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01. FIGURA FEMMINILE

01-Bamana AR

Statua di fecondità che appartiene, con tutta probabilità alla società segreta femminile” Djo”.

5c iniziati al JO

Statua Djo abbellita per i riti

Questo tipo di statue pare venissero portate in processione dalle giovani iniziande al fine di ottenere dalla divinità madre “Do Nyeleni o Djo” le prime gravidanze.

Maternità Djo fuori dal tempio

I seni e il ventre molto evidenziati nella statua simboleggiano infatti la fertilità femminile.

3 Donna  con l'acconciatura tradizionale Bambara

3 Donna con l’acconciatura tradizionale Bambara


Le paste di vetro colorate che abbelliscono la figura femminile in anni passati in Africa erano utilizzate come monete di scambio e potevano anche far parte della dote nuziale.

Altre info sull’opera:

Wikimedia Commons

 

IL POPOLO BAMANA (BAMBARA)

 

Mali _ Mappa delle Popolazioni

Mali _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Tessuto bogolan realizzato con argilla su cotone trattato

Tessuto bogolan realizzato con argilla su cotone trattato


La tradizione artistica
dei Bamana o Bambara è ricca di ceramiche, sculture,  stoffe bogolanfini e figure in ferro battuto modellate dai fabbri. Questo popolo fa anche un largo uso di maschere, utilizzate come forma di controllo sociale e di educazione della comunità.

STORIA

16 Cacciatore cantastorie durante una danza nel villaggio di Narena da archivio Eliot Elisofon

16 Cacciatore cantastorie durante una danza nel villaggio di Narena da archivio Eliot Elisofon


I Bamana appartengono alla cultura Mande, un grande e potente gruppo di popoli dell’Africa occidentale
. Kaarta e Segou sono città-stato Bamana, fondate nel XVII secolo e che continuarono ad esercitare la loro influenza politica in tutti gli Stati del Sudan occidentale per tutto il XIX secolo. Fu allora che  scoppiarono guerre di religione in tutta la regione, tra le società islamizzate e quelle tradizionali animiste. Tale divisione esiste ancora oggi in Mali e le due culture convivono fianco a fianco negli stessi territori,  spesso in forme sincretiche.

 

Il Regno Bambara (In francese)

ECONOMIA

10 Preparazione dei pasti nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

10 Preparazione dei pasti nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

Per chi vive ancora oggi nei villaggi rurali il più comune mezzo di sostentamento continua ad essere l’agricoltura di sussistenza; la caccia è un modo importante per integrare la dieta alimentare.

Ci sono anche numerose persone impiegate nell’artigianato che commerciano i loro prodotti nei mercati locali. Vasai, tessitori, scultori e artigiani del cuoio ricevono una formazione artistica che può durare fino a otto anni.

POLITICA

5 Complesso familiare nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon

5 Complesso familiare nel villaggio di Senou da archivio Eliot Elisofon


I Bamana sono una società organizzata in famiglie estese che vanno da 100 a 1000 membri
che agiscono come unità base di governo. Questi clan familiari vengono poi organizzati in villaggi guidati da un capo, la cui posizione è determinata da legami di parentela all’interno della comunità.

15 Maschere Chi wara maschili e femminili a Bamako da archivio Eliot Elisofon

15 Maschere Chi wara maschili e femminili a Bamako da archivio Eliot Elisofon


Sei principali società di iniziazione contribuiscono al controllo sociale della gente della comunità attraverso l’educazione
.
La gerarchia politica dei capifamiglia e dei capi villaggio è direttamente collegata alle posizioni degli individui all’interno dei gruppi di iniziazione.
Come tale, chi controlla la politica della comunità controllare simultaneamente la struttura religiosa.

RELIGIONE

La religione dei Bamana è direttamente legata alla società di iniziazione jow.
Un iniziato si muove attraverso le sei società, riceve insegnamenti riguardo a questioni fondamentali come le regole di comportamento da rispettare ogni giorno, una sorta di comandamenti che contribuiscono al benessere generale della persona e della comunità. Attraverso i sei livelli di istruzione l’iniziato impara l’importanza della conoscenza e del segreto, gli viene insegnato a sfidare la stregoneria e impara a conoscere la duplice natura dell’uomo, la necessità di un duro lavoro nella coltivazione della terra e le fatiche di sopravvivere giorno per giorno.

Iniziazione alla società Ntomo

Iniziazione alla società Ntomo

Il grado finale della Jow , il Kore, è concepito per consentire a un uomo di ritrovare quella parte del suo spirito che è stato preso dal dio durante il processo di reincarnazione.
Se un uomo non è in grado di riconquistare il suo spirito per molte vite, sarà interamente assorbito dal dio e cesserà di esistere sulla Terra. L’obiettivo dell’iniziato è quindi di usurpare il potere del dio e rimanere sulla Terra, in una serie di reincarnazioni infinite.

Parole Explora: fertilità, saggezza

Altre informazioni:

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02. MASCHERA DI DANZA

Le maschere sono la principale produzione artistica del popolo Marka e lo stile ricorda quello dei vicini Bambara.

A differenza però dei Bambara i Marka ricoprono le loro maschere con fogli di metallo che danno alla maschera un aspetto severo e prezioso.
Spesso vengono applicati anche piccole parti di cotone rosso che ricordano il lavoro dei campi.

Maschera Marka appartenente ad una collezione privata

Le maschere sono utilizzate nel corso dei riti di iniziazione di giovani, in particolare per quanto riguarda la circoncisione.
Oltre a questo rituale i Marka utilizzano le loro maschere nelle feste per la semina, per il raccolto dei campi e per la pesca.  

La maschera Marka completa di costume

IL POPOLO MARKA

I Marka occupano una piccola parte centrale del Mali,
stretti tra i Dogon ed i Bambara (o Bamana).

Mali - Mappa delle popolazioni
ARTE

La produzione artistica dei Marka consiste nella creazione di maschere che appartengono a chi li utilizza.

Le maschere, ricoperte da lamine di metallo, hanno forme allungate e stilizzate; spesso le sottili parti in metallo e mobili collocate ai lati della maschera stessa terminano con ciuffi di cotone rosso.

Maschera appartenente ad una collezione privata
STORIA

Nel ‘600 e ‘700 i Marka, per la maggior parte commercianti ed agricoltori, controllavano gli scambi tra le comunità del Sahel e le tribù berbere nomadi che attraversavano il Sahara . I vicini Bambara integrarono le comunità Marka nella loro struttura statale, così che le stazioni commerciali e le piantagioni di Marka si moltiplicarono sino all’inizio dell’800. Quando l’impero Bambara fu sconfitto da quello musulmano nel 1850, le concessioni commerciali e le proprietà terriere dei Marka subirono danni dai quali non si ripresero mai più.

La città di Segou nel periodo coloniale

ECONOMIA

La maggior parte dei Marka vive sulle rive del fiume Niger e, in particolare nel territorio di Segou, a nord del gruppo Bambara.
La pesca quindi, oltre all’agricoltura, sono le principali risorse economiche dei Marka.

Pesca sul fiume Niger nei pressi della città di Segou

POLITICA

I Marka mantengono una rigida gerarchia sociale e politica che include un re, capi mediatori dei conflitti, capi di guerra e capi di clan e famiglie. 
Formalmente si tratta di un sistema centralizzato, ma nei fatti si riscontra una certa autonomia all’interno di ogni villaggio.

Abitanti della città di Segou
RELIGIONE

Come per i confinanti Bambara, anche i Marka sono per lo più di religione islamica.

Una delle moschee nei dintorni della città di Sègou

Parole Explora: 

Altre informazioni:

03. – 04. STATUE

03-Bassari AR

Queste statue in terracotta sono simboli di fertilità.

5 Ragazzina del sottogruppo Bedik con la statua tra le mani

5 Ragazzina del sottogruppo Bedik con la statua tra le mani

Quando le ragazze Bassari hanno raggiunto la maturità sessuale ricevono in dono questo tipo di “bambole”, da portare sulla schiena durante le danze,  perché abbiano in futuro numerosi figli.

13 Ragazze pronte per l’iniziazione

Le paste di vetro sono di abbellimento, le piume di volatile sono anch’esso simbolo di fertilità e le piccole parti di cotone ricordano e augurano un ricco raccolto.
I Bassari, soprattutto in passato, erano coltivatori di cotone.

6 Acconciatura di ragazzina Bassari sottogruppo Bedik

6 Acconciatura di ragazzina Bassari sottogruppo Bedik

A volte queste bambole sono costruite con altri materiali quali stoffe, pannocchie, foglie e sono ricoperte da ornamenti offerti dai fidanzati.

 

IL POPOLO BASSARI 

 

7 Senegal _ Mappa delle Popolazioni

7 Senegal _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

17 Iniziazione maschile

17 Iniziazione maschile

Famose sono le maschere in fibra e corteccia indossate dagli uomini nel corso delle cerimonie d’iniziazione; vi è anche una vasta produzione di ornamenti femminili fabbricati con perline e indossati intorno al collo, ai polsi ed ai fianchi.

STORIA

8 Villaggio _ Panoramica

8 Villaggio _ Panoramica

Le difficoltà d’accesso alla zona abitata dai Bassari hanno limitato in passato gli effetti della colonizzazione. Tuttavia essi hanno subìto nei secoli la pressione culturale dei Peul Futa, guerrieri musulmani.

ECONOMIA

I Bassari coltivavano un tempo otto diverse varietà di riso.
Alcune di queste erano capaci di crescere anche in stagioni prive di pioggia. Poi, gli esperti agricoli li convinsero che era meglio coltivare un’unica varietà. Oggi, in periodi di siccità, I’unica risorsa è quella di tagliare la legna per venderla.

9 Villaggio _ Dettaglio

9 Villaggio _ Dettaglio

La politica di “sviluppo nazionale” ha cercato d’introdurre sul territorio dei Bassari l’arachide e il mais. Solo l’arachide ha resistito, mentre altre colture sono state progressivamente abbandonate, dopo un indicibile spreco di tempo e di terreni fertili.
Al giorno d’oggi gli scambi si sono monetarizzati e i Bassari hanno adottato fucili, carrucole, pentole di ghisa, recipienti di plastica, vestiti fatti con stoffe importate. Anche le abitudini alimentari sono cambiate, con l’uso sempre più massiccio di prodotti d’importazione.

POLITICA

11 Donna Bassari con figlia sulla schiena


La società Bassari era un tempo strutturata in forme matriarcali
; poi s’impose il sistema patriarcale, ma la discendenza ereditaria materna fu conservata. Oggi il sistema giuridico dello stato senegalese li obbliga ad adottare uno stato civile per discendenza paterna, cosa che l’Islam non era mai riuscito a imporre.

RELIGIONE

I Bassari continuano a praticare la “religione degli antenati”, pur con modesti, graduali cambiamenti nelle loro credenze.
Anche la loro cosmogonia si è aperta su orizzonti più vasti, le genealogie sacre hanno incluso nuovi lignaggi e certi feticci, un tempo esclusivi d’uno specifico gruppo famigliare, oggi rispondono anche alle preghiere di membri d’etnie diverse.
Nonostante tutti questi cambiamenti, i Bassari (che fra loro si chiamano anche Biliyane) si ritengono ancora e sempre figli dei Biyil, gli spiriti tutelari, assegnati a ogni essere umano o animale, che provengono da un mondo sotterraneo, dalla topografia in tutto simile a quella della terra. Il mondo visibile e l’invisibile interferiscono in un rapporto equilibrato di complementarietà.

A LA RENCONTRE DU PEUPLE BEDIK – BANDAFASSI – ETHIOUAR – SENEGAL ORIENTAL

 

Parole Explora: bottone, fertilità, saggezza, serenità

Altre informazioni:

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05. VASO

Contenitore per liquidi che può essere utilizzato per l’acqua, la birra, il latte.
Spesso i contenitori sono muniti di manico o di anelli per essere trasportati o appesi sui rami degli alberi al fine di mantenere la freschezza del contenuto.

Un contenitore in terracotta in uso agli inizi degli anni '60
Un contenitore in terracotta in uso agli inizi degli anni '60

Presso il popolo Diola (abitanti la regione della Casamance, in Senegal) sono le donne che lavorano la terracotta e la tecnica di lavorazione viene trasmessa da madre in figlia.

Fase di lavorazione della terracotta

Per dare solidità alla terracotta nell’impasto si aggiunge polvere di conchiglie; in particolare le donne Diola sminuzzano i gusci delle ostriche che si trovano numerose nel delta del fiume Sine Saloum

Acque dolci e acque salate per questo fiume che sfocia nell'Atlantico

I contenitori vengono poi lasciati seccare al sole per cinque o sei giorni per poi passarli alla cottura che viene fatta con diversi strati di rami di palme.
Il tempo di cottura varia a seconda della forza del fuoco e spesso la cottura viene ripetuta due volte.

Cottura dei contenitori in terracotta

IL POPOLO DIOLA

Si trova a sud ovest del Senegal, tra Gambia e Guinea Bissau

Senegal _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

I Diola creano maschere per le iniziazioni maschili formate da un casco.
Lavorano i tessuti, ma la produzione più importante sono gli oggetti in terracotta: statue, in particolare figure femminili, contenitori per cibo e bevande.  

Una maschera Diola del museo di Angoulême, Francia

STORIA

I Diola sono l’etnia principale della Casamance, regione a sud – ovest del Senegal. I Diola comprendono molti gruppi e le loro origini si perdono nel tempo.

Villaggio della Casamance in una cartolina postale degli anni '20

Alcuni sostengono che i Diola siano arrivati dal mare e successivamente si siano installati nel territorio del Sine – Salum, altri studiosi dicono che i Diola provengano dal Sud dell’Egitto e abbiano iniziato a vivere nell’odierno territorio verso il ‘300–’400.

Infine un’ultima teoria è quella che sostiene che i gruppi Diola siano stati scacciati dalla Guinea perché minacciati dai popoli Mandinghi che volevano convertirli all’Islam con la forza.

Preparazione dei pasti in un villaggio odierno

ECONOMIA

I Diola vivono di un’economia basata sulla coltivazione di riso, mais, manioca, miglio e canna da zucchero. Fiorente è l’allevamento del bestiame.

Coltivazione del riso in Casamance


I Diola inoltre producono tessuti e oggetti in terracotta che commerciano con i turisti, in particolare europei, che visitano il territorio della Casamance. Questo territorio infatti offre bellezze naturali ed è  organizzato per l’accoglienza. 

Il turismo, un importante fonte di reddito per i Diola  

POLITICA

I Diola hanno sempre avuto problemi con il governo centrale, poiché rivendicano una loro indipendenza e sono stati forti oppositori durante la colonizzazione francese.
E’ nata una vera e propria guerra civile tra indipendentisti e stato centrale portata avanti per anni con effetti devastanti sulla popolazione e sul territorio. Solo da due anni a questa parte, grazie all’attuale presidente, è in atto una tregua anche se è molto difficile capire la situazione reale.
I movimenti per l’indipendenza si sono frantumati e alcuni gruppi si sono dati al banditismo, creando situazioni di instabilità tra la popolazione della Casamance.   

Il re dei Diola ed un suo consigliere nei pressi della città di Ziguinchor

RELIGIONE

La religione maggioritaria è l’Islam anche se molti Diola sono cristiani cattolici.
Tuttavia al di là dell’Islam e del Cristianesimo, la popolazione Diola mantiene fortemente vive le credenze religiose tradizionali.
L’istituzione Bukut per l’iniziazione maschile è ancora oggi presente ed è un forte elemento di coesione per tutti Diola. 

Danzatori impegnati durante il rito di iniziazione

Parole Explora: 

Collegamenti:

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06. SEDILE

Tra le molte produzioni artistiche del gruppo Dogon vi sono i sedili/seggi che rivestivano soprattutto una funzione simbolica poiché venivano  utilizzati da personaggi importanti.

1 Seggio in situ

1 Seggio in situ


Le due piattaforme
, la parte superiore e inferiore della seduta, rappresentano il cielo e la terra e le quattro coppie scolpite in rilievo raffigurano  gli antenati  primordiali del gruppo, che avevano scelto le acque dei fiumi e dei mari come elementi in cui risiedere.

 

IL POPOLO DOGON

 

Mali _ Mappa delle Popolazioni

Mali _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

16 danza delle maschere da Les mondes dogon

16 danza delle maschere da Les mondes dogon

I Dogon sono molto famosi per la loro vasta produzione di maschere e di statue in legno.

18 dama2 da Les Dogon

18 dama2 da Les Dogon

I colori primari utilizzati dai Dogon sono di solito il rosso, il nero e il bianco, mentre i segni più diffusi includono spirali e motivi a scacchiera; entrambi i motivi fanno riferimento alle storie legate all’origine di questo popolo.

STORIA

La storia antica, basata su tradizioni orali, riferisce che tra il X ed XIII secolo i Dogon si erano stabiliti sulla riva occidentale del fiume Niger. Essi emigrarono ad ovest verso il Burkina Faso del nord, dove le storie locali li descrivono come kibsi. Intorno al 1490 fuggirono in una regione conosciuta come il regno settentrionale Mossi dello Yatenga, quando furono attaccati dalla cavalleria Mossi.

La falesia di Bandiagara

La falesia di Bandiagara

Finirono la loro fuga nella regione delle falesie di Bandiagara, al sicuro dai cavalieri che li inseguivano.

Patrimoni dell’umanità – La falesia di Bandiagara

ECONOMIA

6 granai da Les mondes dogon

6 granai da Les mondes dogon

 I Dogon coltivano cipolle che vengono esportate in tutta la regione sudanese. Producono anche miglio e sorgo per il consumo locale. Come per tanti contadini africani, la terra e la sua fertilità svolgono un ruolo importante nelle concezioni religiose dei Dogon.

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

10 casa del sacerdote hogon da Les mondes dogon

Il culto del Lebe, il dio che ogni notte appare in forma di serpente al capo religioso, è principalmente legato al ciclo della terra e altari a lui dedicati sono diffusi tra i terreni per favorire la fertilità della terra. Il più importante rito agricolo è il Bulu, che precede immediatamente le prime piogge e la semina.

POLITICA

Tra i Dogon le persone sono definite in base alla discendenza ed alla località. I raggruppamenti sono il clan, il villaggio, la discendenza patrilineare, e, per gli uomini, l’età o il grado.

12 guaritore da Les danseurs masquès

12 guaritore da Les danseurs masquès

Ognuno di questi gruppi è ordinato gerarchicamente in base all’età e all’ordine di successione, e tutti i livelli di ogni gruppo interagiscono con gli altri in modo che chi è generalmente ben rispettato all’interno della famiglia molto probabilmente sarà destinato a detenere una posizione di rilievo all’interno della società.

13 divinazione da Les Dogon

13 divinazione da Les Dogon


RELIGIONE

La religione Dogon è definita in primo luogo attraverso il culto degli antenati e degli spiriti che essi hanno incontrato durante le loro migrazioni attraverso il Sudan occidentale.

11 monumento funebre da Dogon art

11 monumento funebre da Dogon art

La società Awa è incaricata di eseguire le cerimonie che permettono al defunto di lasciare il mondo dei vivi e entrare nel mondo dei morti. I riti pubblici comprendono quelli funebri e la cerimonia del dama che segna la fine del periodo del lutto.

18 cerimonia del dama 1 da Les Dogon

18 cerimonia del dama 1 da Les Dogon

I membri della società Awa sono anche responsabili delle cerimonie del Sigui, che si tengono ogni 60 anni con lo scopo di ricordare alle nuove reclute gli iniziati defunti.
Tutti questi riti richiedono l’uso delle maschere e sono celebrati solo dai maschi iniziati che hanno appreso le tecniche necessarie per rappresentare le creature soprannaturali.

 

Parole Explora: fertilità, forza, onde del fiume, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Dogon-Lobi.ch

SIRIS

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07. TAVOLA CORANICA

(Collezione Marvaldi – Cuneo)

Le scuole coraniche, diffuse in Africa, svolgono un ruolo importante nell’alfabetizzazione dei giovani. Il bambino apprende l’alfabeto e la composizione delle sillabe tracciando su una tavola di legno caratteri arabi e frasi tratte dal Corano che recita ad alta voce.
Nel nord della Nigeria gli Hausa sono da tempo islamizzati e le scuole coraniche diffuse ovunque.

Il testo presente su entrambi i lati della tavola si riferisce alla sura n. 49 del Corano.
«Le Stanze Intime» è composta da 18 versetti, e il suo nome deriva dal versetto 4.
La Sura fu rivelata da Maometto a Medina, anche se è assai probabile che la Sura fosse rivelata in diversi momenti, vista l’eterogeneità della materia.


I versetti costituiscono una chiara raccomandazione a non usare toni lamentosi e potenzialmente provocatori di disturbo, specie (ma non solo) nel rivolgersi al Profeta Maometto.
Allo stesso modo invita a mantenere un atteggiamento non derisore nei confronti del prossimo e lontano da ogni pettegolezzo e calunnia: fattori tutti miranti a cementare la pace sociale all’interno della comunità musulmana.


 

IL POPOLO HAUSA

 

Niger – Mappa delle popolazioni


ARTE

Staffe

La produzione artistica degli Hausa è soprattutto artigianale: abbigliamenti colorati, contenitori per alimenti,  oggetti da utilizzare durante la cavalcatura di cavalli o di cammelli e gioielli femminili.         

STORIA

Gli Hausa, di origine sudanese, sono il gruppo maggioritario del Niger, ma sono presenti anche in Nigeria, lungo il bacino del lago Ciad e, in misura minore, in Libia.

In passato gli Hausa fondarono numerose città stato nel territorio dell’antico regno del Kanem-Bornu. Queste città, dopo l’islamizzazione del gruppo avvenuta verso la fine del XII secolo,  furono riunite successivamente nel XVI secolo in un Sultanato con sede a Zinder.

Una delle porte di accesso alla città di Zinder – 1901

Il periodo tra il XVIII e XIX  secolo fu di grande prosperità per il gruppo Hausa che godette di grande ricchezza economica a causa del commercio di oro e schiavi.

Durante il periodo coloniale francese il territorio dell’odierno Niger fu inglobato nell’Africa occidentale Francese, ma il sultanato di Zinder mantenne la sua autonomia e fu riconosciuto dalla Francia stessa.

ECONOMIA

Artigiano al lavoro

L’economia degli Hausa si basa soprattutto sull’agricoltura e in particolare  sulla produzione di arachidi. Questo tipo di produzione introdotta dai Francesi in epoca coloniale nell’ultimo decennio ha avuto un notevole arresto sia per la siccità del territorio sia per l’instabilità politica del paese.

Oltre all’agricoltura gli Hausa vivono del commercio di bestiame e di oggetti artigianali conosciuti sia in Africa sia nei paesi occidentali.

POLITICA

Guerrieri Hausa

Il regno degli Hausa che dominava e controllava parte dei territori che si affacciavano sul Sahara, iniziò a decadere nel XVIII secolo con l’arrivo degli Europei e anche l’ultimo sultano Samory Turé dovette arrendersi.

Palazzo del Sultano

Attualmente a Zinder nel palazzo sultanale risiede il ventitreesimo sultano degli Hausa: Mustafa Ahmed che dà udienze almeno una volta all’anno ai propri sudditi.

RELIGIONE

Gli Hausa convertiti all’Islam da predicatori arabi tra il X e il XII secolo seguono l’Islam sunnita.

La religione ha fortemente influenzato la cultura e la morale,  anche se spesso gli Hausa che vivono nella zona meridionale del Niger seguono il culto “bori”. E’ un culto di possessione e attualmente si è creato un sincretismo con l’Islam.

Durante lo svolgimento del rito, praticato soprattutto dalle donne, viene utilizzata una pianta “visionaria” e si ricorre al Bori per guarire da malattie e durante momenti importanti della vita, quali l’iniziazione.

La moschea di Niamey, capitale del Niger

 


Altre informazioni:

 

08. PIPA

08-Pipa-Gurunsi AR
La pipa utilizzata dai capi villaggi è in metallo poiché tra i Gurunsi  molti gruppi lavorano il ferro e  le loro fusioni sono esportate in altri paesi africani ( Senegal, Mali, Costa d’Avorio).

Dignitario Gurunsi fuma la sua pipa

Dignitario Gurunsi fuma la sua pipa

La parte in metallo è rivestita da pelle di rettile, probabilmente lucertola e serve da abbellimento; inoltre le piccole teste di ariete simboleggiano la forza riproduttiva e l’aggressività dell’animale che non sopporta alcun rivale.

2 Maschera montone Gurunsi

2 Maschera montone Gurunsi

I POPOLI GURUNSI

 

3 Burkina Faso _ Mappa delle Popolazioni

3 Burkina Faso _ Mappa delle Popolazioni

Il termine Gurunsi raggruppa diversi popoli che vivono nel sud Burkina Faso e nel nord Ghana con una lingua e tradizioni comuni; i più famosi sono Bwa, Lele, Nunu e Kassena.
Furono i popoli Mossi a dare questo nome alle popolazioni loro confinanti; il termine significa “il ferro non li scalfisce”, ad indicare  che essi non riuscirono mai a sottometterli.

ARTE

Case Gurunsi, da World Folklore Photographers Association

Case Gurunsi, da World Folklore Photographers Association


I Gurunsi sono conosciuti per le pitture murali delle loro abitazioni ed i simboli  impressi
, così come per le maschere zoomorfe decorate con motivi geometrici e l’uso dei colori bianco, rosso e nero.

STORIA

Secondo la tradizione orale i Gurunsi hanno avuto origine dall’ovest Sudan, nei pressi del lago Ciad; il loro insediamento attuale risale intorno al XII secolo.
Nel corso del XV secolo i cavalieri Mossi diverse volte provarono a conquistare il territorio Gurunsi per ridurre in schiavitù le popolazioni, ma senza successo. I Gurunsi non vennero mai sottomessi e restarono indipendenti.
Dopo la conferenza di Berlino del 1884 i territori Gurunsi furono divisi tra Francia e Inghilterra, andando a creare delle differenze politiche e culturali tra i vari sottogruppi.

ECONOMIA

I Gurunsi sono coltivatori. I campi appartenenti alla comunità sono coltivati da società agricole di giovani. Durante la stagione secca vivono di caccia e pesca.

POLITICA

6 Villaggio Bwa  da Art of the Upper Volta rivers

6 Villaggio Bwa da Art of the Upper Volta rivers

I Gurunsi sono privi di un potere centralizzato, ogni villaggio è retto dal consiglio degli anziani dei clan.

RELIGIONE

I Gurunsi credono in un dio chiamato Yi che si allontanò dagli uomini dopo la creazione del mondo; al centro di ogni villaggio vi è un altare a lui dedicato.
Egli diede a Su, rappresentato sia nelle maschere che nelle statue, il compito di prendersi cura degli uomini.

Ogni clan conserva in speciali capanne quegli oggetti magici che permettono di comunicare con gli spiriti della natura; solamente quando i riti sono compiuti correttamente i Gurunsi ottengono prosperità e benessere.
Le statue sono conservate nelle capanne degli abitanti o sugli altari familiari e sono usate per la divinazione.
Un indovino possiede diversi oggetti magici: statue di bronzo o di legno, palle di argilla, insegne di legno decorate con statuette.

Altre informazioni:

Dogon-lobi.ch

Trip Down Memory Lane

 

09. OREBOK


Questa scultura per i Bijagós è la sede della divinità e degli antenati del villaggio ed assume diverse forme secondo le esigenze del richiedente e dello scultore. Inoltre, secondo la credenza tradizionale degli abitanti dell’arcipelago, “gli spiriti partecipano fisicamente alla vita quotidiana dell’essere umano con il duplice potere di proteggerlo  o di nuocergli”.

1 Giovane Bijagò con il suo Orebok personale

1 Giovane Bijagò con il suo Orebok personale

Il viso umano ha un cappello in stile europeo, pare infatti che assomigli a certi cappelli con nastri portati dai portoghesi, tra i  primi a commerciare con gli abitanti dell’arcipelago.
Il collo è allungato e  scolpito ad anelli, la coda di mucca è simbolo di fertilità, poiché questo animale è molto importante nella vita quotidiana e durante il periodo iniziatico  dei giovani bijagós (maschere di mucca vengono indossate dai giovani iniziati). 

4 Maschera bovina dugne be usata nei riti di iniziazione

4 Maschera bovina dugne be usata nei riti di iniziazione

Il piccolo contenitore (zucca a fiasco), secondo la studiosa Duquette, serve per chiamare lo spirito; la parte in legno, appesa alla chiusura del semicerchio rappresenta una razza, animale totemico per i Bijagós.

6 Maschera pesce sega

6 Maschera pesce sega

L’incrostazione visibile all’interno della scultura è costituita da residui di libagioni fatte allo spirito.

Orebok portato in processione per il villaggio

Orebok portato in processione per il villaggio

IL POPOLO BIJAGOS

 

7 Guinea Bissau _ Mappa delle Popolazioni

Guinea Bissau _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

Diversi tipi di statue sono scolpite per ospitare gli spiriti degli antenati. Le figure sedute sono di solito utilizzate per la divinazione e per la magia.

5 Maschera bovina moderna

5 Maschera bovina moderna

Due principali tipi di maschere sono utilizzate nelle cerimonie di iniziazione. Le maschere toro e quelle squalo sono molto naturalistiche.

STORIA

11 Donne Bijagò

11 Donne Bijagò

Anche se non si sa molto sulle origini dei Bijagòs, la lingua usata li collega agli attuali abitanti della zona costiera del continente.
È noto che un tempo i Bijagòs erano insediati più a nord, lungo la costa dell’attuale Mauritania e che furono gradualmente spinti a sud a causa di movimenti di popolazioni berbere nella stessa direzione.

22 Giovani iniziate

I primi riferimenti scritti alle Isole Bijagos ed ai loro abitanti risalgono al 1456, quando un esploratore portoghese (Alvise da Cadamosto) mise per iscritto i suoi viaggi.
Per tutto il XVII° secolo le isole furono utilizzate come porti per le navi destinate alla tratta degli schiavi. Nel tardo XIX° secolo l’arcipelago fu colonizzato come parte della Guinea Portoghese.

ECONOMIA

L’ambiente pianeggiante e paludoso delle isole è particolarmente adatto per la coltivazione del riso, la principale coltura dei Bijagos.

8 Pescatori Bijagò

8 Pescatori Bijagò

La pesca nelle acque dell’Atlantico è altrettanto importante quanto l’agricoltura. I Bijagos sono molto abili a guidare lunghe canoe, che a volte sono state utilizzate anche per la guerra contro i popoli costieri. I maiali sono l’animale principale allevato sulle isole.

POLITICA

21 Giovane al termine della propria iniziazione

21 Giovane al termine della propria iniziazione


Il comando ricade su capi che derivano il loro potere dal rapporto con gli antenati trasmesso discendenza materna.
Avere un collegamento diretto con gli antenati sepolti nella terra autorizza il leader alla distribuzione della terra. Il capo di ogni comunità è supportato da un consiglio di anziani. Le case Bijagos sono strutturate in proprietà collegate tra loro, creando un forte senso di comunità, sia fisico che sociale. Le donne sono particolarmente importanti nei sistemi politici Bijagos, perché possono raggiungere il rango di capo.

RELIGIONE

Si ritiene che Nindo, il dio supremo, abbia creato Obide, un uomo, e Okanto, una donna, che diedero vita a due ragazzi, tutti e quattro ricordati come gli antenati originari.
I Bijagos credono inoltre che dopo la morte, Orobo (l’anima) possa trovare pace solo se venga scolpita una statua in cui può riposare.


Parole Explora:
 cappello, nastri, razza, zucca

Altre informazioni:

eye4ethnic

JeanRobertPhotoshelter

 

10. MATERNITA’

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Questa statua rappresentante una donna che allatta il proprio figlio, simboleggia con tutta probabilità la divinità  femminile Kãtiéléo, quale fonte ispiratrice della  creatività degli scultori.

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

In particolare questa maternità, abbellita da un’elaborata acconciatura e marcate scarificazioni corporali e facciali, presenta il viso con il piattino labiale utilizzato nel tempo dalle donne Senufo.

senufo woman

Donna senufo da Himmelheber (Hans), “Negerkunst und Negerkünstler”

Sulla sommità della testa è scolpito un contenitore di noci di cola utilizzati appunto nei rituali religiosi; all’esterno sono presenti in rilievo dei buceri, simbolo di continuità etnica per i Senufo.

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Interessante è il coperchio del contenitore  di provenienza Baulé che rappresenta un uomo scimmia (Gbekre) che tiene nelle mani un frutto, probabilmente una papaia.

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo - collezione privata

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo – collezione privata

In generale questa figura scimmiesca con le gambe leggermente piegate rappresenta lo spirito intermediario tra l’uomo e la divinità suprema ed è rappresentato dai Baulé con un contenitore tra le mani per le offerte.

 

IL POPOLO SENUFO

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

Tutti i prodotti dell’arte Senufo sono realizzati da artigiani specializzati che mostrano minime differenze stilistiche regionali.
Un po’ ovunque nel loro territorio essi rappresentano antenati, figure in miniatura in ottone e piccole statue utilizzate nella divinazione. Vi sono inoltre diversi tipi di maschere utilizzate dalla società Poro.

STORIA

I Senufo sono costituiti da diversi sottogruppi che emigrarono nei territori attuali provenendo da nord nel corso del XV e XVI secolo.
A differenza dei loro vicini Songhai e Hausa, la loro cultura è rimasta relativamente al riparo da influenze esterne e anche se si sono serviti delle conoscenze altrui, non hanno dovuto far fronte a continui attacchi nemici e sconvolgimenti sociali.

ECONOMIA

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

Nella regione Senufo l’agricoltura è diffusa, in particolare si coltivano miglio, sorgo, mais, riso e patate, oltre a banane, manioca ed una serie di altri prodotti agricoli introdotti da altre zone del mondo.
Sono allevati piccoli animali di fattoria come pecore, capre, galline, faraone. La caccia e la pesca contribuiscono all’economia locale in modo limitato. Il lavoro è diviso tra agricoltori e artigiani e, mentre un tempo si pensava che non vi fossero matrimoni misti tra queste due categorie, alcuni studi hanno dimostrato che vi era un certo grado di flessibilità a questa regola.

POLITICA

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

I villaggi Senufo sono compresi tra 50 e 2.000 abitanti. Sono divisi lungo linee etniche che fanno riferimento ad un particolare clan matrilineare. Queste divisioni riflettono la condizione economica e sociale di ogni clan all’interno della comunità e comprendono agricoltori, fabbri, scultori, indovini e artigiani del cuoio.

25 maschere per funerale poro da Masques vivants

Ci sono quattro società che educano e governano le azioni degli individui, Poro, Sandogo, Wambele (“società degli stregoni”) e Tyekpa, che si trova solo tra il sottogruppo Fodonon.

RELIGIONE

11 casa dei feticci da Cote d'Ivoire foto di Martel

11 casa dei feticci da Cote d’Ivoire foto di Martel

Tra i Senufo vi sono un numero imprecisato di antenati e di spiriti della natura. La divinità è rappresentata nella doppia forma di Maleeo,  “Antica Madre” e di Kolotyolo, “Dio Creatore”.
Nella regione di Kufulo, Maleeo è rappresentata da tamburi sacri di fronte ai quali ladri e assassini sono portati in giudizio.
La società Poro è riservata soprattutto agli uomini, anche se possono entrare a farvi parte sia giovani ragazze che donne anziane.
La funzione principale del Poro è quello di garantire un buon rapporto tra il mondo dei vivi e quello degli antenati.

Donna Sando Die Kunst der Senufo

Donna Sando Die Kunst der Senufo

La divinazione, regolata dalla società Sandogo è una parte importante della religione Senufo. Anche se solitamente è considerata una società femminile, gli uomini destinati a diventare indovini per trasmissione ereditaria possono entrare a farne parte.

I Senufo

Parole Explora: bracciali, fertilità, maternità, papaya, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

 

11. MASCHERA IN MINIATURA

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La maschera in miniatura, forse erroneamente chiamata maschera passaporto, rivestiva per i popoli che la producevano un’importanza legata ai riti di iniziazione delle società segrete e per il possessore costituiva un elemento di identità, di appartenenza e di riconoscimento collettivo del gruppo.

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

La persona che riceveva questo tipo di maschera era un personaggio importante o di alto rango e conservava la maschera in miniatura per tutta la vita, quale riconoscimento del ruolo che svolgeva all’interno della società stessa.

7 Capo villaggio

7 Capo villaggio

Ad ogni novilunio, dopo il sacrificio di polli e di altri animali, le maschere venivano asperse di sangue, di succo di noce di cola masticata o lavate con acqua contenente la corteccia dell’albero gei, asportata dal tronco con una pietra affilata.

Bassa 001

Danzatore Bassa con la maschera Geh Naw – Ministero della Cultura della Liberia

IL POPOLO BASSA

 

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

Le opere dei Bassa della Liberia sono simili nello stile e negli usi rituali a quelle dei Dan di lingua Mande, che ora vivono principalmente in Costa d’Avorio.
Le maschere sono la principale modalità di espressione dei Bassa, le figure umane sono rare.
Le statue, a differenza delle maschere, sono tenute nascoste e prevedono un uso personale, così che ognuna di esse ha la propria identità. Le caratteristiche espressive del viso, le acconciature e le scarificazioni sono simili a quelli presenti sulle maschere così che l’attribuzione di questi pezzi molto rari risulta abbastanza semplice.
È risaputo che alcune statue sono scolpite in onore di un “coniuge preferito”, di un importante membro della famiglia o di un antenato. L’impiego di grandi maternità è legato a pratiche magiche.

STORIA

I Bassa sono parenti dei Dan che vivono a nord-est, in Costa d’Avorio. Poco si sa circa la loro storia antica, fatta eccezione per alcuni recenti test del DNA che farebbero risalire la loro origine in Mozambico prima di disperdersi in tutto il continente.
Le fonti storiche documentate su questo popolo si basano soprattutto sui dati del commercio degli schiavi nel corso del XVI° e XVII° secolo. Da tutto ciò risulta che non si può stabilire con certezza il numero esatto di questa popolazione.

ECONOMIA

Si basa principalmente sulla coltivazione del riso per il consumo locale e sulla caccia per integrare la dieta alimentare.

POLITICA

6 Riunione di villaggio


Vivono in piccoli villaggi sparsi, senza un’autorità centralizzata
di governo e dipendono da società segrete come la “Poro” per mantenere l’ordine e la coesione sociale.

RELIGIONE

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio  Indiana University Liberian Collections

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio Indiana University Liberian Collections

Gli antenati e le forze soprannaturali sono presenti nelle cerimonie di iniziazione maschili e femminili; secondo i Bassa essi sono dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.


Culture della Liberia
(in inglese)

Altre informazioni:

artesafricanae.org