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33. GEMELLO

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In seguito alla morte di uno o due gemelli si scolpivano delle statue che erano onorate quali sostituti dei defunti ed era loro resa una serie di culti affinché futuri fratelli o sorelle non avessero a subire la stessa sorte.

La madre dei gemelli morti si occupava dei rituali delle statue, abbellendole con cauri e paste di vetro, unte con olio e collocate su altari famigliari o poste in contenitori che spesso si trovavano nella camera della madre.

01 Altare familiare

Pare che presso gli Yoruba questo tipo di culto sia relativamente recente, poiché in passato i gemelli erano considerati una malformazione o l’incarnazione di spiriti cattivi che abitavano la foresta e dovevano quindi essere eliminati.

05 Ragazza con statua delle gemelle morte

05 Ragazza con statua delle gemelle morte

I cauri o conchiglie di fiume che abbelliscono e ricoprono i gemelli sono simbolo di ricchezza e prosperità; in passato infatti erano utilizzate in Africa come moneta di scambio.

 Altre informazioni sull’opera:

Gemelli Yoruba
L amaivìca storia dei gemelli Yoruba della Nigeria (in inglese)

IL POPOLO YORUBA

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Osun-Osogb, una delle foreste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente.
Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città. Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

12 Sacerdotessa di Eshu da Yoruba Deutsch

12 Sacerdotessa di Eshu da Yoruba Deutsch

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.
Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Parole Explora: bracciali, cavigliere, collane, fertilità, forza, orecchini, saggezza, serenità

Altre informazioni:

SIRIS, Eliot Elisofon 

34. STATUETTA

La piccola statua è scolpita per allontanare malattie o complicazioni che si possono verificare durante la gravidanza.

01 Altare con Ibeji e statue della fertilità

01 Altare con Ibeji e statue della fertilità

Il ventre della donna è ricoperto interamente da fili di cotone per proteggere il bambino che si sta sviluppando e i cauri, utilizzati come orecchini, abbelliscono la figura e sono di buon augurio per la futura madre.

Spetta ad ogni donna il compito di offrire spesso alla statua cibo e bevande; nei casi più complessi si può ricorrere all’uomo di medicina (babalawo).

02 Babalawo in azione

02 Babalawo in azione

IL POPOLO YORUBA

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

Osun-Osogb, una delle forste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Osun-Osogb, una delle foreste sacre degli Yoruba, vicino a Osogbo, sito Unesco dal 2005

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata. Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città. Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon. Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.
Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

10 Egungun da Yoruba sacred kingship

10 Egungun, cerimonia per ricordare gli antenati, da Yoruba sacred kingship

Parole Explora: fertilità, maternità, protezione, saggezza, serenità

Altre informazioni:

SIRIS, Eliot Elisofon 

35. RELIQUARIO

La figura femminile trasporta un contenitore di ceneri  o di ossa di antenati.

La cintura della statua è un serpente, così come ha la forma dello stesso animale la corda che permette di tenere in equilibrio sopra la testa il contenitore.

Questo rettile, infatti, è una divinità molto importante per i Nago.

Nago Yoruba python

Tempio del pitone sacro a Ouidah

Vi sono templi dove vivono molti serpenti che verso il tramonto vagano nei villaggi, si cibano di topi e altri animali e all’alba ritornano nel loro tempio.

La statua femminile potrebbe essere quindi la rappresentazione di una sacerdotessa delle divinità vudù Dan il serpente, e Sakpata, che veniva invocata per tener lontano pestilenze e malattie.

Sakpata dancers

Danza in onore di Sakpata

Inoltre tra le divinità Vudù la dea dell’acqua Mami-Wata è rappresentata da una figura femminile con il corpo avvolto in un serpente.

Statua dedicata a Mami Wata

Presso i popoli Nago alcune donne anziane, che facevano parte della corte reale, venivano scelte come sacerdotesse che controllavano i lavoratori nei campi, si occupavano di culti e, tra questi, non è escluso che dedicassero anche del tempo alla cura dei templi dei serpenti.

 

IL POPOLO YORUBA

 

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

10 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

I prodotti dell’arte Yoruba sono numerosi come le loro divinità e molti di essi sono collocati nei santuari per onorare gli dei e gli antenati.

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

13 Orisha da Notes sur le culte des orisa et vodun

Vi è una produzione abbondante di oggetti in legno e ottone, mentre la terracotta è usata solo raramente. Il vasto impiego di maschere ha determinato una grande varietà di forme.
Altre arti importanti sono la ceramica, la tessitura, la lavorazione delle perline e dei metalli.

STORIA

I racconti orali Yoruba  comprendono un mito dell’origine secondo cui dio, attraverso una catena calata nella città di Ile-Ife, fece arrivare sulla Terra Oduduwa, l’antenato fondatore, che portò con sé della terra ed un seme di palma. La terra fu gettata in acqua, mentre il seme divenne un albero con sedici rami, che rappresentano gli antichi sedici regni Yoruba. L’impero di Oyo sorse alla fine del XV secolo grazie anche all’impiego di fucili portoghesi e la sua espansione fu resa possibile dall’introduzione del cavallo.

Alla fine del XVIII secolo a Oyo scoppiò una guerra civile; i ribelli si rifugiarono presso i Fulani, ma questi ultimi completarono la conquista della città nel 1830.
La regione Yoruba è stata colonizzata dagli inglesi nel 1901, ma si stabilì un sistema di governo indiretto molto simile alla forma di governo Yoruba già esistente.

ECONOMIA

La regione Yoruba è caratterizzata da numerosi centri urbani densamente popolati con i campi circostanti destinati all’agricoltura. Di conseguenza gli Yoruba furono soprattutto agricoltori, i cui principali prodotti erano cacao e igname, piantati con un sistema a rotazione di tre anni, in alternanza con manioca e altre colture, tra cui mais, arachidi, cotone e fagioli. Al termine del ciclo triennale la terra è lasciata a riposo, a volte per sette anni. Si stima che in passato quasi il 70 per cento delle persone era impiegato in agricoltura, un dieci per cento erano artigiani ed un altro dieci per cento era commerciante in città.
La concentrazione della ricchezza all’interno delle città favorì lo sviluppo di una complessa economia di mercato che a sua volta produsse un diffuso sostegno all’arte.

POLITICA

I sistemi politici e sociali variano notevolmente da regione a regione e la fedeltà è assegnata al grande centro urbano della zona, piuttosto che ad una singola autorità centralizzata.

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

05 Oba e consiglio anziani da Life in southern Nigeria

Ogni città ha un capo (Oba) che può ricevere l’investitura in diversi modi, per via ereditaria, attraverso la partecipazione ad associazioni prestigiose, essendo scelto personalmente da un Oba già al potere. In ogni caso ogni Oba  è considerato un discendente diretto dell’Oba fondatore di ogni città.

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

06 Consiglio degli anziani Yoruba nine centuries of african art

Un gruppo di consiglieri lo sostiene di solito nelle decisioni.

RELIGIONE

Gli Yoruba affermano di avere 401 divinità, anche se in verità sono molte di più.
La complessità della loro cosmologia ha portato gli studiosi occidentali a paragonarli agli antichi greci con il loro impressionante pantheon. Le divinità Yoruba sono conosciute con il nome di orisha, il dio supremo è Olorun. Altri orishà importanti sono Eshu l’impostore, Shango il dio del tuono e Ogun, dio del ferro e della moderna tecnologia.

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

11 Cosmogonia Yoruba da Arts du Nigeria

Non esiste un clero organizzato o santuari in onore di Olorun, ma il suo spirito è invocato per chiedere benedizioni e per esprimere ringraziamenti. Gli Yoruba credono che alla morte si entra nel regno degli antenati e da lì si continua ad avere forza sulla terra.

08 Funerale da Yoruba ritual

08 Funerale da Yoruba ritual

Una volta l’anno si rende omaggio alle tombe dei propri antenati ed i capi dei clan sono responsabili di queste celebrazioni.
Le maschere appaiono ai funerali perché si ritiene possano incarnare lo spirito del defunto.

Parole Explora: forza, protezione, saggezza, serenità, serpente

Altre informazioni:
SIRIS, Eliot Elisofon 

 

36. FIGURA DI SPIRITO

Questo oggetto è stato creato per una donna che doveva partorire e che era figlia di un capo del popolo Bamileke.

Capo Bamileke seduto nella veranda del proprio palazzo

Attraverso questa figura di spirito vengono richiamate le forze dell’al di là affinché la partoriente sia protetta e aiutata nel travaglio.
La statua è ornata da conchiglie, braccialetti, sacchetti che pendono dalla cintura all’altezza della parte sessuale e che contengono con tutta probabilità sostanze vegetali.

Regine madri della città di Baham agli inizi degli anni ’80

La partoriente durante il travaglio e il parto è stata massaggiata con delle sostanze oleose ricavate da piante medicinali conosciute solo dalle donne che assistevano la partoriente stessa.
Queste sostanze vegetali hanno proprietà benefiche: calmano e rendono meno doloroso il travaglio e il parto stesso.

Donne Bamileke impegnate nella preparazione del pasto

L’oggetto, utilizzato una sola volta, è stato poi ceduto senza alcuna difficoltà al collezionista.

IL POPOLO BAMILEKE

Bamileke è un termine che non corrisponde ad una precisa etnia ma si riferisce a numerose popolazioni autoctone che vivono a sud della zona conosciuta come “Grassland” del nord-ovest del Camerun.

Camerun – Mappa delle popolazioni

ARTE

L’arte dei Bamileke comprende molte sculture in legno: statue, bassorilievi, pilastri e colonne delle abitazioni del re, dei capi e dei notabili; maschere, sgabelli, letti e altri oggetti in uso alla corte reale.

Statue e oggetti sacri

Molte statue sono ricoperte interamente da paste di vetro colorate.

Trono Bamun – Museo etnologico di Berlino

Altri oggetti che suscitano grande interesse sono le figure di spirito in legno o in terracotta con aggiunta di materiali vegetali, residui organici, stoffa e fibre vegetali.


STORIA

Il territorio dei Bamileke fu abitato inizialmente da popolazioni d’origine pigmea che a poco a poco furono assimilate e successivamente sostituite da gruppi bantu che si organizzarono in società di clan.
Verso il XV secolo queste società si integrarono con altre popolazioni provenienti da nord, formando dei piccoli stati organizzati attorno a dei capi carismatici. Più che di stati per i Bamileke si parla di chefferies: piccoli regni o insieme di comunità sottomessi ad una autorità che raggruppa in uno spazio territoriale ben definito e ben organizzato un gruppo di persone che accetta e rispetta le regole e la gerarchia della chefferie.

Ingresso alla chefferie di Bandjoun

ECONOMIA

L’economia dei Bamileke si basa soprattutto sul lavoro dei campi: manioca, riso, cacao, caffè, arachidi. Sono abili cacciatori e allevatori di bovini, e ovini. Fiorente è la raccolta delle noci di palma. In questi ultimi anni i Bamileke si sono dedicati inoltre, con abilità e intraprendenza, al commercio.

POLITICA

Capo Bamileke

La società bamileke è molto complessa e le chefferies godono al loro interno autonomia politica ed economica rispetto al governo centrale del Camerun.
Nella scala gerarchica al primo posto vi è il re, le regine e, tra queste, molta importanza ha la regina madre, vi sono poi i notabili, il consiglio degli anziani e le società segrete.

Consiglio degli anziani

Ciascuna chefferie ha proprie tradizioni legate al re cacciatore che ha iniziato la storia delle popolazioni bamileke.
Anche oggi vi è una certa solidità all’interno di questi gruppi, solidità che è il risultato del rigore e del rispetto delle regole di ciascuna chefferie.

RELIGIONE

La maggioranza del popolo bamileke segue il cristianesimo, molti sono i cattolici seguiti dai protestanti. Una minoranza è musulmana.

Vi sono però molti rituali legati alla tradizione del passato, in particolare i Bamileke credono nella forza del “kè”, forza trascendentale che anima di volta in volta il mondo dei morti e quello dei viventi.
La natura e gli uomini sono le basi della regalità e della società bamileke.

L’uomo di medicina benedice le maschere

Altre informazioni:

Randafricanart
Trip Down Memory Lane

37. STATUE

Queste statue femminili rappresentano le ragazze che hanno raggiunto la maturità sessuale e che dopo la loro iniziazione sono pronte per diventare spose e madri.

33-Bambole-Ibibo-Annang AR
Durante questo tempo le ragazze soggiornano nella casa della società segreta e, in preparazione al matrimonio, vengono abbondantemente nutrite.

02 Bambole

02 Bambole

Un tempo ricevevano in dono una bambolina simbolo della futura maternità; le mani respingono l’invidia che si crea quando spetta ai giovani uomini scegliere la futura sposa.

Ibibio danzatriciLa forma arrotondata del corpo ed i disegni in rosa e in nero su base bianca di abbellimento alla figura femminile sono la testimonianza di come apparivano le giovani durante la cerimonia di fine iniziazione.

03 Altare degli antenati

03 Altare degli antenati

Benché i lineamenti di queste statue ricordino figure orientali, in realtà fanno riferimento a produzioni artistiche locali di altari e tombe e tratti simili possono essere rintracciati nelle maschere dell’Ikem festival.

08 Fotoritratto per tomba di famiglia

Altre info sulle opere:

Ibibio dolls

 

IL POPOLO IBIBO – ANNANG

 

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

02 Nigeria _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Le maschere e l’equipaggiamento della società Ekpe costituiscono le più grandi opere d’arte della società Ibibo, in cui le percussioni e la musica sono due elementi importanti delle cerimonie di questa società segreta.

19 Okumkpa performance

19 Okumkpa performance

La scultura in legno di questo popolo è molto raffinata e gli artisti sono capaci di esprimere tanto l’armonia del corpo umano quanto le forme orribili di spiriti maligni.

07 Monumento funebre in cemento

07 Monumento funebre in cemento

STORIA

Gli Ibibo hanno vissuto nella zona Cross River dell’attuale Nigeria per diverse centinaia di anni; mentre le informazioni scritte su di loro si trovano solo nelle registrazioni coloniali di fine ‘800, le tradizioni orali fanno risalire la loro presenza nella regione a molto tempo prima. Gli Ibibo hanno attivamente resistito alle invasioni coloniali, fu solo dopo la fine della prima guerra mondiale che gli inglesi furono in grado di acquisire un solido controllo della regione. Anche allora, però, i governi britannici ritennero necessario avvalersi delle tradizioni della società Ekpe per mantenere il dominio in quei territori.

ECONOMIA

La principale materia prima è la palma il cui olio viene estratto per essere esportato. Tra gli Ibibo, quelli di rango più alto della società Ekpe controllano spesso la maggior parte delle ricchezza della comunità.
La società Ekpe richiede che i propri iniziati  contribuiscano con offerte alle feste cittadine;  rifornendo di cibo e bevande le persone più povere creano così un’apparente redistribuzione della ricchezza.

POLITICA

I singoli villaggi sono guidati dal consiglio degli anziani, ciascuno a capo del proprio clan familiare.
Le loro decisioni sono rese esecutive dai membri della società Ekpe, che agiscono come messaggeri degli antenati. Gli appartenenti alla Ekpe sono sempre mascherati nello svolgimento delle loro funzioni di polizia, e anche se le loro identità sono quasi sempre note, la paura di ricevere punizioni da parte degli antenati impedisce alla maggior parte delle persone di accusare coloro che abusano del loro potere di controllo. L’appartenenza a questa società segreta è aperta a tutti i maschi Ibibo, ma è necessario arricchirsi per raggiungere i livelli politici più influenti.

RELIGIONE

La religione Ibibo si basa sulle offerte agli antenati del villaggio.

Gli antenati più importanti sono quelli che hanno raggiunto un rango elevato in vita, di solito i capi dei clan. Essi possono infatti controllare i destini dei loro discendenti e sono liberi di punire coloro che non compiono le offerte in modo adeguato o coloro che non riescono a rispettare le norme di parentela.

21 Tempio dedicato alla dea Ala

21 Tempio dedicato alla dea Ala

Ala è la divinità della terra e si invoca nella cerimonia Ogbom per avere numerosi bambini e un abbondante raccolto.
Si svolge a metà anno, ogni otto giorni per otto settimane, a cura di ogni clan del villaggio per volta.


Parole Explora:
 fascia, fertilità, protezione, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

 

38. STATUA

La statua raffigura un uomo con la gobba, una mano spezzata e zoppicante.
Rappresenta “Mbangu”, qualcuno che è stregato, malato o handicappato a causa della sua corruzione morale.
Secondo altre fonti è un rivale geloso che infligge la malattia attraverso un incantesimo praticato da uno stregone.

La comparsa tra il pubblico di Mbangu è accompagnato dalla danza e da un canto:
“ Mbangu è un uomo con difetti fisici, le sue malformazioni non sono un castigo di Gaholo (Dio) ma sono state provocate dai suoi nemici che lo hanno stregato. Quando Mbangu passa nel villaggio la gente lo deride e questo non è giusto. I suoi zii lo difendono e a tutti dicono di non ridere di lui perché i suoi difetti fisici sono dovuti alla stregoneria”.

Qui il video della danza


IL POPOLO PENDE

ARTE

I Pende scolpiscono numerosi tipi di maschere, la maggior parte delle quali sono associate ai riti di iniziazione.
Nella parte nord-ovest del territorio sono scolpite figure lignee.

Ingresso di una casa ritaule – De Sousberghe, 1957

Sgabelli intagliati, bastoni, sedie e spade sono usati da capi e altre persone importanti per indicare il loro potere.

STORIA

I Pende, insieme ai loro vicini Yaka e Suku, possono far risalire le loro origini all’odierna Angola, tra la costa atlantica e il fiume Kwanza.
Furono costretti a spostarsi a nord, nella loro attuale regione, durante l’espansione di Lunda nel 1620, che portò anche a numerose influenze culturali.

Sono divisi in due gruppi principali, un gruppo occidentale che vive appena ad est degli Yaka e un gruppo orientale che vive sulla riva occidentale del fiume Kasai. Sebbene ogni gruppo sia culturalmente distinto, si considerano un unico popolo.

L’espansione di Chokwe intorno al 1885 inghiottì la maggior parte del Pende orientale e anche alcune aree del gruppo occidentale.
Il colonialismo ha fermato l’espansione dei Chokwe e ha permesso ai Pende di rivendicare la loro indipendenza.

ECONOMIA

Famiglia dall’esterno della propria abitazione

I Pende sono principalmente agricoltori che producono miglio, mais, piantaggine e arachidi. Le donne svolgono la maggior parte del lavoro agricolo e sono interamente responsabili della vendita dei beni nei mercati comunitari. Gli uomini aiutano nella pulizia dei campi e contribuiscono anche ad arricchire la dieta con occasionali battute di caccia e pesca nei numerosi fiumi locali.

POLITICA

Il sistema politico di Pende è controllato principalmente dal clan e dai matrimoni. Non esiste un potere politico centrale riconosciuto ed i capi che esistono non esercitano un’autorità significativa.
La famiglia allargata sembra soddisfare le esigenze di controllo sociale all’interno delle singole comunità.
Lo zio materno più anziano di una famiglia è generalmente riconosciuto come il capo del clan, una posizione che implica garantire il benessere della famiglia e prendersi cura degli antenati.

Capovillaggio con il tradizionale copricapo a due punte – Archivio Eliot Elisofon

RELIGIONE

Cerimonia della posa del primo palo di una nuova casa dei riti con richiesta di protezione agli antenati – De Sousberghe 1957

I Pende fondano le loro credenze sugli antenati, a cui riservano vari riti ed offerte.
Il capofamiglia è responsabile della cura dei santuari e del rapporto con gli spiriti, di solito rappresentati attraverso statue in forma umana.
A loro vengono offerti in dono cibo e bevande.
I Pende infatti riconoscono che gli spiriti possono essere buoni o cattivi, a seconda del modo in cui sono morti. Così, quando gli antenati vengono trascurati, vi è il timore che malattie o disagi possano colpire una famiglia.

Parole Explora:

Altre informazioni:

39. MASCHERA DI DANZA

La maschera Punu del tipo “Mkudji è il ritratto di una donna di grande bellezza; lo stile della pettinatura fu uno dei più diffusi nel corso del 19° secolo, tanto che Matisse si ispirò ad una maschera simile per dipingere un ritratto della moglie nel 1913.

5 Nobildonne Punu

5 Nobildonne Punu

Le scarificazioni frontali e laterali erano un abbellimento estetico; solitamente i quadrilateri erano nove, in quanto tale cifra era considerata magica dai Punu e utilizzata nei riti di guarigione.

6 Donna con scarificazioni

6 Donna con scarificazioni

Le maschere rappresentavano gli antenati femminili che si manifestavano durante funerali o cerimonie commemorative che si svolgevano stagionalmente.

1 Cerimonia funebre

1 Cerimonia funebre

Quando le maschere erano bianche significava che era tempo di festa; nere quando era tempo di amministrare la giustizia e punire la stregoneria.

3 Maschera in situ da foto di Huet

3 Maschera in situ da foto di Huet

Recentemente sono utilizzate per divertire il pubblico.
Chi indossa la maschera danza su dei trampoli facendo una serie di movimenti e contorsioni al fine di divertire e sorprendere il pubblico presente.

Punu okuji

Il rito del  Mukuji (in francese)

IL POPOLO PUNU

4 Gabon _ Mappa delle popolazioni

4 Gabon _ Mappa delle popolazioni

ARTE

I tipi più comuni di oggetti ritrovati sono le maschere, che dal punto di vista stilistico sono state assimilate all’arte giapponese.
Diversi rapporti dei primi viaggiatori in questi territori legano queste maschere alla società Mukuji, di cui si sa molto poco.
Altri resoconti di viaggio li legano alle danze che celebrano le antenati femminili del popolo Punu.

I Punu scolpiscono anche reliquiari fissati ad un paniere per trasportare le ossa degli antenati di famiglia.

STORIA

Anche se non si sa molto sulla storia dei Punu, gli studi linguistici fanno pensare che si sono trasferiti nei loro territori attuali provenendo da nord, probabilmente spinti dai Kota e dai Fang, occupando un’area un tempo abitata da popoli pigmei.

ECONOMIA

L’economia Punu si basa su un’agricoltura itinerante di sussistenza praticata su terreni sottratti alle foreste pluviali attraverso le tecniche del “taglia e brucia”.
Essa è integrata da caccia, pesca ed allevamento di bestiame come capre, pecore e polli. Le foreste equatoriali circostanti forniscono anche vari tipi di frutta: noci e tuberi per il consumo locale.
I principali prodotti agricoli sono banane, patate dolci, manioca, mais, arachidi. La maggior parte del lavoro prevede una divisione di genere, con gli uomini impegnati nella caccia, nel raccolto e nella preparazione dei terreni e le donne che svolgono le altre attività agricole.

POLITICA

I Punu vivono in piccoli villaggi nel bacino del fiume Ogowe.
Ognuno di essi comprende diversi clan guidati da individui che hanno ereditato la loro posizione per discendenza materna.

RELIGIONE

La religione è poca conosciuta, ma in modo simile ai vicini Fang e Kota, i Punu scolpiscono figure di reliquiari in legno e praticano il culto degli antenati.

Altre informazioni:

Randafricanart

Bajag

40. MASCHERA

Questa maschera in legno, fibre vegetali, semi, cauri ha proporzioni gigantesche ed è utilizzata durante i riti di iniziazione dei giovani che dovranno far parte del mondo degli adulti.

Gli iniziati in cammino con i loro guardiani – 1976

L’aspetto aggressivo e minaccioso è un invito forte ai candidati a rispettare regole e proibizioni alimentari.

Giovani circoncisi rimangono in foresta prima di rientrare al villaggio – 1976

Questa maschera è conservata in un santuario insieme alla corrispondente femminile di dimensioni più piccole.
Esse sono venerate a motivo della loro forza che favorisce sempre la fecondità.

Le maschere femminili che intervengono nei riti di iniziazione

Quando le maschere erano bianche significava che era tempo di festa; nere quando era tempo di amministrare la giustizia e punire la stregoneria.

IL POPOLO SUKU

Congo _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

L’arte dei Suku spesso si confonde con l’arte dei vicini Yaka con i quali dividono parte del territorio della regione del Bandundu della Repubblica Democratica del Congo.

Tutte le sculture Suku – statue, feticci e maschere – hanno forme voluminose e i particolari di ciascuna creazione artistica sono molto evidenziati.
Tutto ciò è fatto volontariamente dallo scultore per accentuare l’importanza e la forza che le maschere o le statue sprigionano.

Maschera Suku – collezione privata

STORIA

La storia dei Suku ha origini lontane e tormentate.
All’inizio del 1500 il re del Kongo considerava suo il territorio Suku.
La tradizione racconta che i Suku sono arrivati dall’area dell’alto Kuango dove subirono assalti degli Jaga nella metà del 1500 e più tardi, a metà 1600, quelli dei Lunda.

Tavola di Filippo Pigafetta del regno del Congo nel 1591

Spinti poi verso nord ebbero problemi con altre popolazioni e parte di essi ritornarono sulle rive del Kuango e altri nella regione di Kasongo Lunda, ai confini con l’Angola, spinti poi verso il territorio di Tungila dove molti di essi risiedono.

Di ritorno al villaggio

ECONOMIA

Donne impegnate nella preparazione dei pasti

L’economia dei Suku è costituita dall’agricoltura, dalla pesca e dall’allevamento di animali da cortile.
In passato i Suku furono abili cacciatori, ma venendo meno la fauna sul territorio, soprattutto con l’arrivo dei coloni, questa attività è notevolmente diminuita.

POLITICA

Ogni comunità ha un capo locale che è il discendente diretto del proprietario terriero originario e di solito è controllato in una certa misura da un capo regionale supremo.

Capo regionale Suku – 1976

Il governo congolese governa ufficialmente ogni regione in collaborazione con i capi locali, controllando l’estensione del loro potere.
Gli specialisti dei riti e gli indovini collaborano con il governo per le decisioni politiche.

RELIGIONE

Ndzambyaphuungu (il creatore che abita il cielo) è responsabile della vita, della morte e di tutte le domande senza risposta. Non ci sono pratiche religiose che rendono attivamente omaggio a questo dio.
Invece, le celebrazioni religiose si concentrano sull’onore degli anziani e degli antenati.

Cerimonia funebre

Per la morte di un anziano è prevista una cerimonia pubblica frequentata solo da altri anziani.
Gli antenati sono onorati attraverso offerte e doni, di solito in una radura nella foresta. Questo luogo è vietato agli estranei ed a tutte le donne.
Tuttavia in alcuni casi le offerte sono raccolte presso la tomba degli antenati.

Altre informazioni:

Imo Dara

Art and life in Africa

41. FIGURA DI SPIRITO

Questa figura di spirito dall’aria minacciosa che impugna un coltello è un oggetto particolare che viene eseguito da alcuni scultori del gruppo etnico Kongo.

1 Nkisi 1882_1894

1 Nkisi 1882_1894

Il corpo è interamente ricoperto da lamine in metallo e da chiodi per lo più legati tra loro da fibre vegetali, che terminano con piccoli sacchetti contenenti sostanze magiche.
Ciascun oggetto metallico appuntito rappresenta una richiesta allo spirito.
La parte centrale del ventre ricoperta da un vetro contiene probabilmente delle sostanze magiche.

3 Nail_fetishes_1902_Boma_Congo

3 Nail_fetishes_1902_Boma_Congo

Secondo la tradizione la figura, creata per attaccare o difendersi, rappresenta per i popoli Kongo lo spirito del defunto, la cui identità è però conosciuta solo dal “feticheur” e dal proprietario dell’oggetto.

2 Nkisi in situ 1892_1907

2 Nkisi in situ 1892_1907

E’ impossibile per noi europei capire e apprezzare questo tipo di oggetti, poiché solo chi nasce e vive in alcuni gruppi Kongo conosce, comprende e condivide l’importanza della creazione di queste figure.

4 Nkisi moderno

4 Nkisi moderno

 

IL POPOLO KONGO

 

3 Congo _ Mappa delle Popolazioni

3 Congo _ Mappa parziale delle Popolazioni

ARTE

La forma d’arte più significativa di questo popolo sono le figure di spirito nkisi, oggetti fabbricati in tutte le forme, dimensioni e materiali.
La stratificazione della società Kongo ha portato gran parte dell’arte a essere indirizzata verso le persone di status elevato; solo gli nkisi erano una delle poche forme a disposizione di tutti.

STORIA

I popoli Kongo raggiunsero i territori attuali sotto la guida di Wene nel corso del XIII secolo provenendo da nord-est.
Nel 1482 i portoghesi arrivarono sulla costa ed il regno Kongo avviò relazioni diplomatiche che comprendevano l’invio di nobili Kongo in Portogallo a visitare la corte reale, come avvenne  per la prima volta nel 1485. In seguito diversi re del Kongo furono presi di mira per la loro conversione al  cristianesimo; da lì si generarono profonde divisioni tra i seguaci del cristianesimo e quelli delle religioni tradizionali.
Nel 1526 i portoghesi furono espulsi, ma i popoli Kongo furono poi invasi da guerrieri Jagas nel 1568, così che i re furono costretti a chiedere aiuto ai portoghesi. Da allora il regno Kongo non riacquistò mai più il suo antico potere. Negli anni successivi il regno alternativamente combatté fianco a fianco e contro i portoghesi, fino ad essere colonizzato nel 1885.

ECONOMIA

10 Pesca in foresta

10 Pesca in foresta

I Kongo si affidano ad un’economia di sussistenza basata su produzione agricola, pesca e caccia.
Nel periodo di massimo splendore del Regno, durante il Cinquecento,  venivano riscosse le tasse, raccolte le multe tra i cittadini ed imposto il lavoro forzato. Ogni tanto schiavi, avorio e rame furono scambiati con gli europei presenti sulla costa.
I porti più importanti furono Sonyo e Pinda.

POLITICA

All’apice del Regno, nel XV e XVI secolo, il re era eletto da un gruppo di governatori, di solito i capi delle famiglie più importanti e, occasionalmente, tra i funzionari portoghesi. Le attività del tribunale erano gestite da un vasto sistema di funzionari e la corte stessa di solito consisteva di numerosi parenti maschi del re.

7 Capo villaggio

7 Capo villaggio

I villaggi erano spesso governati da parenti minori del sovrano che rispondevano del loro operato direttamente a lui. Tutti i membri del governo erano investiti del loro potere attraverso un apposito rituale.

RELIGIONE

Nel regno Kongo Nzambi era il dio supremo. Le rappresentazioni di spiriti ed antenati costituivano i mediatori tra cielo e terra; anche gli nkisi ne facevano parte. Quando un individuo incontrava delle difficoltà e temeva che lo spirito fosse stato offeso, era necessario consultare un nganga (indovino), che consigliava quali farmaci utilizzare per curare le malattie.

Nganga con nkisiin azione

Nganga con Nksi


Nonostante i portoghesi tentarono di cristianizzare i popoli Kongo
già nel 1485, la maggior parte di essi oppose resistenza ed incorporò l’iconografia cristiana nella propria religione tradizionale.

15 Cimitero

 

Minkisi – Skulpturen vom unteren Kongo

Parole Explora: bracciali, forza, gusci di frutta, protezione, saggezza

Per altre informazioni:

Randafricanart

Trip Down Memory Lane

42. MASCHERA DI DANZA

Questa maschera appartiene a quell’insieme definito “mbuya”.
Si tratta di maschere molto diverse tra loro che  rappresentano personaggi tipici di ciascun villaggio o sottogruppo Pende: per questo motivo sono di difficile identificazione.
Ogni maschera mbuya ha un suo nome e una sua caratteristica.
La danza e la canzone è specifica e legata al personaggio che viene rappresentato.

Maschere in situ – Ross Archive, 1911

In generale le maschere mbuya sono una caricatura delle persone e vogliono divertire il pubblico: viene preso in giro l’orgoglioso, il pigro lo sregolato, le ragazze che vogliono apparire ed essere ammirate; il capo senza autorità, il guaritore, il gobbo claudicante.


IL POPOLO PENDE

ARTE

I Pende scolpiscono numerosi tipi di maschere, la maggior parte delle quali sono associate ai riti di iniziazione.
Nella parte nord-ovest del territorio sono scolpite figure lignee.

Ingresso di una casa ritaule – De Sousberghe, 1957

Sgabelli intagliati, bastoni, sedie e spade sono usati da capi e altre persone importanti per indicare il loro potere.

STORIA

I Pende, insieme ai loro vicini Yaka e Suku, possono far risalire le loro origini all’odierna Angola, tra la costa atlantica e il fiume Kwanza.
Furono costretti a spostarsi a nord, nella loro attuale regione, durante l’espansione di Lunda nel 1620, che portò anche a numerose influenze culturali.

Sono divisi in due gruppi principali, un gruppo occidentale che vive appena ad est degli Yaka e un gruppo orientale che vive sulla riva occidentale del fiume Kasai. Sebbene ogni gruppo sia culturalmente distinto, si considerano un unico popolo.

L’espansione di Chokwe intorno al 1885 inghiottì la maggior parte del Pende orientale e anche alcune aree del gruppo occidentale.
Il colonialismo ha fermato l’espansione dei Chokwe e ha permesso ai Pende di rivendicare la loro indipendenza.

ECONOMIA

Famiglia dall’esterno della propria abitazione

I Pende sono principalmente agricoltori che producono miglio, mais, piantaggine e arachidi. Le donne svolgono la maggior parte del lavoro agricolo e sono interamente responsabili della vendita dei beni nei mercati comunitari. Gli uomini aiutano nella pulizia dei campi e contribuiscono anche ad arricchire la dieta con occasionali battute di caccia e pesca nei numerosi fiumi locali.

POLITICA

Il sistema politico di Pende è controllato principalmente dal clan e dai matrimoni. Non esiste un potere politico centrale riconosciuto ed i capi che esistono non esercitano un’autorità significativa.
La famiglia allargata sembra soddisfare le esigenze di controllo sociale all’interno delle singole comunità.
Lo zio materno più anziano di una famiglia è generalmente riconosciuto come il capo del clan, una posizione che implica garantire il benessere della famiglia e prendersi cura degli antenati.

Capovillaggio con il tradizionale copricapo a due punte – Archivio Eliot Elisofon

RELIGIONE

Cerimonia della posa del primo palo di una nuova casa dei riti con richiesta di protezione agli antenati – De Sousberghe 1957

I Pende fondano le loro credenze sugli antenati, a cui riservano vari riti ed offerte. Il capofamiglia è responsabile della cura dei santuari e del rapporto con gli spiriti, di solito rappresentati attraverso statue in forma umana.
A loro vengono offerti in dono cibo e bevande.
I Pende infatti riconoscono che gli spiriti possono essere buoni o cattivi, a seconda del modo in cui sono morti. Così, quando gli antenati vengono trascurati, vi è il timore che malattie o disagi possano colpire una famiglia.

Parole Explora:

Altre informazioni: