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11. MASCHERA IN MINIATURA

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La maschera in miniatura, forse erroneamente chiamata maschera passaporto, rivestiva per i popoli che la producevano un’importanza legata ai riti di iniziazione delle società segrete e per il possessore costituiva un elemento di identità, di appartenenza e di riconoscimento collettivo del gruppo.

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

La persona che riceveva questo tipo di maschera era un personaggio importante o di alto rango e conservava la maschera in miniatura per tutta la vita, quale riconoscimento del ruolo che svolgeva all’interno della società stessa.

7 Capo villaggio

7 Capo villaggio

Ad ogni novilunio, dopo il sacrificio di polli e di altri animali, le maschere venivano asperse di sangue, di succo di noce di cola masticata o lavate con acqua contenente la corteccia dell’albero gei, asportata dal tronco con una pietra affilata.

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Danzatore Bassa con la maschera Geh Naw – Ministero della Cultura della Liberia

IL POPOLO BASSA

 

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

Le opere dei Bassa della Liberia sono simili nello stile e negli usi rituali a quelle dei Dan di lingua Mande, che ora vivono principalmente in Costa d’Avorio.
Le maschere sono la principale modalità di espressione dei Bassa, le figure umane sono rare.
Le statue, a differenza delle maschere, sono tenute nascoste e prevedono un uso personale, così che ognuna di esse ha la propria identità. Le caratteristiche espressive del viso, le acconciature e le scarificazioni sono simili a quelli presenti sulle maschere così che l’attribuzione di questi pezzi molto rari risulta abbastanza semplice.
È risaputo che alcune statue sono scolpite in onore di un “coniuge preferito”, di un importante membro della famiglia o di un antenato. L’impiego di grandi maternità è legato a pratiche magiche.

STORIA

I Bassa sono parenti dei Dan che vivono a nord-est, in Costa d’Avorio. Poco si sa circa la loro storia antica, fatta eccezione per alcuni recenti test del DNA che farebbero risalire la loro origine in Mozambico prima di disperdersi in tutto il continente.
Le fonti storiche documentate su questo popolo si basano soprattutto sui dati del commercio degli schiavi nel corso del XVI° e XVII° secolo. Da tutto ciò risulta che non si può stabilire con certezza il numero esatto di questa popolazione.

ECONOMIA

Si basa principalmente sulla coltivazione del riso per il consumo locale e sulla caccia per integrare la dieta alimentare.

POLITICA

6 Riunione di villaggio


Vivono in piccoli villaggi sparsi, senza un’autorità centralizzata
di governo e dipendono da società segrete come la “Poro” per mantenere l’ordine e la coesione sociale.

RELIGIONE

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio  Indiana University Liberian Collections

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio Indiana University Liberian Collections

Gli antenati e le forze soprannaturali sono presenti nelle cerimonie di iniziazione maschili e femminili; secondo i Bassa essi sono dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.


Culture della Liberia
(in inglese)

Altre informazioni:

artesafricanae.org

 

17. SEDILE AKAN

Il sedile Akan riveste ancora oggi un significato altamente spirituale poiché risulta essere la sede dell’anima del proprietario del sedile.

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Gli Ashanti o Asante (appartenenti al grande gruppo Akan) ritengono che non vi sia alcun segreto tra un essere umano e il suo sedile e, dopo la sua morte, secondo la tradizione, il sedile diventa un altare dal quale si può invocare lo spirito del defunto.

4 Trono famigliare nei pressi del luogo di sepoltura del proprietario

4 Trono famigliare nei pressi del luogo di sepoltura del proprietario

Ogni membro della società Ashanti possiede uno sgabello/sedile e solo quello del re, generalmente rivestito da lamine in oro, non è di proprietà personale ma appartiene alla comunità.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Molte sono le forme degli sgabelli/sedili Akan; nei primi anni del ‘900 il comandante Rattray elencò una trentina di sedili di diverse forme, successivamente nel 1971  fu pubblicato ad Accra  (capitale dello stato del Ghana) un elenco di 44 tipi di sedili con la descrizione del significato delle diverse forme.

Tipologia dei sedili Akan – dettaglio

Il sedile esposto è appartenuto probabilmente al più anziano membro di una famiglia Ashanti.

Venerazione dei troni reali

Venerazione dei troni reali

Akan: La storia del trono d’oro ( video in inglese)

 

IL POPOLO AKAN ASHANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali


ARTE

Gli Akan Ashanti sono famosi per la loro arte di corte che comprende troni, scettri, insegne reali, gioielli d’oro realizzati con la tecnica della cera persa, pesi per la polvere d’oro in ottone.

10 Bastone di comando retto dal sottocapo Alphonse Akre da archivio Eliot Elisofon

10 Bastone di comando retto dal sottocapo Alphonse Akre da archivio Eliot Elisofon

I defunti sono stati onorati con teste commemorative in terracotta.

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana


I panni Kente, indossati storicamente in Ghana dai governanti, erano originariamente tessuti di seta importata di alta qualità
, al giorno d’oggi sono di rayon e di altri materiali sintetici.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

STORIA

Lo sviluppo dei primi stati centralizzati Akan può essere fatto risalire al XIII secolo, legato all’apertura delle rotte commerciali per il traffico di oro in tutta la regione. Tuttavia il grande regno Ashanti è sorto nella regione delle foreste centrali del Ghana solamente alla fine del XVII secolo, quando diversi piccoli regni si unirono sotto il re di Kumasi per raggiungere la libertà politica dal regno Denkyira.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Il trono d’oro è diventato il simbolo della creazione della confederazione Akan, in cui il popolo più importante è stato quello Ashanti. Si dice che il trono d’oro degli Ashanti sia disceso dal cielo per riposare sulle ginocchia di Osei Tutu, il primo re, guidato dal suo consigliere, il sacerdote Okomfe Anokye.
Gli Ashanti hanno dominato il Ghana per i successivi 200 anni e ancora oggi sono la forza politica dominante.

ECONOMIA

In passato l’economia Ashanti dipendeva dagli scambi di oro e di schiavi con i commercianti Mande e Hausa, così come con gli europei lungo la costa. In cambio di schiavi gli Ashanti ricevettero armi da fuoco, utilizzate per aumentare il loro potere e vari beni di lusso usati per accrescere il loro prestigio.
La foresta che circonda gli Ashanti è stata una fonte importante di noci di cola, donate come regali raffinati e utilizzate come stimolanti delicati tra i popoli musulmani del nord.

POLITICA

Gli Ashante svilupparono un governo semi-militare fortemente centralizzato, con un capo supremo conosciuto come Asantahene, il quale aveva in tutto il regno numerosi capi suoi sottoposti; aveva anche molti consiglieri con il quale si confrontava  prima di prendere decisioni.

7 Capo supremo Ashanti con capi regionali di Kumasi da archivio Eliot Elisofon

7 Capo supremo Ashanti con capi regionali di Kumasi da archivio Eliot Elisofon

Ancora oggi l’Asantahene gioca un ruolo importante in Ghana, essendo un simbolo del legame tra il governo presente e passato del Ghana.

RELIGIONE

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Venerazione dei troni dei re defunti

Il centro spirituale della confederazione Ashanti è il trono d’oro. Esso incarna l’unità politica degli stati Akan e la potenza dei capi Ashanti.
Un altro elemento essenziale della religione Ashante è la commemorazione dei re defunti che sono rappresentati da troni anneriti nel corso di una cerimonia sacrificale. Anche se il trono d’oro è chiaramente la rappresentazione più visibile del legame spirituale tra il popolo ed il Re, è il trono annerito che onora veramente la forza e la continuità del regno.

Altre informazioni:

tribalphoto.com

Trip Down Memory Lane

 

18. – 19. – 20. – 21. ATTREZZI PER L’ORO

6 Commerciante d'oro con attrezzi da lavoro

Commerciante d’oro con attrezzi da lavoro


Presso i popoli Akan l’oro
, oltre ad essere oggetto di commercio con gli occidentali (Portoghesi, Olandesi, Inglesi), era utilizzato nella vita quotidiana e commerciale.

Era la moneta per procurarsi beni correnti, per pagare le imposte, le doti. Nei primi anni del ‘900 la polvere d’oro fu abolita e sostituita con le banconote. Nonostante ciò l’oro continuò ad essere utilizzato nel commercio e nella confezione di gioielli e abiti all’interno della classe aristocratica degli Akan.

19 Gioielli in oro arte Akan

19 Gioielli in oro arte Akan

In passato ciascun membro della collettività Akan possedeva una bilancia, una scatola che conteneva la polvere d’oro, un cucchiaio e dei pesi per pesare la polvere.

Set degli attrezzi per la polvere d'oro

Set degli attrezzi per la polvere d’oro

Tutti i pesi per l’oro sono una materializzazione degli elementi della filosofia tradizionale sotto forma di proverbi, di detti.
Questi pesi per l’oro sono un campionario di esempi nei quali la malizia, il sarcasmo, l’avvertimento, i ricordi storici e le proibizioni sociali sono continuamente ricordati attraverso il ricorso a figure animali.

1 Fabbricazione dei pesi con la tecnica della cera persa

1 Fabbricazione dei pesi con la tecnica della cera persa

Gli elementi fondanti del sistema Akan si possono ritrovare in alcuni elementi simbolo del re, in particolare scettri, troni e piramidi, mentre cerchi, dischi e rettangoli dentati simbolizzano il perpetuarsi della vita e della morte ed esprimono la dinamicità dell’essere umano.

3 Estrazione del peso

3 Estrazione del peso

IL POPOLO AKAN ASHANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

ARTE

Gli Akan Ashanti sono famosi per la loro arte di corte che comprende troni, scettri, insegne reali, gioielli d’oro realizzati con la tecnica della cera persa, pesi per la polvere d’oro in ottone.

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana

I defunti sono stati onorati con teste commemorative in terracotta.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

I panni Kente, indossati storicamente in Ghana dai governanti, erano originariamente tessuti di seta importata di alta qualità, al giorno d’oggi sono di rayon e di altri materiali sintetici.

STORIA

Lo sviluppo dei primi stati centralizzati Akan può essere fatto risalire al XIII secolo, legato all’apertura delle rotte commerciali per il traffico di oro in tutta la regione. Tuttavia il grande regno Ashanti è sorto nella regione delle foreste centrali del Ghana solamente alla fine del XVII secolo, quando diversi piccoli regni si unirono sotto il re di Kumasi per raggiungere la libertà politica dal regno Denkyira.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Si dice che il trono d’oro degli Ashanti sia disceso dal cielo per riposare sulle ginocchia di Osei Tutu, il primo re, guidato dal suo consigliere, il sacerdote Okomfe Anokye. Il trono d’oro è diventato il simbolo della creazione della confederazione Akan, in cui il popolo più importante è stato quello Ashanti.
Essi hanno dominato il Ghana per i successivi 200 anni e ancora oggi sono la forza politica dominante.

ECONOMIA

In passato l’economia Ashanti dipendeva dagli scambi di oro e di schiavi con i commercianti Mande e Hausa, così come con gli europei lungo la costa. In cambio di schiavi gli Ashanti ricevettero armi da fuoco, utilizzate per aumentare il loro potere e vari beni di lusso usati per accrescere il loro prestigio.
La foresta che circonda gli Ashanti è stata una fonte importante di noci di cola, donate come regali raffinati e utilizzate come stimolanti delicati tra i popoli musulmani del nord.

POLITICA

Gli Ashante svilupparono un governo semi-militare fortemente centralizzato, con un capo supremo conosciuto come Asantahene, il quale aveva in tutto il regno numerosi capi suoi sottoposti; aveva anche molti consiglieri con il quale si confrontava  prima di prendere decisioni.

9 Capo Supremo Nana Akyanfuo Akowuah Dateh II da archivio Eliot Elisofon

9 Capo Supremo Nana Akyanfuo Akowuah Dateh II da archivio Eliot Elisofon


Ancora oggi l’Asantahene gioca un ruolo importante in Ghana,
essendo un simbolo del legame tra il governo presente e passato del Ghana.

RELIGIONE

Il centro spirituale della confederazione Ashanti è il trono d’oro. Esso incarna l’unità politica degli stati Akan e la potenza dei capi Ashanti.

Venerazione dei troni reali

Venerazione dei troni reali

Un altro elemento essenziale della religione Ashante è la commemorazione dei re defunti che sono rappresentati da troni anneriti nel corso di una cerimonia sacrificale. Anche se il trono d’oro è chiaramente la rappresentazione più visibile del legame spirituale tra il popolo ed il Re, è il trono annerito che onora veramente la forza e la continuità del regno.

I popoli Akan (in francese)

Parole Explora: coccodrillo, pesce, piramidi, scorpione, serpente, spada, tartaruga, trono

Altre informazioni:

tribalphoto.com

Trip Down Memory Lane

22. STATUE FANTI

Le statue “Akwaba” sono tra le sculture del Ghana più conosciute, in modo stilizzato rappresentano la forma del corpo femminile: testa a disco che sormonta un lungo collo ad anelli, il corpo schematico e cilindrico con dei seni sporgenti e due prolungamenti orizzontali che formano le braccia.

Bimba con Akwaba sulla schiena

Bimba con Akwaba sulla schiena


Le donne incinte portavano queste statuette sulla schiena avvolte negli abiti
, avendo la funzione di favorire la nascita di un bel bambino/a con le qualità estetiche della statuetta, in particolare un lungo collo e una bella testa.

Scarificazioni sul volto come quelle presenti sulle statue

Scarificazioni sul volto come quelle presenti sulle statue

Dopo la nascita le statue erano collocate sugli altari famigliari.
Spesso queste statue sono abbellite da collane di paste di vetro.

Staue Akwaba con perline

Staue Akwaba con perline

IL POPOLO FANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

 

ARTE

La scultura comprende i sedili, che sono riconosciuti come “troni”, simboli di potere, e le akua ba (bambole in legno) associate alla fertilità. Essendo parte del territorio Akan, sono diffuse anche la ceramica e la tessitura.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

I panni kente, un tempo gli abiti dei sovrani, sono diventati in tutto il mondo il simbolo africano del potere.

STORIA

I Fanti, insieme agli Ashanti, sono due dei gruppi etnici più grandi e famosi che compongono la confederazione dei popoli Akan.
Infatti Akan è un termine generico usato per riferirsi ad un gran numero di popoli linguisticamente legati tra loro che vivono nel sud del Ghana e nel sud-est della Costa d’Avorio.
La nascita dei primi stati centralizzati Akan può essere fatta risalire al XIII secolo ed è legata all’apertura delle rotte commerciali regionali per gli scambi dell’oro. Tuttavia si dovette attendere la fine del XVII secolo per la formazione del grande regno Ashanti nella regione della foresta centrale del Ghana, quando diversi piccoli stati si unirono sotto il capo della città di Kumasi nel tentativo riuscito di raggiungere la libertà politica dal regno del Denkyira.
La confederazione Ashanti è stata sciolta dagli inglesi nel 1900 e colonizzata nel 1901. Anche se oggi non c’è più una confederazione Akan centralizzata, i popoli Akan mantengono una forte identità politica ed economica.

ECONOMIA

Entrambi i sessi partecipano alle attività agricole. L’agricoltura locale comprende la coltivazione del cacao per l’esportazione, mentre le patate dolci ed il taro (un tubero simile alla patata) sono alla base della dieta alimentare locale. I Fanti che vivono lungo la costa vivono di pesca, sia per il consumo locale che per il commercio con le popolazioni dell’entroterra. Le foreste ormai spolpate offrono poche opportunità per la caccia. I grandi mercati sono gestiti principalmente da donne, che mantengono un notevole potere economico; gli uomini praticano la pesca, la caccia ed il dissodamento dei terreni.

POLITICA

Ogni famiglia Fanti è responsabile del mantenimento dell’ordine politico e sociale all’interno dei propri membri. In passato, c’era un sistema gerarchico di potere che si estendeva oltre il clan familiare, in primo luogo al capo del villaggio, poi ad un capo territoriale, quindi al capo supremo di ogni divisione all’interno della confederazione Ashanti.

7 Palazzo Asantehene 1890 da The Asante

7 Palazzo Asantehene 1890 da The Asante

Il più alto livello di potere era riservato all’Asanthene, che ereditava la sua posizione per discendenza materna.

RELIGIONE

I Fanti credono in un dio supremo che assume vari nomi a seconda della regione del culto.
La mitologia Fanti sostiene che un tempo il dio interagiva liberamente con l’uomo, ma che dopo essere stato continuamente colpito dal pestello di una vecchia donna che macinava il miglio per il fufu, si trasferì lontano in cielo. Non ci sono preti, perché la gente crede di poter entrare in contatto diretto con lui senza bisogno di intermediari.

12  Interno tempio da The arts of Ghana

12 Interno tempio da The arts of Ghana


Ci sono invece numerosi dei che ricevono il loro potere dal dio supremo e sono collegati al mondo naturale, come divinità del mare, spiriti fluviali e varie divinità locali.

La maggior parte della popolazione partecipa alla preghiera quotidiana che prevede di offrire bevande agli antenati, sepolti sotto terra ed agli spiriti che sono ovunque.
La terra è vista come una divinità femminile ed è direttamente collegata alla fertilità ed alla fecondità.

Parole Explora: fascia, fertilità, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

 

23. – 24. – 25. SCETTRI FON

24 e 25 Scettri Fon AR

Gli scettri venivano utilizzati dal re, dai dignitari, dai guerrieri e dai notabili di corte durante cerimonie, ricorrenze e feste annuali.
La forma di questi scettri era molto varia e spesso raffigurava il re.

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Gli scettri  erano portati sulla spalla sinistra con il manico rivolto verso terra.

5 Dignitario Fon

5 Dignitario Fon

Gli scettri zoomorfi  ricordavano l’animale totemico del sovrano, ma risulta difficile stabilire con precisione la simbologia delle numerose forme alle quali gli scultori e i fabbri si ispiravano.

1 Dignitari di corte con le insegne reali

1 Dignitari di corte con le insegne reali

La studiosa Bastin riporta una leggenda sull’origine degli scettri.
Si racconta che durante il regno di Ouegbadja nel sedicesimo secolo alcuni coltivatori, mentre lavoravano con la loro zappa nei campi del re, furono assaliti da nemici che volevano impadronirsi del territorio. Questi lavoratori tolsero la parte in ferro della zappa e utilizzarono il bastone come armamento, riuscendo così a scacciare gli invasori.

3 Fabbri al lavoro

3 Fabbri al lavoro

In seguito, per commemorare questa vittoria, i bastoni furono considerati strumenti da guerra e pare che da quel momento in poi si iniziò a scolpirli come scettri che divennero simboli della corte del re.

 

IL POPOLO FON

 

8 Benin - Mappa delle Popolazioni

8 Benin – Mappa delle Popolazioni

ARTE

Oltre alle figure di spirito bocio, gran parte dell’arte Fon è legata alla committenza della corte reale.

Nomi, date di governo e simboli dei re del Dahomey


I panni appliqué sono stati utilizzati in passato per trasmettere messaggi reali
o esposti come arazzi durante le riunioni pubbliche. Questa forma d’arte colorata ha subito una metamorfosi dal 1960, anno dell’indipendenza; la maggior parte di questi tessuti sono oggi prodotti per il mercato turistico.

STORIA

Il regno Fon del Dahomey, che fu governato dai re della dinastia Alladahonu per oltre 200 anni, ha raggiunto il suo apice politico ed economico tra il XVIII e la metà del XIX secolo.
Dopo aver conquistato numerosi piccoli Stati costieri, i Fon monopolizzarono il commercio regionale degli schiavi ottenendo rilevanti benefici economici. Le entrate contribuirono a sostenere i patrimoni del re, il cui potere divenne assoluto. Il re Fon fu sconfitto dai francesi nel 1892 e nel 1894 la zona ora conosciuta come Bénin divenne una colonia della Francia sotto il nome di Dahomey.

ECONOMIA

Le coltivazioni principali di questa regione sono patate, cotone e taro, ma i Fon coltivano anche sorgo, sesamo, miglio, palme, mais e okra per il consumo locale. Anche se le mucche sono segno di ricchezza, non sono mai munte. I mercati locali dei prodotti agricoli e dell’artigianato si tengono in tutta la regione ogni quattro giorni.
La caccia è praticata dagli uomini, anche se gran parte della carne è venduta, non è consumata dalla famiglia del cacciatore.

POLITICA

Palazzi reali di Abomey, patrimonio mondiale Unesco

Palazzi reali di Abomey, oggi patrimonio mondiale Unesco


Il re insieme alla sua corte risiedeva nei sontuosi palazzi di Abomey
e attraverso una vasta gerarchia amministrativa era responsabile della riscossione delle imposte. Anche se la Regina Madre era superiore al Re, ad eccezione del figlio erede al trono, nessun altro membro della famiglia deteneva una carica politica.

5 Capi Fon a Ugie Oro da foto Josep Newadonsky 1987Invece vari uffici politici furono assegnati a ministri che rappresentavano il re in tutto lo stato e nei rapporti d’affari con gli europei.

RELIGIONE

La religione Fon ruota attorno al culto degli antenati, la cui protezione e benevolenza è ricercata attraverso offerte annuali. All’apice dell’Impero Dahomey, la dinastia reale una volta l’anno rendeva omaggio ai propri antenati attraverso una cerimonia che culminava con il sacrificio di un centinaio di schiavi e prigionieri di guerra. Questa celebrazione era inferiore solamente a quella che si teneva alla morte di un sovrano.

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Tra i cittadini del Dahomey le offerte erano spesso fatte per i bocio  (statue lignee). Queste statue, scolpite ancora oggi, sono utilizzate dalle famiglie per ricevere protezione e incarnano il benessere del villaggio. I bocio sono strofinati con olio di palma per pregare gli antenati, da qui la patina lucida che li ricopre e che li differenzia rispetto a quelli esposti nei musei.

Lost Kingdoms of Africa (West Africa)

Parole Explora: ananas, leopardo, coccodrillo

ALtre informazioni:

tribalphoto.com

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26. STATUA REALE

Questa statua reale in bronzo rappresenta e ricorda alle generazioni future l’importanza del re presso le popolazioni del passato Dahomey, oggi parte del territorio dello stato del Benin.
Non è dato sapere se questa statua si riferisca ad un determinato re, ma certamente richiama tutti gli elementi legati al potere reale.

simboli e soprannomi dei re del Dahomey

Nomi e simboli dei 12 re del regno del Dahomey

Gli animali scolpiti in rilievo fanno riferimento alle doti del sovrano: l’elefante simbolizza la ricchezza, il serpente la virilità, il bastone a testa di leopardo, ricorda la forza e il potere del re; la tartaruga posta sul dorso è segno della sua saggezza.

11 Capi con cimieri da African Arts 1997_fall

11 Capi con cimieri da African Arts 1997_fall

Lo stesso viso del sovrano è scolpito due volte alle sommità del trono e una collana di madreperla abbellisce la statua.
I reali del Dahomey infatti, come del resto tutti i sovrani, usavano portare molte collane e bracciali in bronzo, in avorio e altri materiali preziosi per abbellirsi e confermare l’importanza del ruolo che erano chiamati ad  esercitare.

4 Altare degli antenati da Benin Royal art of Africa

4 Altare degli antenati da Benin Royal art of Africa

Questo tipo di statue erano poste sugli altari dedicati agli antenati reali, altari che erano onorati con sacrifici e libagioni.
Accanto alla statua reale vi erano teste in bronzo, forse della regina madre, che avevano alla sommità zanne in avorio  scolpite per rappresentare le vittorie del re sui nemici; vi erano inoltre statue in bronzo o in ottone che rappresentavano i dignitari della corte reale e infine erano esposti oggetti utilizzati dal re durante il suo regno.

 

IL POPOLO FON

 

8 Benin - Mappa delle Popolazioni

8 Benin – Mappa delle Popolazioni


ARTE

Oltre alle figure di spirito bocio, gran parte dell’arte Fon è legata alla committenza della corte reale.

lavorazione statue da Benin Royal art of Africa

Lavorazione statue da Benin Royal art of Africa

I panni appliqué sono stati utilizzati in passato per trasmettere messaggi reali o esposti come arazzi durante le riunioni pubbliche. Questa forma d’arte colorata ha subito una metamorfosi dal 1960, anno dell’indipendenza; la maggior parte di questi tessuti sono oggi prodotti per il mercato turistico.

14 Artisti di appliquè in una strada di Abomey da archivio Eliot Elisofon

14 Artisti di appliquè in una strada di Abomey da archivio Eliot Elisofon


STORIA

Il regno Fon del Dahomey, che fu governato dai re della dinastia Alladahonu per oltre 200 anni, ha raggiunto il suo apice politico ed economico tra il XVIII e la metà del XIX secolo.
Dopo aver conquistato numerosi piccoli Stati costieri, i Fon monopolizzarono il commercio regionale degli schiavi ottenendo rilevanti benefici economici. Le entrate contribuirono a sostenere i patrimoni del re, il cui potere divenne assoluto. Il re Fon fu sconfitto dai francesi nel 1892 e nel 1894 la zona ora conosciuta come Bénin divenne una colonia della Francia sotto il nome di Dahomey.

ECONOMIA

Le coltivazioni principali di questa regione sono patate, cotone e taro, ma i Fon coltivano anche sorgo, sesamo, miglio, palme, mais e okra per il consumo locale. Anche se le mucche sono segno di ricchezza, non sono mai munte. I mercati locali dei prodotti agricoli e dell’artigianato si tengono in tutta la regione ogni quattro giorni.
La caccia è praticata dagli uomini, anche se gran parte della carne è venduta, non è consumata dalla famiglia del cacciatore.

POLITICA

Palazzi reali di Abomey, patrimonio mondiale Unesco

Palazzi reali di Abomey, patrimonio mondiale Unesco

Il re insieme alla sua corte risiedeva nei sontuosi palazzi di Abomey e attraverso una vasta gerarchia amministrativa era responsabile della riscossione delle imposte. Anche se la Regina Madre era superiore al Re, ad eccezione del figlio erede al trono, nessun altro membro della famiglia deteneva una carica politica.

6 Notabile

6 Notabile

Invece vari uffici politici furono assegnati a ministri che rappresentavano il re in tutto lo stato e nei rapporti d’affari con gli europei.

RELIGIONE

La religione Fon ruota attorno al culto degli antenati, la cui protezione e benevolenza è ricercata attraverso offerte annuali. All’apice dell’Impero Dahomey, la dinastia reale una volta l’anno rendeva omaggio ai propri antenati attraverso una cerimonia che culminava con il sacrificio di un centinaio di schiavi e prigionieri di guerra. Questa celebrazione era inferiore solamente a quella che si teneva alla morte di un sovrano.

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Tra i cittadini del Dahomey le offerte erano spesso fatte per i bocio  (statue lignee). Queste statue, scolpite ancora oggi, sono utilizzate dalle famiglie per ricevere protezione e incarnano il benessere del villaggio. I bocio sono strofinati con olio di palma per pregare gli antenati, da qui la patina lucida che li ricopre e che li differenzia rispetto a quelli esposti nei musei.

Le vere Amazzoni

Parole Explora: bracciali, elefante, forza, leopardo, protezione, saggezza, serenità, serpente, tartaruga

Altre informazioni:

tribalphoto.com

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27. MASCHERA GELEDE

E’ difficile precisare se le maschere Gelede siano femminili o maschili poiché la capigliatura spesso ricorda quella di un iniziato maschile. In generale il sesso della maschera si capisce dal tipo di costume e dal modo di danzare.

Di fatto però le Gelede sono maschere che vengono indossate durante cerimonie per onorare la donna in tutti i suoi aspetti: madre, sposa, anziana, sacerdotessa, strega.

03 Danzatori durante un momento d riposo

La parte in legno è collocata sulla testa e il corpo è interamente ricoperto dagli abiti.

02 Maschera pronta alla sfilata

Spesso le maschere Gelede erano indossate dai bambini e dagli adolescenti che durante la cerimonia precedevano nelle danze gli adulti.

04 Maschera _ dettaglio

Queste cerimonie, che pare si effettuassero una volta l’anno, avevano lo scopo di onorare le donne, di propiziare ricchezza e fertilità al villaggio e di vigilare sugli abitanti affinché rispettassero le regoli sociali del vivere comune.

4c gelede da Danses d'Afrique

IL POPOLO YORUBA

 

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni.
Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

04 Olokuku Yoruba

Olokuku, uno dei re Yoruba locali

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città. Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.
Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Behind the mask of a West African tradition

Altre informazioni:

Rand african art
SIRIS, Eliot Elisofon
Trip Down Memory Lane

28. – 29. GEMELLI YORUBA

29-double-ibeji-Yoruba AR
In seguito alla morte di uno o due gemelli si scolpivano delle statue che erano onorate quali sostituti dei defunti ed era loro resa una serie di culti affinché futuri fratelli o sorelle non avessero a subire la stessa sorte.

28-coppia-ibeji-Yoruba AR

La madre dei gemelli morti si occupava dei rituali delle statue, abbellendole con cauri e paste di vetro, unte con olio e collocate su altari famigliari o poste in contenitori che spesso si trovavano nella camera della madre.

01 Altare familiare

Pare che presso gli Yoruba questo tipo di culto sia relativamente recente, poiché in passato i gemelli erano considerati una malformazione o l’incarnazione di spiriti cattivi che abitavano la foresta e dovevano quindi essere eliminati.

05 Ragazza con statua delle gemelle morte

05 Ragazza con statua delle gemelle morte

I cauri o conchiglie di fiume che abbelliscono e ricoprono i gemelli sono simbolo di ricchezza e prosperità; in passato infatti erano utilizzate in Africa come moneta di scambio.

 Altre informazioni sull’opera:

Gemelli Yoruba
L amaivìca storia dei gemelli Yoruba della Nigeria (in inglese)

IL POPOLO YORUBA

 

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente.
Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città. Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

12 Sacerdotessa di Eshu da Yoruba Deutsch

12 Sacerdotessa di Eshu da Yoruba Deutsch

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.
Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Parole Explora: bracciali, cavigliere, collane, fertilità, forza, orecchini, saggezza, serenità

Altre informazioni:

SIRIS, Eliot Elisofon 

30. STATUETTA YORUBA

La piccola statua è scolpita per allontanare malattie o complicazioni che si possono verificare durante la gravidanza.

01 Altare con Ibeji e statue della fertilità

01 Altare con Ibeji e statue della fertilità

Il ventre della donna è ricoperto interamente da fili di cotone per proteggere il bambino che si sta sviluppando e i cauri, utilizzati come orecchini, abbelliscono la figura e sono di buon augurio per la futura madre.

Spetta ad ogni donna il compito di offrire spesso alla statua cibo e bevande; nei casi più complessi si può ricorrere all’uomo di medicina (babalawo).

02 Babalawo in azione

02 Babalawo in azione

 

IL POPOLO YORUBA

 

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata. Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città. Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon. Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.
Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

10 Egungun da Yoruba sacred kingship

10 Egungun, cerimonia per ricordare gli antenati, da Yoruba sacred kingship

Parole Explora: fertilità, maternità, protezione, saggezza, serenità

Altre informazioni:

SIRIS, Eliot Elisofon 

31. RELIQUARIO YORUBA

La figura femminile trasporta un contenitore di ceneri  o di ossa di antenati.

La cintura della statua è un serpente, così come ha la forma dello stesso animale la corda che permette di tenere in equilibrio sopra la testa il contenitore.

Questo rettile, infatti, è una divinità molto importante per i Nago.

Nago Yoruba python

Tempio del pitone sacro a Ouidah

Vi sono templi dove vivono molti serpenti che verso il tramonto vagano nei villaggi, si cibano di topi e altri animali e all’alba ritornano nel loro tempio.

La statua femminile potrebbe essere quindi la rappresentazione di una sacerdotessa delle divinità vudù Dan il serpente, e Sakpata, che veniva invocata per tener lontano pestilenze e malattie.

Sakpata dancers

Danza in onore di Sakpata

Inoltre tra le divinità Vudù la dea dell’acqua Mami-Wata è rappresentata da una figura femminile con il corpo avvolto in un serpente.

Statua dedicata a Mami Wata

Presso i popoli Nago alcune donne anziane, che facevano parte della corte reale, venivano scelte come sacerdotesse che controllavano i lavoratori nei campi, si occupavano di culti e, tra questi, non è escluso che dedicassero anche del tempo alla cura dei templi dei serpenti.

 

IL POPOLO YORUBA

 

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città.

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon. Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.

08 Funerale da Yoruba ritual

08 Funerale da Yoruba ritual

Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Parole Explora: forza, protezione, saggezza, serenità, serpente

Altre informazioni:
SIRIS, Eliot Elisofon