertilità, saggezza

Altre informazioni:

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02. PORTA DI GRANAIO

Presso la popolazione Dogon i granai a forma quadrata con tetto di paglia hanno porte in legno quadrate o rettangolari formate da due pannelli legati da graffe in pelle o in metallo.

1 Granaio

1 Granaio

Le figure scolpite in rilievo rappresentano probabilmente gli antenati e fanno riferimento alla complessa cosmogonia Dogon.

2 Porta in situ

2 Porta in situ

La serratura è sormontata da due figure scolpite a tutto tondo; sotto di loro il blocco è decorato con motivi a zigzag, che, secondo alcuni, rappresentano il corso del fiume ed in genere l’acqua, secondo altri richiama il movimento perpetuo della spirale ed il serpente.
Quest’ultimo va a rappresentare a sua volta un antenato, che morì per disegno divino e fu sepolto nel campo primordiale: qui venne fondato il primo villaggio ed egli si trasformò nel serpente Lebè.

IL POPOLO DOGON

 

Mali _ Mappa delle Popolazioni

Mali _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

18 dama2 da Les Dogon


I Dogon sono molto famosi per la loro vasta produzione di maschere e di statue in legno
. I colori primari utilizzati dai Dogon sono di solito il rosso, il nero e il bianco, mentre i segni più diffusi includono spirali e motivi a scacchiera; entrambi i motivi fanno riferimento alle storie legate all’origine di questo popolo.

STORIA

La storia antica, basata su tradizioni orali, riferisce che tra il X ed XIII secolo i Dogon si erano stabiliti sulla riva occidentale del fiume Niger. Essi emigrarono ad ovest verso il Burkina Faso del nord, dove le storie locali li descrivono come kibsi. Intorno al 1490 fuggirono in una regione conosciuta come il regno settentrionale Mossi dello Yatenga, quando furono attaccati dalla cavalleria Mossi. Finirono la loro fuga nella regione delle falesie di Bandiagara, al sicuro dai cavalieri che li inseguivano.

Patrimoni dell’umanità – La falesia di Bandiagara
http://www.youtube.com/watch?v=2iZXz-Yr0kU

ECONOMIA

5 casa familiare da Les mondes dogon

5 casa familiare da Les mondes dogon


I Dogon coltivano cipolle che vengono esportate in tutta la regione sudanese.
Producono anche miglio e sorgo per il consumo locale. Come per tanti contadini africani, la terra e la sua fertilità svolgono un ruolo importante nelle concezioni religiose dei Dogon.
Il culto del Lebe, il dio che ogni notte appare in forma di serpente al capo religioso, è principalmente legato al ciclo della terra e altari a lui dedicati sono diffusi tra i terreni per favorire la fertilità della terra. Il più importante rito agricolo è il Bulu, che precede immediatamente le prime piogge e la semina.

POLITICA

Tra i Dogon la stratificazione sociale comporta un complesso ordinamento degli individui in base alla loro posizione all’interno di vari gruppi sociali definiti sia per discendenza che per località.

La Toguna, casa della Parola, luogo del confronto, da Dogon art

I raggruppamenti sono il clan, il villaggio, la discendenza paterna, e, per gli uomini, l’età o il grado. Ognuno di questi gruppi è ordinato gerarchicamente in base all’età e all’ordine di successione, e tutti i livelli di ogni gruppo interagiscono con gli altri in modo che chi è generalmente ben rispettato all’interno della famiglia molto probabilmente sarà destinato a detenere una posizione di rilievo all’interno della società.

RELIGIONE

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

La religione Dogon è definita in primo luogo attraverso il culto degli antenati e degli spiriti che essi hanno incontrato durante le loro migrazioni attraverso il Sudan occidentale.
La società Awa è incaricata di eseguire le cerimonie che permettono al defunto di lasciare il mondo dei vivi e entrare nel mondo dei morti.

11 monumento funebre da Dogon art

11 monumento funebre da Dogon art


I riti pubblici comprendono quelli funebri e la cerimonia del dama che segna la fine del periodo del lutto.

I membri della società Awa sono anche responsabili dell’organizzazione delle cerimonie del Sigui, che si tengono ogni 60 anni con lo scopo di ricordare alle nuove reclute gli iniziati defunti. Tutti questi riti richiedono l’uso delle maschere e sono celebrati solo dai maschi iniziati che hanno appreso le tecniche necessarie per rappresentare le creature soprannaturali.

Parole Explora: onde del fiume, saggezza, serenità

Altre informazioni:

dogon-lobi

SIRIS

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03 – 04 – 05 STATUE BASSARI

03-Bassari AR

Queste statue in terracotta sono simboli di fertilità.

5 Ragazzina del sottogruppo Bedik con la statua tra le mani

5 Ragazzina del sottogruppo Bedik con la statua tra le mani

Quando le ragazze Bassari hanno raggiunto la maturità sessuale ricevono in dono questo tipo di “bambole”, da portare sulla schiena durante le danze,  perché abbiano in futuro numerosi figli.

13 Ragazze pronte per l’iniziazione

Le paste di vetro sono di abbellimento, le piume di volatile sono anch’esso simbolo di fertilità e le piccole parti di cotone ricordano e augurano un ricco raccolto.
I Bassari, soprattutto in passato, erano coltivatori di cotone.

6 Acconciatura di ragazzina Bassari sottogruppo Bedik

6 Acconciatura di ragazzina Bassari sottogruppo Bedik

A volte queste bambole sono costruite con altri materiali quali stoffe, pannocchie, foglie e sono ricoperte da ornamenti offerti dai fidanzati.

 

IL POPOLO BASSARI 

 

7 Senegal _ Mappa delle Popolazioni

7 Senegal _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

17 Iniziazione maschile

17 Iniziazione maschile

Famose sono le maschere in fibra e corteccia indossate dagli uomini nel corso delle cerimonie d’iniziazione; vi è anche una vasta produzione di ornamenti femminili fabbricati con perline e indossati intorno al collo, ai polsi ed ai fianchi.

STORIA

8 Villaggio _ Panoramica

8 Villaggio _ Panoramica

Le difficoltà d’accesso alla zona abitata dai Bassari hanno limitato in passato gli effetti della colonizzazione. Tuttavia essi hanno subìto nei secoli la pressione culturale dei Peul Futa, guerrieri musulmani.

ECONOMIA

I Bassari coltivavano un tempo otto diverse varietà di riso.
Alcune di queste erano capaci di crescere anche in stagioni prive di pioggia. Poi, gli esperti agricoli li convinsero che era meglio coltivare un’unica varietà. Oggi, in periodi di siccità, I’unica risorsa è quella di tagliare la legna per venderla.

9 Villaggio _ Dettaglio

9 Villaggio _ Dettaglio

La politica di “sviluppo nazionale” ha cercato d’introdurre sul territorio dei Bassari l’arachide e il mais. Solo l’arachide ha resistito, mentre altre colture sono state progressivamente abbandonate, dopo un indicibile spreco di tempo e di terreni fertili.
Al giorno d’oggi gli scambi si sono monetarizzati e i Bassari hanno adottato fucili, carrucole, pentole di ghisa, recipienti di plastica, vestiti fatti con stoffe importate. Anche le abitudini alimentari sono cambiate, con l’uso sempre più massiccio di prodotti d’importazione.

POLITICA

11 Donna Bassari con figlia sulla schiena


La società Bassari era un tempo strutturata in forme matriarcali
; poi s’impose il sistema patriarcale, ma la discendenza ereditaria materna fu conservata. Oggi il sistema giuridico dello stato senegalese li obbliga ad adottare uno stato civile per discendenza paterna, cosa che l’Islam non era mai riuscito a imporre.

RELIGIONE

I Bassari continuano a praticare la “religione degli antenati”, pur con modesti, graduali cambiamenti nelle loro credenze.
Anche la loro cosmogonia si è aperta su orizzonti più vasti, le genealogie sacre hanno incluso nuovi lignaggi e certi feticci, un tempo esclusivi d’uno specifico gruppo famigliare, oggi rispondono anche alle preghiere di membri d’etnie diverse.
Nonostante tutti questi cambiamenti, i Bassari (che fra loro si chiamano anche Biliyane) si ritengono ancora e sempre figli dei Biyil, gli spiriti tutelari, assegnati a ogni essere umano o animale, che provengono da un mondo sotterraneo, dalla topografia in tutto simile a quella della terra. Il mondo visibile e l’invisibile interferiscono in un rapporto equilibrato di complementarietà.

A LA RENCONTRE DU PEUPLE BEDIK – BANDAFASSI – ETHIOUAR – SENEGAL ORIENTAL

 

Parole Explora: bottone, fertilità, saggezza, serenità

Altre informazioni:

tribalphoto

nezumi.dumousseau

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06. SEDILE DOGON

Tra le molte produzioni artistiche del gruppo Dogon vi sono i sedili/seggi che rivestivano soprattutto una funzione simbolica poiché venivano  utilizzati da personaggi importanti.

1 Seggio in situ

1 Seggio in situ


Le due piattaforme
, la parte superiore e inferiore della seduta, rappresentano il cielo e la terra e le quattro coppie scolpite in rilievo raffigurano  gli antenati  primordiali del gruppo, che avevano scelto le acque dei fiumi e dei mari come elementi in cui risiedere.

 

IL POPOLO DOGON

 

Mali _ Mappa delle Popolazioni

Mali _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

16 danza delle maschere da Les mondes dogon

16 danza delle maschere da Les mondes dogon

I Dogon sono molto famosi per la loro vasta produzione di maschere e di statue in legno.

18 dama2 da Les Dogon

18 dama2 da Les Dogon

I colori primari utilizzati dai Dogon sono di solito il rosso, il nero e il bianco, mentre i segni più diffusi includono spirali e motivi a scacchiera; entrambi i motivi fanno riferimento alle storie legate all’origine di questo popolo.

STORIA

La storia antica, basata su tradizioni orali, riferisce che tra il X ed XIII secolo i Dogon si erano stabiliti sulla riva occidentale del fiume Niger. Essi emigrarono ad ovest verso il Burkina Faso del nord, dove le storie locali li descrivono come kibsi. Intorno al 1490 fuggirono in una regione conosciuta come il regno settentrionale Mossi dello Yatenga, quando furono attaccati dalla cavalleria Mossi.

La falesia di Bandiagara

La falesia di Bandiagara

Finirono la loro fuga nella regione delle falesie di Bandiagara, al sicuro dai cavalieri che li inseguivano.

Patrimoni dell’umanità – La falesia di Bandiagara

ECONOMIA

6 granai da Les mondes dogon

6 granai da Les mondes dogon

 I Dogon coltivano cipolle che vengono esportate in tutta la regione sudanese. Producono anche miglio e sorgo per il consumo locale. Come per tanti contadini africani, la terra e la sua fertilità svolgono un ruolo importante nelle concezioni religiose dei Dogon.

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

Il culto del Lebe, il dio che ogni notte appare in forma di serpente al capo religioso, è principalmente legato al ciclo della terra e altari a lui dedicati sono diffusi tra i terreni per favorire la fertilità della terra. Il più importante rito agricolo è il Bulu, che precede immediatamente le prime piogge e la semina.

POLITICA

Tra i Dogon le persone sono definite in base alla discendenza ed alla località. I raggruppamenti sono il clan, il villaggio, la discendenza patrilineare, e, per gli uomini, l’età o il grado.

12 guaritore da Les danseurs masquès

12 guaritore da Les danseurs masquès

Ognuno di questi gruppi è ordinato gerarchicamente in base all’età e all’ordine di successione, e tutti i livelli di ogni gruppo interagiscono con gli altri in modo che chi è generalmente ben rispettato all’interno della famiglia molto probabilmente sarà destinato a detenere una posizione di rilievo all’interno della società.

13 divinazione da Les Dogon

13 divinazione da Les Dogon


RELIGIONE

La religione Dogon è definita in primo luogo attraverso il culto degli antenati e degli spiriti che essi hanno incontrato durante le loro migrazioni attraverso il Sudan occidentale.

11 monumento funebre da Dogon art

11 monumento funebre da Dogon art

La società Awa è incaricata di eseguire le cerimonie che permettono al defunto di lasciare il mondo dei vivi e entrare nel mondo dei morti. I riti pubblici comprendono quelli funebri e la cerimonia del dama che segna la fine del periodo del lutto.

18 cerimonia del dama 1 da Les Dogon

18 cerimonia del dama 1 da Les Dogon

I membri della società Awa sono anche responsabili delle cerimonie del Sigui, che si tengono ogni 60 anni con lo scopo di ricordare alle nuove reclute gli iniziati defunti.
Tutti questi riti richiedono l’uso delle maschere e sono celebrati solo dai maschi iniziati che hanno appreso le tecniche necessarie per rappresentare le creature soprannaturali.

 

Parole Explora: fertilità, forza, onde del fiume, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Dogon-Lobi.ch

SIRIS

TripDownMemoryLane

08. PIPA GURUNSI

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La pipa utilizzata dai capi villaggi è in metallo poiché tra i Gurunsi  molti gruppi lavorano il ferro e  le loro fusioni sono esportate in altri paesi africani ( Senegal, Mali, Costa d’Avorio).

Dignitario Gurunsi fuma la sua pipa

Dignitario Gurunsi fuma la sua pipa

La parte in metallo è rivestita da pelle di rettile, probabilmente lucertola e serve da abbellimento; inoltre le piccole teste di ariete simboleggiano la forza riproduttiva e l’aggressività dell’animale che non sopporta alcun rivale.

2 Maschera montone Gurunsi

2 Maschera montone Gurunsi

I POPOLI GURUNSI

 

3 Burkina Faso _ Mappa delle Popolazioni

3 Burkina Faso _ Mappa delle Popolazioni

Il termine Gurunsi raggruppa diversi popoli che vivono nel sud Burkina Faso e nel nord Ghana con una lingua e tradizioni comuni; i più famosi sono Bwa, Lele, Nunu e Kassena.
Furono i popoli Mossi a dare questo nome alle popolazioni loro confinanti; il termine significa “il ferro non li scalfisce”, ad indicare  che essi non riuscirono mai a sottometterli.

ARTE

Case Gurunsi, da World Folklore Photographers Association

Case Gurunsi, da World Folklore Photographers Association


I Gurunsi sono conosciuti per le pitture murali delle loro abitazioni ed i simboli  impressi
, così come per le maschere zoomorfe decorate con motivi geometrici e l’uso dei colori bianco, rosso e nero.

STORIA

Secondo la tradizione orale i Gurunsi hanno avuto origine dall’ovest Sudan, nei pressi del lago Ciad; il loro insediamento attuale risale intorno al XII secolo.
Nel corso del XV secolo i cavalieri Mossi diverse volte provarono a conquistare il territorio Gurunsi per ridurre in schiavitù le popolazioni, ma senza successo. I Gurunsi non vennero mai sottomessi e restarono indipendenti.
Dopo la conferenza di Berlino del 1884 i territori Gurunsi furono divisi tra Francia e Inghilterra, andando a creare delle differenze politiche e culturali tra i vari sottogruppi.

ECONOMIA

I Gurunsi sono coltivatori. I campi appartenenti alla comunità sono coltivati da società agricole di giovani. Durante la stagione secca vivono di caccia e pesca.

POLITICA

6 Villaggio Bwa  da Art of the Upper Volta rivers

6 Villaggio Bwa da Art of the Upper Volta rivers

I Gurunsi sono privi di un potere centralizzato, ogni villaggio è retto dal consiglio degli anziani dei clan.

RELIGIONE

I Gurunsi credono in un dio chiamato Yi che si allontanò dagli uomini dopo la creazione del mondo; al centro di ogni villaggio vi è un altare a lui dedicato.
Egli diede a Su, rappresentato sia nelle maschere che nelle statue, il compito di prendersi cura degli uomini.

Ogni clan conserva in speciali capanne quegli oggetti magici che permettono di comunicare con gli spiriti della natura; solamente quando i riti sono compiuti correttamente i Gurunsi ottengono prosperità e benessere.
Le statue sono conservate nelle capanne degli abitanti o sugli altari familiari e sono usate per la divinazione.
Un indovino possiede diversi oggetti magici: statue di bronzo o di legno, palle di argilla, insegne di legno decorate con statuette.

Altre informazioni:

Dogon-lobi.ch

Trip Down Memory Lane

 

09. OREBOK


Questa scultura per i Bijagós è la sede della divinità e degli antenati del villaggio ed assume diverse forme secondo le esigenze del richiedente e dello scultore. Inoltre, secondo la credenza tradizionale degli abitanti dell’arcipelago, “gli spiriti partecipano fisicamente alla vita quotidiana dell’essere umano con il duplice potere di proteggerlo  o di nuocergli”.

1 Giovane Bijagò con il suo Orebok personale

1 Giovane Bijagò con il suo Orebok personale

Il viso umano ha un cappello in stile europeo, pare infatti che assomigli a certi cappelli con nastri portati dai portoghesi, tra i  primi a commerciare con gli abitanti dell’arcipelago.
Il collo è allungato e  scolpito ad anelli, la coda di mucca è simbolo di fertilità, poiché questo animale è molto importante nella vita quotidiana e durante il periodo iniziatico  dei giovani bijagós (maschere di mucca vengono indossate dai giovani iniziati). 

4 Maschera bovina dugne be usata nei riti di iniziazione

4 Maschera bovina dugne be usata nei riti di iniziazione

Il piccolo contenitore (zucca a fiasco), secondo la studiosa Duquette, serve per chiamare lo spirito; la parte in legno, appesa alla chiusura del semicerchio rappresenta una razza, animale totemico per i Bijagós.

6 Maschera pesce sega

6 Maschera pesce sega

L’incrostazione visibile all’interno della scultura è costituita da residui di libagioni fatte allo spirito.

Orebok portato in processione per il villaggio

Orebok portato in processione per il villaggio

IL POPOLO BIJAGOS

 

7 Guinea Bissau _ Mappa delle Popolazioni

Guinea Bissau _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

Diversi tipi di statue sono scolpite per ospitare gli spiriti degli antenati. Le figure sedute sono di solito utilizzate per la divinazione e per la magia.

5 Maschera bovina moderna

5 Maschera bovina moderna

Due principali tipi di maschere sono utilizzate nelle cerimonie di iniziazione. Le maschere toro e quelle squalo sono molto naturalistiche.

STORIA

11 Donne Bijagò

11 Donne Bijagò

Anche se non si sa molto sulle origini dei Bijagòs, la lingua usata li collega agli attuali abitanti della zona costiera del continente.
È noto che un tempo i Bijagòs erano insediati più a nord, lungo la costa dell’attuale Mauritania e che furono gradualmente spinti a sud a causa di movimenti di popolazioni berbere nella stessa direzione.

22 Giovani iniziate

I primi riferimenti scritti alle Isole Bijagos ed ai loro abitanti risalgono al 1456, quando un esploratore portoghese (Alvise da Cadamosto) mise per iscritto i suoi viaggi.
Per tutto il XVII° secolo le isole furono utilizzate come porti per le navi destinate alla tratta degli schiavi. Nel tardo XIX° secolo l’arcipelago fu colonizzato come parte della Guinea Portoghese.

ECONOMIA

L’ambiente pianeggiante e paludoso delle isole è particolarmente adatto per la coltivazione del riso, la principale coltura dei Bijagos.

8 Pescatori Bijagò

8 Pescatori Bijagò

La pesca nelle acque dell’Atlantico è altrettanto importante quanto l’agricoltura. I Bijagos sono molto abili a guidare lunghe canoe, che a volte sono state utilizzate anche per la guerra contro i popoli costieri. I maiali sono l’animale principale allevato sulle isole.

POLITICA

21 Giovane al termine della propria iniziazione

21 Giovane al termine della propria iniziazione


Il comando ricade su capi che derivano il loro potere dal rapporto con gli antenati trasmesso discendenza materna.
Avere un collegamento diretto con gli antenati sepolti nella terra autorizza il leader alla distribuzione della terra. Il capo di ogni comunità è supportato da un consiglio di anziani. Le case Bijagos sono strutturate in proprietà collegate tra loro, creando un forte senso di comunità, sia fisico che sociale. Le donne sono particolarmente importanti nei sistemi politici Bijagos, perché possono raggiungere il rango di capo.

RELIGIONE

Si ritiene che Nindo, il dio supremo, abbia creato Obide, un uomo, e Okanto, una donna, che diedero vita a due ragazzi, tutti e quattro ricordati come gli antenati originari.
I Bijagos credono inoltre che dopo la morte, Orobo (l’anima) possa trovare pace solo se venga scolpita una statua in cui può riposare.


Parole Explora:
 cappello, nastri, razza, zucca

Altre informazioni:

eye4ethnic

JeanRobertPhotoshelter

 

10. MATERNITA’

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Questa statua rappresentante una donna che allatta il proprio figlio, simboleggia con tutta probabilità la divinità  femminile Kãtiéléo, quale fonte ispiratrice della  creatività degli scultori.

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

In particolare questa maternità, abbellita da un’elaborata acconciatura e marcate scarificazioni corporali e facciali, presenta il viso con il piattino labiale utilizzato nel tempo dalle donne Senufo.

senufo woman

Donna senufo da Himmelheber (Hans), “Negerkunst und Negerkünstler”

Sulla sommità della testa è scolpito un contenitore di noci di cola utilizzati appunto nei rituali religiosi; all’esterno sono presenti in rilievo dei buceri, simbolo di continuità etnica per i Senufo.

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Interessante è il coperchio del contenitore  di provenienza Baulé che rappresenta un uomo scimmia (Gbekre) che tiene nelle mani un frutto, probabilmente una papaia.

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo - collezione privata

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo – collezione privata

In generale questa figura scimmiesca con le gambe leggermente piegate rappresenta lo spirito intermediario tra l’uomo e la divinità suprema ed è rappresentato dai Baulé con un contenitore tra le mani per le offerte.

 

IL POPOLO SENUFO

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

Tutti i prodotti dell’arte Senufo sono realizzati da artigiani specializzati che mostrano minime differenze stilistiche regionali.
Un po’ ovunque nel loro territorio essi rappresentano antenati, figure in miniatura in ottone e piccole statue utilizzate nella divinazione. Vi sono inoltre diversi tipi di maschere utilizzate dalla società Poro.

STORIA

I Senufo sono costituiti da diversi sottogruppi che emigrarono nei territori attuali provenendo da nord nel corso del XV e XVI secolo.
A differenza dei loro vicini Songhai e Hausa, la loro cultura è rimasta relativamente al riparo da influenze esterne e anche se si sono serviti delle conoscenze altrui, non hanno dovuto far fronte a continui attacchi nemici e sconvolgimenti sociali.

ECONOMIA

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

Nella regione Senufo l’agricoltura è diffusa, in particolare si coltivano miglio, sorgo, mais, riso e patate, oltre a banane, manioca ed una serie di altri prodotti agricoli introdotti da altre zone del mondo.
Sono allevati piccoli animali di fattoria come pecore, capre, galline, faraone. La caccia e la pesca contribuiscono all’economia locale in modo limitato. Il lavoro è diviso tra agricoltori e artigiani e, mentre un tempo si pensava che non vi fossero matrimoni misti tra queste due categorie, alcuni studi hanno dimostrato che vi era un certo grado di flessibilità a questa regola.

POLITICA

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

I villaggi Senufo sono compresi tra 50 e 2.000 abitanti. Sono divisi lungo linee etniche che fanno riferimento ad un particolare clan matrilineare. Queste divisioni riflettono la condizione economica e sociale di ogni clan all’interno della comunità e comprendono agricoltori, fabbri, scultori, indovini e artigiani del cuoio.

25 maschere per funerale poro da Masques vivants

Ci sono quattro società che educano e governano le azioni degli individui, Poro, Sandogo, Wambele (“società degli stregoni”) e Tyekpa, che si trova solo tra il sottogruppo Fodonon.

RELIGIONE

11 casa dei feticci da Cote d'Ivoire foto di Martel

11 casa dei feticci da Cote d’Ivoire foto di Martel

Tra i Senufo vi sono un numero imprecisato di antenati e di spiriti della natura. La divinità è rappresentata nella doppia forma di Maleeo,  “Antica Madre” e di Kolotyolo, “Dio Creatore”.
Nella regione di Kufulo, Maleeo è rappresentata da tamburi sacri di fronte ai quali ladri e assassini sono portati in giudizio.
La società Poro è riservata soprattutto agli uomini, anche se possono entrare a farvi parte sia giovani ragazze che donne anziane.
La funzione principale del Poro è quello di garantire un buon rapporto tra il mondo dei vivi e quello degli antenati.

Donna Sando Die Kunst der Senufo

Donna Sando Die Kunst der Senufo

La divinazione, regolata dalla società Sandogo è una parte importante della religione Senufo. Anche se solitamente è considerata una società femminile, gli uomini destinati a diventare indovini per trasmissione ereditaria possono entrare a farne parte.

I Senufo

Parole Explora: bracciali, fertilità, maternità, papaya, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

 

11. MASCHERA IN MINIATURA

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La maschera in miniatura, forse erroneamente chiamata maschera passaporto, rivestiva per i popoli che la producevano un’importanza legata ai riti di iniziazione delle società segrete e per il possessore costituiva un elemento di identità, di appartenenza e di riconoscimento collettivo del gruppo.

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

La persona che riceveva questo tipo di maschera era un personaggio importante o di alto rango e conservava la maschera in miniatura per tutta la vita, quale riconoscimento del ruolo che svolgeva all’interno della società stessa.

7 Capo villaggio

7 Capo villaggio

Ad ogni novilunio, dopo il sacrificio di polli e di altri animali, le maschere venivano asperse di sangue, di succo di noce di cola masticata o lavate con acqua contenente la corteccia dell’albero gei, asportata dal tronco con una pietra affilata.

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Danzatore Bassa con la maschera Geh Naw – Ministero della Cultura della Liberia

IL POPOLO BASSA

 

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

Le opere dei Bassa della Liberia sono simili nello stile e negli usi rituali a quelle dei Dan di lingua Mande, che ora vivono principalmente in Costa d’Avorio.
Le maschere sono la principale modalità di espressione dei Bassa, le figure umane sono rare.
Le statue, a differenza delle maschere, sono tenute nascoste e prevedono un uso personale, così che ognuna di esse ha la propria identità. Le caratteristiche espressive del viso, le acconciature e le scarificazioni sono simili a quelli presenti sulle maschere così che l’attribuzione di questi pezzi molto rari risulta abbastanza semplice.
È risaputo che alcune statue sono scolpite in onore di un “coniuge preferito”, di un importante membro della famiglia o di un antenato. L’impiego di grandi maternità è legato a pratiche magiche.

STORIA

I Bassa sono parenti dei Dan che vivono a nord-est, in Costa d’Avorio. Poco si sa circa la loro storia antica, fatta eccezione per alcuni recenti test del DNA che farebbero risalire la loro origine in Mozambico prima di disperdersi in tutto il continente.
Le fonti storiche documentate su questo popolo si basano soprattutto sui dati del commercio degli schiavi nel corso del XVI° e XVII° secolo. Da tutto ciò risulta che non si può stabilire con certezza il numero esatto di questa popolazione.

ECONOMIA

Si basa principalmente sulla coltivazione del riso per il consumo locale e sulla caccia per integrare la dieta alimentare.

POLITICA

6 Riunione di villaggio


Vivono in piccoli villaggi sparsi, senza un’autorità centralizzata
di governo e dipendono da società segrete come la “Poro” per mantenere l’ordine e la coesione sociale.

RELIGIONE

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio  Indiana University Liberian Collections

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio Indiana University Liberian Collections

Gli antenati e le forze soprannaturali sono presenti nelle cerimonie di iniziazione maschili e femminili; secondo i Bassa essi sono dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.


Culture della Liberia
(in inglese)

Altre informazioni:

artesafricanae.org

 

12. CASCO DI DANZA

Questa maschera veniva indossata dalle ragazze della società segreta “Sande” o “Bundu”, società parallela a quella maschile “Poro”.

9 Giovani iniziate al Sande

9 Giovani iniziate al Sande

Il gruppo aveva lo scopo di educare le ragazze sin dall’età dell’adolescenza alla conoscenza e al rispetto delle regole sociali.
Le educatrici erano donne di età avanzata e con un ruolo importante all’interno della società “Bundu”.

4 Donne anziane con giovani iniziate

4 Donne anziane con giovani iniziate

Le maschere casco Mende hanno forme diverse e in generale riproducono le molteplici e creative capigliature delle giovani.

1 Donne Mende

1 Donne Mende

Vengono portate alla sommità della testa e, come tutte le maschere, la parte in legno è solo un elemento dell’abbigliamento che il danzatore, in questo caso la danzatrice, indossa.

5 Donne della socieà segreta Bundu foto di ruthphilips

5 Donne della socieà segreta Bundu foto di ruthphilips

Gli anelli al collo, secondo molti autori, significano la prosperità o la bellezza femminile e inoltre evocano le increspature della superficie dell’acqua dalla quale la maschera emerge, essendo l’incarnazione di uno spirito del fiume.

È interessante notare che la maschera casco Bundu, legata alla società Sande, si trova tra numerosi gruppi etnici in tutta la Sierra Leone e la Liberia occidentale. Essa è nota in tutta l’Africa come l’unica maschera indossata da donne. Anche se ovunque nel continente africano le donne agiscono spesso da intermediari tra il mondo spirituale ed il mondo terreno, non ci sono altri esempi conosciuti di donne che utilizzano maschere.

Dodo Kotuma Bondo Society Ceremony 2013

 IL POPOLO MENDE

 

7 Sierra Leone - Mappa delle Popolazioni

7 Sierra Leone – Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

La maggior parte dell’arte Mende è legata ai riti di iniziazione e di cura; comprende maschere in legno, statue di gemelli ed oggetti di medicina. Strumenti d’uso quotidiano come le pulegge dei telai sono decorate con teste scolpite o altri motivi.

STORIA

La lingua Mende è strettamente legata al gruppo linguistico Mande, segno che i Mende migrarono dal Sudan verso nord.
Le tradizioni orali Mende raccontano di una migrazione pacifica tra il 200 e il 1500.
Le differenze culturali e fisiche all’interno dei Mende favoriscono l’ipotesi che le migrazioni possano essere state più d’una.
In alternativa ciò potrebbe anche essere il risultato di matrimoni misti con i popoli che già vivevano nei territori in cui essi si insediarono.
Le loro tradizioni artistiche li collegano strettamente al popolo costiero degli Sherbro.

ECONOMIA

Per tradizione i Mende sono coltivatori di riso; producono anche igname e manioca per l’alimentazione di base. Altri prodotti agricoli diffusi sono cacao, zenzero, arachidi e olio di palma.

POLITICA

8 Danza delle iniziate al Sande 1939 da foto Homet

8 Danza delle iniziate al Sande 1939 da foto Homet

Due sono le principali associazioni educative tra i Mende, divise per genere, il Poro per gli uomini ed il Sande per le donne.
Aperte ad ogni membro della comunità, hanno ricevuto il termine improprio di società segrete perché alcune delle loro azioni sono tenute nascoste ai bambini non iniziati ed alle persone di sesso opposto.
Al contrario la loro esistenza e le loro finalità sono note a tutti.
Tali organizzazioni funzionano per trasmettere gli insegnamenti morali della comunità e per agire come potente mezzo di controllo sociale.

RELIGIONE

Ngewo è il creatore e signore dell’universo ed è assistito dagli antenati e da altri spiriti.
Ad entrambi si fa ricorso per domandare protezione e fertilità
, tanto per la comunità che per se stessi.
Ogni manifestazione dello spirito, comprese le maschere che vengono usate per le cerimonie religiose, è considerata spirito.

11 Danzatore con la maschera Gbetu a Monrovia da archivio Eliot Elisofon

11 Danzatore con la maschera Gbetu a Monrovia da archivio Eliot Elisofon


Le maschere sono scolpite per risultare gradevoli agli spiriti
; si spera che continuando ad usarle gli spiriti accettino di incarnarsi nel danzatore durante la cerimonia.

Parole Explora: onde del fiume

Altre informazioni:

Rand african art
Trip Down Memory Lane

 

13. MASCHERA DAN

13-Maschera-Dan

Le maschere Dan pare incarnino le forze spirituali che abitano la foresta.
Per poter essere scolpita era necessario il consenso del consiglio degli anziani che esaminava ciò che era stato rivelato da un iniziato durante un sogno e ne approvava la rappresentazione.

Alla fine degli anni ’70 lo studioso Fischer riscontrò 11 tipi di maschere Dan che potevano avere ruoli differenti, a seconda della situazione e della necessità del villaggio.

2 Uomini con la maschera Ge Gblin da archivio Eliot Elisofon

2 Uomini con la maschera Ge Gblin da archivio Eliot Elisofon

Spesso è impossibile dare una spiegazione della funzione che ha o che aveva la maschera.
Molte maschere richiamano la forma del viso femminile del gruppo Dan con espressioni diverse: rabbia, tranquillità, felicità, dolore.

Maschere Dan in situ

Maschere Dan in situ

Alcune maschere Dan hanno un ruolo importante durante rituali di iniziazioni, altre sono indossate per divertire il pubblico e molte assumevano un aspetto feroce, brutale: erano le maschere da guerra che venivano indossate per spaventare il nemico.

1 Maschera da corsa Dan

1 Maschera da corsa Dan

Il ruolo delle maschere nelle tradizioni ivoriane (in francese)

IL POPOLO DAN

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Gli scultori Dan producono principalmente maschere che regolano ogni aspetto della società Dan, tra cui l’educazione, la competizione, la guerra e la pace, il controllo sociale ed il divertimento.

Cucchiaio Dan in forma umana

Cucchiaio Dan in forma umana

Producono inoltre cucchiai di legno stilizzati e scacchiere per il famoso “mancala”, il gioco “della semina e del raccolto”.

STORIA

9 Cantastorie con il suo gruppo da archivio Eliot Elisofon

9 Cantastorie con il suo gruppo da archivio Eliot Elisofon


Le tradizioni orali descrivono la società Dan del XIX° secolo come priva di qualsiasi potere di governo centrale.

La coesione sociale è stata favorita da un linguaggio comune e da una preferenza per i matrimoni misti. In generale ogni villaggio ha un capo che ha ottenuto la sua posizione di guida della comunità con il duro lavoro nei campi e dopo una serie di battute di caccia fortunate. Di solito essi si sono circondati di giovani guerrieri per la loro protezione personale e per impedire l’invasione di popoli confinanti; al fine di aumentare il loro prestigio scambiavano regali con altri capi.
Queste abitudini sono alla base della diffusione dell’ottone tra i Dan, simbolo visibile di successo ed elemento indispensabile per avere un buon nome ed una buona reputazione.

ECONOMIA

La tradizione dell’ottone è ancora oggi una parte essenziale dell’economia Dan. I giovani cercano di farsi un nome spendendo generosamente alle feste comunitarie per dimostrare la loro ricchezza.
Anche se l’agricoltura e la caccia sono stati ampiamente sostituiti dall’estrazione dei diamanti o dal lavoro nelle piantagioni di gomma, la formazione di un ordine sociale gerarchico è ancora basato sulla capacità dell’individuo di avere successo.

POLITICA

6 Abitazioni Dan _ vista panoramica da archivio Eliot Elisofon

6 Abitazioni Dan _ vista panoramica da archivio Eliot Elisofon

È stato solo di recente, attraverso la creazione della società del leopardo (go), che tra i Dan è emerso un sistema di governo centralizzato. Le società politiche segrete basano il loro potere nello spirito del go, responsabile del clima di pacificazione tra gli abitanti. Anche se il potere del go sembra essere in aumento in tutta la società Dan, i singoli villaggi mantengono ancora un alto grado di indipendenza politica e il potere economico del singolo individuo è ancora molto apprezzato.

RELIGIONE

8 Uomini Dan con il copricapo tradizionale da archivio Eliot Elisofon

8 Uomini Dan con il copricapo tradizionale da archivio Eliot Elisofon


La visione del mondo Dan sostiene che ogni cosa può essere divisa in due categorie chiare e distinte. La separazione principale è tra il villaggio e la boscaglia
, in altre parole tra le cose che sono controllate dagli uomini e quelle che non lo sono.
Attraversare la linea di separazione tra i due ambienti può essere pericoloso e ogni volta che ciò viene fatto, per dissodare nuovi terreni o semplicemente attraversando la foresta, gli spiriti  della boscaglia devono essere placati.

11 Danzatori acrobati Dan in azione da archivio Eliot Elisofon

11 Danzatori acrobati Dan in azione da archivio Eliot Elisofon

Per prendere parte alla vita di villaggio gli spiriti della boscaglia devono assumere una forma corporea. I Dan credono che tutte le creature possiedono un’anima spirituale (), che viene assegnato agli esseri umani e animali al momento della nascita dal dio creatore. Il di ogni essere è immortale e dopo la morte di una persona è trasmesso ad un nuovo essere. Tuttavia alcuni rimangono senza corpo. Essi abitano le foreste come spiriti della boscaglia e devono stabilire una relazione con una persona se vogliono essere riconosciuti e onorati. Spesso lo spirito chiederà alla persona scelta di ballare per lui, utilizzando una maschera che rappresenti l’incarnazione dello spirito.


Altre informazioni:

Rand african art
TribalPhoto.com