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10. MATERNITA’

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Questa statua rappresentante una donna che allatta il proprio figlio, simboleggia con tutta probabilità la divinità  femminile Kãtiéléo, quale fonte ispiratrice della  creatività degli scultori.

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

1 Iniziata partecipante alla cerimonia della maternità

In particolare questa maternità, abbellita da un’elaborata acconciatura e marcate scarificazioni corporali e facciali, presenta il viso con il piattino labiale utilizzato nel tempo dalle donne Senufo.

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Donna senufo da Himmelheber (Hans), “Negerkunst und Negerkünstler”

Sulla sommità della testa è scolpito un contenitore di noci di cola utilizzati appunto nei rituali religiosi; all’esterno sono presenti in rilievo dei buceri, simbolo di continuità etnica per i Senufo.

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Bucero mentre nutre i piccoli nel nido

Interessante è il coperchio del contenitore  di provenienza Baulé che rappresenta un uomo scimmia (Gbekre) che tiene nelle mani un frutto, probabilmente una papaia.

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo - collezione privata

Uomo scimmia dei Baulè, vicini del popolo Senufo – collezione privata

In generale questa figura scimmiesca con le gambe leggermente piegate rappresenta lo spirito intermediario tra l’uomo e la divinità suprema ed è rappresentato dai Baulé con un contenitore tra le mani per le offerte.

 

IL POPOLO SENUFO

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

28 Scultore prepara i caschi Wanyugo da archivio Eliot Elisofon

Tutti i prodotti dell’arte Senufo sono realizzati da artigiani specializzati che mostrano minime differenze stilistiche regionali.
Un po’ ovunque nel loro territorio essi rappresentano antenati, figure in miniatura in ottone e piccole statue utilizzate nella divinazione. Vi sono inoltre diversi tipi di maschere utilizzate dalla società Poro.

STORIA

I Senufo sono costituiti da diversi sottogruppi che emigrarono nei territori attuali provenendo da nord nel corso del XV e XVI secolo.
A differenza dei loro vicini Songhai e Hausa, la loro cultura è rimasta relativamente al riparo da influenze esterne e anche se si sono serviti delle conoscenze altrui, non hanno dovuto far fronte a continui attacchi nemici e sconvolgimenti sociali.

ECONOMIA

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

10 Festa per nuova casa da Reflets de la CdI

Nella regione Senufo l’agricoltura è diffusa, in particolare si coltivano miglio, sorgo, mais, riso e patate, oltre a banane, manioca ed una serie di altri prodotti agricoli introdotti da altre zone del mondo.
Sono allevati piccoli animali di fattoria come pecore, capre, galline, faraone. La caccia e la pesca contribuiscono all’economia locale in modo limitato. Il lavoro è diviso tra agricoltori e artigiani e, mentre un tempo si pensava che non vi fossero matrimoni misti tra queste due categorie, alcuni studi hanno dimostrato che vi era un certo grado di flessibilità a questa regola.

POLITICA

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

4 Villaggio nella stagione delle piogge da Reflets de la CdI

I villaggi Senufo sono compresi tra 50 e 2.000 abitanti. Sono divisi lungo linee etniche che fanno riferimento ad un particolare clan matrilineare. Queste divisioni riflettono la condizione economica e sociale di ogni clan all’interno della comunità e comprendono agricoltori, fabbri, scultori, indovini e artigiani del cuoio.

25 maschere per funerale poro da Masques vivants

Ci sono quattro società che educano e governano le azioni degli individui, Poro, Sandogo, Wambele (“società degli stregoni”) e Tyekpa, che si trova solo tra il sottogruppo Fodonon.

RELIGIONE

11 casa dei feticci da Cote d'Ivoire foto di Martel

11 casa dei feticci da Cote d’Ivoire foto di Martel

Tra i Senufo vi sono un numero imprecisato di antenati e di spiriti della natura. La divinità è rappresentata nella doppia forma di Maleeo,  “Antica Madre” e di Kolotyolo, “Dio Creatore”.
Nella regione di Kufulo, Maleeo è rappresentata da tamburi sacri di fronte ai quali ladri e assassini sono portati in giudizio.
La società Poro è riservata soprattutto agli uomini, anche se possono entrare a farvi parte sia giovani ragazze che donne anziane.
La funzione principale del Poro è quello di garantire un buon rapporto tra il mondo dei vivi e quello degli antenati.

Donna Sando Die Kunst der Senufo

Donna Sando Die Kunst der Senufo

La divinazione, regolata dalla società Sandogo è una parte importante della religione Senufo. Anche se solitamente è considerata una società femminile, gli uomini destinati a diventare indovini per trasmissione ereditaria possono entrare a farne parte.

I Senufo

Parole Explora: bracciali, fertilità, maternità, papaya, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

 

11. MASCHERA IN MINIATURA

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La maschera in miniatura, forse erroneamente chiamata maschera passaporto, rivestiva per i popoli che la producevano un’importanza legata ai riti di iniziazione delle società segrete e per il possessore costituiva un elemento di identità, di appartenenza e di riconoscimento collettivo del gruppo.

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

2 Maschera bakarogi del popolo Toma da Quaderno Artes Africanae

La persona che riceveva questo tipo di maschera era un personaggio importante o di alto rango e conservava la maschera in miniatura per tutta la vita, quale riconoscimento del ruolo che svolgeva all’interno della società stessa.

7 Capo villaggio

7 Capo villaggio

Ad ogni novilunio, dopo il sacrificio di polli e di altri animali, le maschere venivano asperse di sangue, di succo di noce di cola masticata o lavate con acqua contenente la corteccia dell’albero gei, asportata dal tronco con una pietra affilata.

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Danzatore Bassa con la maschera Geh Naw – Ministero della Cultura della Liberia

IL POPOLO BASSA

 

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni

3 Liberia _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

Le opere dei Bassa della Liberia sono simili nello stile e negli usi rituali a quelle dei Dan di lingua Mande, che ora vivono principalmente in Costa d’Avorio.
Le maschere sono la principale modalità di espressione dei Bassa, le figure umane sono rare.
Le statue, a differenza delle maschere, sono tenute nascoste e prevedono un uso personale, così che ognuna di esse ha la propria identità. Le caratteristiche espressive del viso, le acconciature e le scarificazioni sono simili a quelli presenti sulle maschere così che l’attribuzione di questi pezzi molto rari risulta abbastanza semplice.
È risaputo che alcune statue sono scolpite in onore di un “coniuge preferito”, di un importante membro della famiglia o di un antenato. L’impiego di grandi maternità è legato a pratiche magiche.

STORIA

I Bassa sono parenti dei Dan che vivono a nord-est, in Costa d’Avorio. Poco si sa circa la loro storia antica, fatta eccezione per alcuni recenti test del DNA che farebbero risalire la loro origine in Mozambico prima di disperdersi in tutto il continente.
Le fonti storiche documentate su questo popolo si basano soprattutto sui dati del commercio degli schiavi nel corso del XVI° e XVII° secolo. Da tutto ciò risulta che non si può stabilire con certezza il numero esatto di questa popolazione.

ECONOMIA

Si basa principalmente sulla coltivazione del riso per il consumo locale e sulla caccia per integrare la dieta alimentare.

POLITICA

6 Riunione di villaggio


Vivono in piccoli villaggi sparsi, senza un’autorità centralizzata
di governo e dipendono da società segrete come la “Poro” per mantenere l’ordine e la coesione sociale.

RELIGIONE

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio  Indiana University Liberian Collections

Maschera Bassa e assistenti, 1926 da archivio Indiana University Liberian Collections

Gli antenati e le forze soprannaturali sono presenti nelle cerimonie di iniziazione maschili e femminili; secondo i Bassa essi sono dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.


Culture della Liberia
(in inglese)

Altre informazioni:

artesafricanae.org

 

12. CASCO DI DANZA

Questa maschera veniva indossata dalle ragazze della società segreta “Sande” o “Bundu”, società parallela a quella maschile “Poro”.

9 Giovani iniziate al Sande

9 Giovani iniziate al Sande

Il gruppo aveva lo scopo di educare le ragazze sin dall’età dell’adolescenza alla conoscenza e al rispetto delle regole sociali.
Le educatrici erano donne di età avanzata e con un ruolo importante all’interno della società “Bundu”.

4 Donne anziane con giovani iniziate

4 Donne anziane con giovani iniziate

Le maschere casco Mende hanno forme diverse e in generale riproducono le molteplici e creative capigliature delle giovani.

1 Donne Mende

1 Donne Mende

Vengono portate alla sommità della testa e, come tutte le maschere, la parte in legno è solo un elemento dell’abbigliamento che il danzatore, in questo caso la danzatrice, indossa.

5 Donne della socieà segreta Bundu foto di ruthphilips

5 Donne della socieà segreta Bundu foto di ruthphilips

Gli anelli al collo, secondo molti autori, significano la prosperità o la bellezza femminile e inoltre evocano le increspature della superficie dell’acqua dalla quale la maschera emerge, essendo l’incarnazione di uno spirito del fiume.

È interessante notare che la maschera casco Bundu, legata alla società Sande, si trova tra numerosi gruppi etnici in tutta la Sierra Leone e la Liberia occidentale. Essa è nota in tutta l’Africa come l’unica maschera indossata da donne. Anche se ovunque nel continente africano le donne agiscono spesso da intermediari tra il mondo spirituale ed il mondo terreno, non ci sono altri esempi conosciuti di donne che utilizzano maschere.

Dodo Kotuma Bondo Society Ceremony 2013

 IL POPOLO MENDE

 

7 Sierra Leone - Mappa delle Popolazioni

7 Sierra Leone – Mappa delle Popolazioni

 

ARTE

La maggior parte dell’arte Mende è legata ai riti di iniziazione e di cura; comprende maschere in legno, statue di gemelli ed oggetti di medicina. Strumenti d’uso quotidiano come le pulegge dei telai sono decorate con teste scolpite o altri motivi.

STORIA

La lingua Mende è strettamente legata al gruppo linguistico Mande, segno che i Mende migrarono dal Sudan verso nord.
Le tradizioni orali Mende raccontano di una migrazione pacifica tra il 200 e il 1500.
Le differenze culturali e fisiche all’interno dei Mende favoriscono l’ipotesi che le migrazioni possano essere state più d’una.
In alternativa ciò potrebbe anche essere il risultato di matrimoni misti con i popoli che già vivevano nei territori in cui essi si insediarono.
Le loro tradizioni artistiche li collegano strettamente al popolo costiero degli Sherbro.

ECONOMIA

Per tradizione i Mende sono coltivatori di riso; producono anche igname e manioca per l’alimentazione di base. Altri prodotti agricoli diffusi sono cacao, zenzero, arachidi e olio di palma.

POLITICA

8 Danza delle iniziate al Sande 1939 da foto Homet

8 Danza delle iniziate al Sande 1939 da foto Homet

Due sono le principali associazioni educative tra i Mende, divise per genere, il Poro per gli uomini ed il Sande per le donne.
Aperte ad ogni membro della comunità, hanno ricevuto il termine improprio di società segrete perché alcune delle loro azioni sono tenute nascoste ai bambini non iniziati ed alle persone di sesso opposto.
Al contrario la loro esistenza e le loro finalità sono note a tutti.
Tali organizzazioni funzionano per trasmettere gli insegnamenti morali della comunità e per agire come potente mezzo di controllo sociale.

RELIGIONE

Ngewo è il creatore e signore dell’universo ed è assistito dagli antenati e da altri spiriti.
Ad entrambi si fa ricorso per domandare protezione e fertilità
, tanto per la comunità che per se stessi.
Ogni manifestazione dello spirito, comprese le maschere che vengono usate per le cerimonie religiose, è considerata spirito.

11 Danzatore con la maschera Gbetu a Monrovia da archivio Eliot Elisofon

11 Danzatore con la maschera Gbetu a Monrovia da archivio Eliot Elisofon


Le maschere sono scolpite per risultare gradevoli agli spiriti
; si spera che continuando ad usarle gli spiriti accettino di incarnarsi nel danzatore durante la cerimonia.

Parole Explora: onde del fiume

Altre informazioni:

Rand african art
Trip Down Memory Lane

 

13. MASCHERA DAN

13-Maschera-Dan

Le maschere Dan pare incarnino le forze spirituali che abitano la foresta.
Per poter essere scolpita era necessario il consenso del consiglio degli anziani che esaminava ciò che era stato rivelato da un iniziato durante un sogno e ne approvava la rappresentazione.

Alla fine degli anni ’70 lo studioso Fischer riscontrò 11 tipi di maschere Dan che potevano avere ruoli differenti, a seconda della situazione e della necessità del villaggio.

2 Uomini con la maschera Ge Gblin da archivio Eliot Elisofon

2 Uomini con la maschera Ge Gblin da archivio Eliot Elisofon

Spesso è impossibile dare una spiegazione della funzione che ha o che aveva la maschera.
Molte maschere richiamano la forma del viso femminile del gruppo Dan con espressioni diverse: rabbia, tranquillità, felicità, dolore.

Maschere Dan in situ

Maschere Dan in situ

Alcune maschere Dan hanno un ruolo importante durante rituali di iniziazioni, altre sono indossate per divertire il pubblico e molte assumevano un aspetto feroce, brutale: erano le maschere da guerra che venivano indossate per spaventare il nemico.

1 Maschera da corsa Dan

1 Maschera da corsa Dan

Il ruolo delle maschere nelle tradizioni ivoriane (in francese)

IL POPOLO DAN

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Gli scultori Dan producono principalmente maschere che regolano ogni aspetto della società Dan, tra cui l’educazione, la competizione, la guerra e la pace, il controllo sociale ed il divertimento.

Cucchiaio Dan in forma umana

Cucchiaio Dan in forma umana

Producono inoltre cucchiai di legno stilizzati e scacchiere per il famoso “mancala”, il gioco “della semina e del raccolto”.

STORIA

9 Cantastorie con il suo gruppo da archivio Eliot Elisofon

9 Cantastorie con il suo gruppo da archivio Eliot Elisofon


Le tradizioni orali descrivono la società Dan del XIX° secolo come priva di qualsiasi potere di governo centrale.

La coesione sociale è stata favorita da un linguaggio comune e da una preferenza per i matrimoni misti. In generale ogni villaggio ha un capo che ha ottenuto la sua posizione di guida della comunità con il duro lavoro nei campi e dopo una serie di battute di caccia fortunate. Di solito essi si sono circondati di giovani guerrieri per la loro protezione personale e per impedire l’invasione di popoli confinanti; al fine di aumentare il loro prestigio scambiavano regali con altri capi.
Queste abitudini sono alla base della diffusione dell’ottone tra i Dan, simbolo visibile di successo ed elemento indispensabile per avere un buon nome ed una buona reputazione.

ECONOMIA

La tradizione dell’ottone è ancora oggi una parte essenziale dell’economia Dan. I giovani cercano di farsi un nome spendendo generosamente alle feste comunitarie per dimostrare la loro ricchezza.
Anche se l’agricoltura e la caccia sono stati ampiamente sostituiti dall’estrazione dei diamanti o dal lavoro nelle piantagioni di gomma, la formazione di un ordine sociale gerarchico è ancora basato sulla capacità dell’individuo di avere successo.

POLITICA

6 Abitazioni Dan _ vista panoramica da archivio Eliot Elisofon

6 Abitazioni Dan _ vista panoramica da archivio Eliot Elisofon

È stato solo di recente, attraverso la creazione della società del leopardo (go), che tra i Dan è emerso un sistema di governo centralizzato. Le società politiche segrete basano il loro potere nello spirito del go, responsabile del clima di pacificazione tra gli abitanti. Anche se il potere del go sembra essere in aumento in tutta la società Dan, i singoli villaggi mantengono ancora un alto grado di indipendenza politica e il potere economico del singolo individuo è ancora molto apprezzato.

RELIGIONE

8 Uomini Dan con il copricapo tradizionale da archivio Eliot Elisofon

8 Uomini Dan con il copricapo tradizionale da archivio Eliot Elisofon


La visione del mondo Dan sostiene che ogni cosa può essere divisa in due categorie chiare e distinte. La separazione principale è tra il villaggio e la boscaglia
, in altre parole tra le cose che sono controllate dagli uomini e quelle che non lo sono.
Attraversare la linea di separazione tra i due ambienti può essere pericoloso e ogni volta che ciò viene fatto, per dissodare nuovi terreni o semplicemente attraversando la foresta, gli spiriti  della boscaglia devono essere placati.

11 Danzatori acrobati Dan in azione da archivio Eliot Elisofon

11 Danzatori acrobati Dan in azione da archivio Eliot Elisofon

Per prendere parte alla vita di villaggio gli spiriti della boscaglia devono assumere una forma corporea. I Dan credono che tutte le creature possiedono un’anima spirituale (), che viene assegnato agli esseri umani e animali al momento della nascita dal dio creatore. Il di ogni essere è immortale e dopo la morte di una persona è trasmesso ad un nuovo essere. Tuttavia alcuni rimangono senza corpo. Essi abitano le foreste come spiriti della boscaglia e devono stabilire una relazione con una persona se vogliono essere riconosciuti e onorati. Spesso lo spirito chiederà alla persona scelta di ballare per lui, utilizzando una maschera che rappresenti l’incarnazione dello spirito.


Altre informazioni:

Rand african art
TribalPhoto.com

14. – 15. COPPIA BAULE’

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Queste due sculture molto raffinate, levigate e curate nei particolari, sono una delle molteplici e varie espressioni dell’arte Baulé.

5 Lo scultore Kouakou Yao all'opera da archivio Eliot Elisofon

5 Lo scultore Kouakou Yao all’opera da archivio Eliot Elisofon

Sono definite “sposi dell’al di là”, spiriti che ricevono forma umana dallo scultore e che sono proprietà di coppie di sposi, a cui si rivolgono per risolvere problemi legati all’affettività e alla sessualità.

Maternità in forma di colono posta su altare famigliare

Maternità in forma di colono posta su altare famigliare

Come per le statue ai antenati, anche queste sono levigate, curate e oliate da chi vuole ottenere un risultato positivo per la vita di coppia.
Questa credenza aveva determinato in passato un’abbondanza di immagini, poiché esse perdevano significato alla morte dei loro proprietari e non venivano trasmesse ad altri, come invece avveniva per le figure divinatorie.

Uomo con immagine della sposa dell'al di là

Uomo con immagine della sposa dell’al di là

IL POPOLO BAULÈ

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni

ARTE

Tra i Baulè l’arte si manifesta in molteplici forme, tra cui sculture in legno, fusioni in oro e ottone simili ai loro antenati Ashanti, maschere e figure scolpite, fortemente influenzate dai loro vicini Senufo e Guro.

STORIA

I Baule appartengono ai popoli Akan che abitano il Ghana e la Costa d’Avorio. Trecento anni fa, quando gli Ashanti salirono al potere in Ghana, il popolo Baule migrò verso nord ovest nell’attuale Costa d’Avorio. Il racconto del loro distacco dagli Ashanti è stato conservato nei racconti orali; durante l’ascesa al potere Ashanti, la regina Baulè, Abla Poku, era in competizione con l’allora re Asante. Dopo la vittoria di quest’ultimo la regina spostò il suo popolo su quelle terre che ancora oggi occupano. Il discendente maschio di Abla Poku vive ancora oggi nel palazzo reale da lei fondato ed è onorato dai Baule come il loro effettivo re.

ECONOMIA

I Baule hanno patate e mais come colture primarie. Essi sono anche grandi esportatori di cacao e di noci di cola, coltivate ​​nelle piantagioni locali grazie alla manodopera di lavoratori immigrati sfruttati, la maggior parte proveniente dal Burkina Faso.
Altri prodotti agricoli coltivati ​​localmente sono stati importati dalle Americhe durante la tratta degli schiavi: mais, manioca, peperoni, arachidi, pomodori, zucche e patate dolci. I Baulè allevano inoltre animali da fattoria, tra cui pecore, capre, galline.

7 Nel villaggio di Tano Sakassou da archivio Eliot Elisofon

7 Nel villaggio di Tano Sakassou da archivio Eliot Elisofon

Mercati gestiti principalmente da donne hanno luogo ogni quattro giorni e sono al centro dell’economia locale.

POLITICA

I Baulè hanno un governo fortemente centralizzato con al vertice un re o capo che eredita la sua posizione per discendenza materna.
Ci sono vari sottocapi incaricati di governare le popolazioni locali, tutti loro si affidano a consiglieri per prendere decisioni.

13 Musicisti Baule con calebasse durante la cerimonia Goli da archivio Eliot Elisofon

13 Musicisti Baule con calebasse durante la cerimonia Goli da archivio Eliot Elisofon

La principale società delle maschere è quella Goli, incaricata di garantire l’ordine sociale tra i Baulè.

RELIGIONE

 12 altare degli antenati da African art Western eyes

12 altare degli antenati da African art Western eyes


La religione comprende sia il culto degli antenati che
una gerarchia di divinità della natura.
Spiriti della Natura e spiriti simboli di coniugi dell’al di là sono spesso rappresentati nella scultura.
Il loro dio Creatore è Alouroua, che non è mai rappresentato fisicamente.

Gli spiriti sposi (in inglese)

Parole Explora: bracciali, fertilità, forza, protezione, saggezza, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

16. STATUA COLONO

Le statue “colono” sono così chiamate perché rappresentate con abbigliamento proprio dei coloni europei.
Tra gli altri: camici da medici, canottiere da pugili, costumi da bagno da turisti, giubbe da guardiani come nell’oggetto esposto.

1 Nobile Baulè con colono femminile

1 Nobile Baulè con colono femminile

Molte sono le interpretazioni fatte su questo tipo di sculture colorate in generale in rosso e in bianco.

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Uomo Baulé con colono femminile della maternità

Alcuni sostengono che rappresentano il potere europeo, altri dicono che lo scultore creando la statua cercava di appropriarsi della forza dell’uomo bianco; altri ancora interpretano questo lavoro artistico come un’indicazione a stare attenti e a non fidarsi dell’europeo.
Spesso la statua colono era utilizzata nelle feste di villaggio durante cerimonie fatte per divertire i componenti del villaggio stesso.

3 Scultori Baulè al lavoro da archivio Eliot Elisofon

3 Scultori Baulè al lavoro da archivio Eliot Elisofon


Per altri studiosi infine le statue colono rivestono il ruolo di feticcio o di intermediazione tra gli spiriti e l’uomo.

Maternità in forma di colono posta su altare famigliare

Maternità in forma di colono posta su altare famigliare


Altre info sull’opera:

Colon statues

 

IL POPOLO BAULÈ

 

4 Costa d'Avorio _ Mappa delle Popolazioni

4 Costa d’Avorio _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

Tra i Baulè l’arte si manifesta in molteplici forme, tra cui sculture in legno, fusioni in oro e ottone simili ai loro antenati Ashanti, maschere e figure scolpite, fortemente influenzate dai loro vicini Senufo e Guro.

STORIA

I Baule appartengono ai popoli Akan che abitano il Ghana e la Costa d’Avorio. Trecento anni fa, quando gli Ashanti salirono al potere in Ghana, il popolo Baule migrò verso nord ovest nell’attuale Costa d’Avorio. Il racconto del loro distacco dagli Ashanti è stato conservato nei racconti orali; durante l’ascesa al potere Ashanti, la regina Baulè, Abla Poku, era in competizione con l’allora re Asante. Dopo la vittoria di quest’ultimo la regina spostò il suo popolo su quelle terre che ancora oggi occupano. Il discendente maschio di Abla Poku vive ancora oggi nel palazzo reale da lei fondato ed è onorato dai Baule come il loro effettivo re.

ECONOMIA

I Baule hanno patate e mais come colture primarie. Essi sono anche grandi esportatori di cacao e di noci di cola, coltivate ​​nelle piantagioni locali grazie alla manodopera di lavoratori immigrati sfruttati, la maggior parte proveniente dal Burkina Faso.
Altri prodotti agricoli coltivati ​​localmente sono stati importati dalle Americhe durante la tratta degli schiavi: mais, manioca, peperoni, arachidi, pomodori, zucche e patate dolci.
I Baulè allevano inoltre animali da fattoria, tra cui pecore, capre, galline.
Mercati gestiti principalmente da donne hanno luogo ogni quattro giorni e sono al centro dell’economia locale.

POLITICA

5 villaggio dall'alto da En pays Baoule

5 villaggio dall’alto da En pays Baoule

I Baulè hanno un governo fortemente centralizzato con al vertice un re o capo che eredita la sua posizione per discendenza materna.
Ci sono vari sottocapi incaricati di governare le popolazioni locali, tutti loro si affidano a consiglieri per prendere decisioni.
La principale società delle maschere è quella Goli, incaricata di garantire l’ordine sociale tra i Baulè.

RELIGIONE

 12 altare degli antenati da African art Western eyes

12 altare degli antenati da African art Western eyes


La religione comprende sia il culto degli antenati che
una gerarchia di divinità della natura.
Spiriti della Natura e spiriti simboli di coniugi dell’al di là sono spesso rappresentati nella scultura.
Il loro dio Creatore è Alouroua, che non è mai rappresentato fisicamente.

Parole Explora: bottoneprotezione, serenità

Altre informazioni:

Trip Down Memory Lane

17. SEDILE AKAN

Il sedile Akan riveste ancora oggi un significato altamente spirituale poiché risulta essere la sede dell’anima del proprietario del sedile.

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Gli Ashanti o Asante (appartenenti al grande gruppo Akan) ritengono che non vi sia alcun segreto tra un essere umano e il suo sedile e, dopo la sua morte, secondo la tradizione, il sedile diventa un altare dal quale si può invocare lo spirito del defunto.

4 Trono famigliare nei pressi del luogo di sepoltura del proprietario

4 Trono famigliare nei pressi del luogo di sepoltura del proprietario

Ogni membro della società Ashanti possiede uno sgabello/sedile e solo quello del re, generalmente rivestito da lamine in oro, non è di proprietà personale ma appartiene alla comunità.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Molte sono le forme degli sgabelli/sedili Akan; nei primi anni del ‘900 il comandante Rattray elencò una trentina di sedili di diverse forme, successivamente nel 1971  fu pubblicato ad Accra  (capitale dello stato del Ghana) un elenco di 44 tipi di sedili con la descrizione del significato delle diverse forme.

Tipologia dei sedili Akan – dettaglio

Il sedile esposto è appartenuto probabilmente al più anziano membro di una famiglia Ashanti.

Venerazione dei troni reali

Venerazione dei troni reali

Akan: La storia del trono d’oro ( video in inglese)

 

IL POPOLO AKAN ASHANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali


ARTE

Gli Akan Ashanti sono famosi per la loro arte di corte che comprende troni, scettri, insegne reali, gioielli d’oro realizzati con la tecnica della cera persa, pesi per la polvere d’oro in ottone.

10 Bastone di comando retto dal sottocapo Alphonse Akre da archivio Eliot Elisofon

10 Bastone di comando retto dal sottocapo Alphonse Akre da archivio Eliot Elisofon

I defunti sono stati onorati con teste commemorative in terracotta.

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana


I panni Kente, indossati storicamente in Ghana dai governanti, erano originariamente tessuti di seta importata di alta qualità
, al giorno d’oggi sono di rayon e di altri materiali sintetici.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

STORIA

Lo sviluppo dei primi stati centralizzati Akan può essere fatto risalire al XIII secolo, legato all’apertura delle rotte commerciali per il traffico di oro in tutta la regione. Tuttavia il grande regno Ashanti è sorto nella regione delle foreste centrali del Ghana solamente alla fine del XVII secolo, quando diversi piccoli regni si unirono sotto il re di Kumasi per raggiungere la libertà politica dal regno Denkyira.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Il trono d’oro è diventato il simbolo della creazione della confederazione Akan, in cui il popolo più importante è stato quello Ashanti. Si dice che il trono d’oro degli Ashanti sia disceso dal cielo per riposare sulle ginocchia di Osei Tutu, il primo re, guidato dal suo consigliere, il sacerdote Okomfe Anokye.
Gli Ashanti hanno dominato il Ghana per i successivi 200 anni e ancora oggi sono la forza politica dominante.

ECONOMIA

In passato l’economia Ashanti dipendeva dagli scambi di oro e di schiavi con i commercianti Mande e Hausa, così come con gli europei lungo la costa. In cambio di schiavi gli Ashanti ricevettero armi da fuoco, utilizzate per aumentare il loro potere e vari beni di lusso usati per accrescere il loro prestigio.
La foresta che circonda gli Ashanti è stata una fonte importante di noci di cola, donate come regali raffinati e utilizzate come stimolanti delicati tra i popoli musulmani del nord.

POLITICA

Gli Ashante svilupparono un governo semi-militare fortemente centralizzato, con un capo supremo conosciuto come Asantahene, il quale aveva in tutto il regno numerosi capi suoi sottoposti; aveva anche molti consiglieri con il quale si confrontava  prima di prendere decisioni.

7 Capo supremo Ashanti con capi regionali di Kumasi da archivio Eliot Elisofon

7 Capo supremo Ashanti con capi regionali di Kumasi da archivio Eliot Elisofon

Ancora oggi l’Asantahene gioca un ruolo importante in Ghana, essendo un simbolo del legame tra il governo presente e passato del Ghana.

RELIGIONE

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Venerazione dei troni dei re defunti

Il centro spirituale della confederazione Ashanti è il trono d’oro. Esso incarna l’unità politica degli stati Akan e la potenza dei capi Ashanti.
Un altro elemento essenziale della religione Ashante è la commemorazione dei re defunti che sono rappresentati da troni anneriti nel corso di una cerimonia sacrificale. Anche se il trono d’oro è chiaramente la rappresentazione più visibile del legame spirituale tra il popolo ed il Re, è il trono annerito che onora veramente la forza e la continuità del regno.

Altre informazioni:

tribalphoto.com

Trip Down Memory Lane

 

18. – 19. – 20. – 21. ATTREZZI PER L’ORO

6 Commerciante d'oro con attrezzi da lavoro

Commerciante d’oro con attrezzi da lavoro


Presso i popoli Akan l’oro
, oltre ad essere oggetto di commercio con gli occidentali (Portoghesi, Olandesi, Inglesi), era utilizzato nella vita quotidiana e commerciale.

Era la moneta per procurarsi beni correnti, per pagare le imposte, le doti. Nei primi anni del ‘900 la polvere d’oro fu abolita e sostituita con le banconote. Nonostante ciò l’oro continuò ad essere utilizzato nel commercio e nella confezione di gioielli e abiti all’interno della classe aristocratica degli Akan.

19 Gioielli in oro arte Akan

19 Gioielli in oro arte Akan

In passato ciascun membro della collettività Akan possedeva una bilancia, una scatola che conteneva la polvere d’oro, un cucchiaio e dei pesi per pesare la polvere.

Set degli attrezzi per la polvere d'oro

Set degli attrezzi per la polvere d’oro

Tutti i pesi per l’oro sono una materializzazione degli elementi della filosofia tradizionale sotto forma di proverbi, di detti.
Questi pesi per l’oro sono un campionario di esempi nei quali la malizia, il sarcasmo, l’avvertimento, i ricordi storici e le proibizioni sociali sono continuamente ricordati attraverso il ricorso a figure animali.

1 Fabbricazione dei pesi con la tecnica della cera persa

1 Fabbricazione dei pesi con la tecnica della cera persa

Gli elementi fondanti del sistema Akan si possono ritrovare in alcuni elementi simbolo del re, in particolare scettri, troni e piramidi, mentre cerchi, dischi e rettangoli dentati simbolizzano il perpetuarsi della vita e della morte ed esprimono la dinamicità dell’essere umano.

3 Estrazione del peso

3 Estrazione del peso

IL POPOLO AKAN ASHANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

ARTE

Gli Akan Ashanti sono famosi per la loro arte di corte che comprende troni, scettri, insegne reali, gioielli d’oro realizzati con la tecnica della cera persa, pesi per la polvere d’oro in ottone.

14 terrecotte in situ da The arts of Ghana

I defunti sono stati onorati con teste commemorative in terracotta.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

I panni Kente, indossati storicamente in Ghana dai governanti, erano originariamente tessuti di seta importata di alta qualità, al giorno d’oggi sono di rayon e di altri materiali sintetici.

STORIA

Lo sviluppo dei primi stati centralizzati Akan può essere fatto risalire al XIII secolo, legato all’apertura delle rotte commerciali per il traffico di oro in tutta la regione. Tuttavia il grande regno Ashanti è sorto nella regione delle foreste centrali del Ghana solamente alla fine del XVII secolo, quando diversi piccoli regni si unirono sotto il re di Kumasi per raggiungere la libertà politica dal regno Denkyira.

5 Trono d'oro

5 Trono d’oro

Si dice che il trono d’oro degli Ashanti sia disceso dal cielo per riposare sulle ginocchia di Osei Tutu, il primo re, guidato dal suo consigliere, il sacerdote Okomfe Anokye. Il trono d’oro è diventato il simbolo della creazione della confederazione Akan, in cui il popolo più importante è stato quello Ashanti.
Essi hanno dominato il Ghana per i successivi 200 anni e ancora oggi sono la forza politica dominante.

ECONOMIA

In passato l’economia Ashanti dipendeva dagli scambi di oro e di schiavi con i commercianti Mande e Hausa, così come con gli europei lungo la costa. In cambio di schiavi gli Ashanti ricevettero armi da fuoco, utilizzate per aumentare il loro potere e vari beni di lusso usati per accrescere il loro prestigio.
La foresta che circonda gli Ashanti è stata una fonte importante di noci di cola, donate come regali raffinati e utilizzate come stimolanti delicati tra i popoli musulmani del nord.

POLITICA

Gli Ashante svilupparono un governo semi-militare fortemente centralizzato, con un capo supremo conosciuto come Asantahene, il quale aveva in tutto il regno numerosi capi suoi sottoposti; aveva anche molti consiglieri con il quale si confrontava  prima di prendere decisioni.

9 Capo Supremo Nana Akyanfuo Akowuah Dateh II da archivio Eliot Elisofon

9 Capo Supremo Nana Akyanfuo Akowuah Dateh II da archivio Eliot Elisofon


Ancora oggi l’Asantahene gioca un ruolo importante in Ghana,
essendo un simbolo del legame tra il governo presente e passato del Ghana.

RELIGIONE

Il centro spirituale della confederazione Ashanti è il trono d’oro. Esso incarna l’unità politica degli stati Akan e la potenza dei capi Ashanti.

Venerazione dei troni reali

Venerazione dei troni reali

Un altro elemento essenziale della religione Ashante è la commemorazione dei re defunti che sono rappresentati da troni anneriti nel corso di una cerimonia sacrificale. Anche se il trono d’oro è chiaramente la rappresentazione più visibile del legame spirituale tra il popolo ed il Re, è il trono annerito che onora veramente la forza e la continuità del regno.

I popoli Akan (in francese)

Parole Explora: coccodrillo, pesce, piramidi, scorpione, serpente, spada, tartaruga, trono

Altre informazioni:

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22. STATUE FANTI

Le statue “Akwaba” sono tra le sculture del Ghana più conosciute, in modo stilizzato rappresentano la forma del corpo femminile: testa a disco che sormonta un lungo collo ad anelli, il corpo schematico e cilindrico con dei seni sporgenti e due prolungamenti orizzontali che formano le braccia.

Bimba con Akwaba sulla schiena

Bimba con Akwaba sulla schiena


Le donne incinte portavano queste statuette sulla schiena avvolte negli abiti
, avendo la funzione di favorire la nascita di un bel bambino/a con le qualità estetiche della statuetta, in particolare un lungo collo e una bella testa.

Scarificazioni sul volto come quelle presenti sulle statue

Scarificazioni sul volto come quelle presenti sulle statue

Dopo la nascita le statue erano collocate sugli altari famigliari.
Spesso queste statue sono abbellite da collane di paste di vetro.

Staue Akwaba con perline

Staue Akwaba con perline

IL POPOLO FANTI

 

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

5 Ghana _ Mappa delle popolazioni locali

 

ARTE

La scultura comprende i sedili, che sono riconosciuti come “troni”, simboli di potere, e le akua ba (bambole in legno) associate alla fertilità. Essendo parte del territorio Akan, sono diffuse anche la ceramica e la tessitura.

Tessuti kente da L'arte africana

Tessuti kente da L’arte africana

I panni kente, un tempo gli abiti dei sovrani, sono diventati in tutto il mondo il simbolo africano del potere.

STORIA

I Fanti, insieme agli Ashanti, sono due dei gruppi etnici più grandi e famosi che compongono la confederazione dei popoli Akan.
Infatti Akan è un termine generico usato per riferirsi ad un gran numero di popoli linguisticamente legati tra loro che vivono nel sud del Ghana e nel sud-est della Costa d’Avorio.
La nascita dei primi stati centralizzati Akan può essere fatta risalire al XIII secolo ed è legata all’apertura delle rotte commerciali regionali per gli scambi dell’oro. Tuttavia si dovette attendere la fine del XVII secolo per la formazione del grande regno Ashanti nella regione della foresta centrale del Ghana, quando diversi piccoli stati si unirono sotto il capo della città di Kumasi nel tentativo riuscito di raggiungere la libertà politica dal regno del Denkyira.
La confederazione Ashanti è stata sciolta dagli inglesi nel 1900 e colonizzata nel 1901. Anche se oggi non c’è più una confederazione Akan centralizzata, i popoli Akan mantengono una forte identità politica ed economica.

ECONOMIA

Entrambi i sessi partecipano alle attività agricole. L’agricoltura locale comprende la coltivazione del cacao per l’esportazione, mentre le patate dolci ed il taro (un tubero simile alla patata) sono alla base della dieta alimentare locale. I Fanti che vivono lungo la costa vivono di pesca, sia per il consumo locale che per il commercio con le popolazioni dell’entroterra. Le foreste ormai spolpate offrono poche opportunità per la caccia. I grandi mercati sono gestiti principalmente da donne, che mantengono un notevole potere economico; gli uomini praticano la pesca, la caccia ed il dissodamento dei terreni.

POLITICA

Ogni famiglia Fanti è responsabile del mantenimento dell’ordine politico e sociale all’interno dei propri membri. In passato, c’era un sistema gerarchico di potere che si estendeva oltre il clan familiare, in primo luogo al capo del villaggio, poi ad un capo territoriale, quindi al capo supremo di ogni divisione all’interno della confederazione Ashanti.

7 Palazzo Asantehene 1890 da The Asante

7 Palazzo Asantehene 1890 da The Asante

Il più alto livello di potere era riservato all’Asanthene, che ereditava la sua posizione per discendenza materna.

RELIGIONE

I Fanti credono in un dio supremo che assume vari nomi a seconda della regione del culto.
La mitologia Fanti sostiene che un tempo il dio interagiva liberamente con l’uomo, ma che dopo essere stato continuamente colpito dal pestello di una vecchia donna che macinava il miglio per il fufu, si trasferì lontano in cielo. Non ci sono preti, perché la gente crede di poter entrare in contatto diretto con lui senza bisogno di intermediari.

12  Interno tempio da The arts of Ghana

12 Interno tempio da The arts of Ghana


Ci sono invece numerosi dei che ricevono il loro potere dal dio supremo e sono collegati al mondo naturale, come divinità del mare, spiriti fluviali e varie divinità locali.

La maggior parte della popolazione partecipa alla preghiera quotidiana che prevede di offrire bevande agli antenati, sepolti sotto terra ed agli spiriti che sono ovunque.
La terra è vista come una divinità femminile ed è direttamente collegata alla fertilità ed alla fecondità.

Parole Explora: fascia, fertilità, saggezza, serenità

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23. – 24. – 25. SCETTRI FON

24 e 25 Scettri Fon AR

Gli scettri venivano utilizzati dal re, dai dignitari, dai guerrieri e dai notabili di corte durante cerimonie, ricorrenze e feste annuali.
La forma di questi scettri era molto varia e spesso raffigurava il re.

25-Scettro-Fon

Gli scettri  erano portati sulla spalla sinistra con il manico rivolto verso terra.

5 Dignitario Fon

5 Dignitario Fon

Gli scettri zoomorfi  ricordavano l’animale totemico del sovrano, ma risulta difficile stabilire con precisione la simbologia delle numerose forme alle quali gli scultori e i fabbri si ispiravano.

1 Dignitari di corte con le insegne reali

1 Dignitari di corte con le insegne reali

La studiosa Bastin riporta una leggenda sull’origine degli scettri.
Si racconta che durante il regno di Ouegbadja nel sedicesimo secolo alcuni coltivatori, mentre lavoravano con la loro zappa nei campi del re, furono assaliti da nemici che volevano impadronirsi del territorio. Questi lavoratori tolsero la parte in ferro della zappa e utilizzarono il bastone come armamento, riuscendo così a scacciare gli invasori.

3 Fabbri al lavoro

3 Fabbri al lavoro

In seguito, per commemorare questa vittoria, i bastoni furono considerati strumenti da guerra e pare che da quel momento in poi si iniziò a scolpirli come scettri che divennero simboli della corte del re.

 

IL POPOLO FON

 

8 Benin - Mappa delle Popolazioni

8 Benin – Mappa delle Popolazioni

ARTE

Oltre alle figure di spirito bocio, gran parte dell’arte Fon è legata alla committenza della corte reale.

Nomi, date di governo e simboli dei re del Dahomey


I panni appliqué sono stati utilizzati in passato per trasmettere messaggi reali
o esposti come arazzi durante le riunioni pubbliche. Questa forma d’arte colorata ha subito una metamorfosi dal 1960, anno dell’indipendenza; la maggior parte di questi tessuti sono oggi prodotti per il mercato turistico.

STORIA

Il regno Fon del Dahomey, che fu governato dai re della dinastia Alladahonu per oltre 200 anni, ha raggiunto il suo apice politico ed economico tra il XVIII e la metà del XIX secolo.
Dopo aver conquistato numerosi piccoli Stati costieri, i Fon monopolizzarono il commercio regionale degli schiavi ottenendo rilevanti benefici economici. Le entrate contribuirono a sostenere i patrimoni del re, il cui potere divenne assoluto. Il re Fon fu sconfitto dai francesi nel 1892 e nel 1894 la zona ora conosciuta come Bénin divenne una colonia della Francia sotto il nome di Dahomey.

ECONOMIA

Le coltivazioni principali di questa regione sono patate, cotone e taro, ma i Fon coltivano anche sorgo, sesamo, miglio, palme, mais e okra per il consumo locale. Anche se le mucche sono segno di ricchezza, non sono mai munte. I mercati locali dei prodotti agricoli e dell’artigianato si tengono in tutta la regione ogni quattro giorni.
La caccia è praticata dagli uomini, anche se gran parte della carne è venduta, non è consumata dalla famiglia del cacciatore.

POLITICA

Palazzi reali di Abomey, patrimonio mondiale Unesco

Palazzi reali di Abomey, oggi patrimonio mondiale Unesco


Il re insieme alla sua corte risiedeva nei sontuosi palazzi di Abomey
e attraverso una vasta gerarchia amministrativa era responsabile della riscossione delle imposte. Anche se la Regina Madre era superiore al Re, ad eccezione del figlio erede al trono, nessun altro membro della famiglia deteneva una carica politica.

5 Capi Fon a Ugie Oro da foto Josep Newadonsky 1987Invece vari uffici politici furono assegnati a ministri che rappresentavano il re in tutto lo stato e nei rapporti d’affari con gli europei.

RELIGIONE

La religione Fon ruota attorno al culto degli antenati, la cui protezione e benevolenza è ricercata attraverso offerte annuali. All’apice dell’Impero Dahomey, la dinastia reale una volta l’anno rendeva omaggio ai propri antenati attraverso una cerimonia che culminava con il sacrificio di un centinaio di schiavi e prigionieri di guerra. Questa celebrazione era inferiore solamente a quella che si teneva alla morte di un sovrano.

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Fon bocio, foto di Suzanne Preston Blier

Tra i cittadini del Dahomey le offerte erano spesso fatte per i bocio  (statue lignee). Queste statue, scolpite ancora oggi, sono utilizzate dalle famiglie per ricevere protezione e incarnano il benessere del villaggio. I bocio sono strofinati con olio di palma per pregare gli antenati, da qui la patina lucida che li ricopre e che li differenzia rispetto a quelli esposti nei musei.

Lost Kingdoms of Africa (West Africa)

Parole Explora: ananas, leopardo, coccodrillo

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