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45. CASCO DI DANZA

All’interno della società Makonde le danze e l’utilizzo delle maschere rappresentano momenti fondamentali nei rituali di iniziazione maschili e femminili.

Danza Mapiko

Le maschere – casco chiamate mapiko sono scolpite in legno e in pubblico da scultori iniziati di sesso maschile; l’aspetto ha fattezze aggressive e spesso alla sommità del capo sono applicati dei capelli. Inoltre sul viso sono evidenziate le scarificazioni tipiche del gruppo Makonde. 

Giovane Makonde con scarificazioni del proprio popolo

Spesso le labbra evidenziate e semiaperte mostrano i denti limati.
I Makonde infatti hanno la fama di essere grandi e feroci guerrieri, hanno l’abitudine di limarsi i denti per renderli appuntiti come quelli degli squali al fine di assumere un aspetto che incute paura.

Anziana donna Makonde

La danza che prende il nome dalla maschera cioè danza mapiko, è compiuta da danzatori di sesso maschile che oltre ad indossare la maschera-casco ricoprono il loro corpo con tessuti e altri materiali al fine di mantenere il segreto della propria identità.

Danza mapiko

La maschera mapiko e la danza hanno un ruolo religioso e misterioso.
Il danzatore è lo spirito di un morto sconosciuto che è tornato sulla terra per scacciare il male, incutere rispetto, manifestare il proprio potere sui non iniziati e favorire legami tra i clan e i villaggi.

IL POPOLO MAKONDE

Mozambico – mappa delle popolazioni


ARTE

Gli artisti Makonde si esprimono soprattutto in tre generi plastici.
Nel primo rappresentano teste di donna raffigurante la capostipite molto venerata come protettrice nelle avversità, nella maternità e nella morte.
Il secondo genere è costituito dalla rappresentazione in legno, ma anche in terracotta di scene di vita quotidiana.
Il terzo genere fa capo alla maschera “mapiko”, personificazione del maligno che era conservata in un tempietto situato in luogo appartato rispetto al villaggio.

STORIA

I Makonde sono un gruppo etnico originario del Mozambico.
In origine vivevano sul fiume Ruvuma, ma successivamente si sono spostati sul Meuda Plateau, sempre in Mozambico e nel sud della Tanzania.
Conosciuti come grandi guerrieri, furono fondamentali nella lotta di liberazione del Mozambico (indipendenza 1974) nei confronti del Portogallo perché oltre che essere molto agguerriti e feroci conoscevano meglio dell’esercito portoghese le foreste e il territorio del Mozambico.

Isola di Sao Sebastiao con la fortezza portoghese

ECONOMIA

L’economia dei Makonde è incentrata sulla coltivazione di mais, manioca e anacardi, sulla caccia e soprattutto sull’arte di intagliare il legno. Quest’ultima pratica ha infatti radici molto antiche e gli oggetti intagliati vengono spesso venduti. Molti di questi oggetti però vengono utilizzati durante le cerimonie religiose.

Scultori Makonde di arte contemporanea

POLITICA

L’organizzazione sociale è di tipo matriarcale, i terreni appartengono alle donne e l’eredità è in linea femminile. Quando un uomo si sposa si trasferisce a vivere nella proprietà della moglie.

Villaggio Makonde

I villaggi Makonde sono a pianta ovale o rotonda e sono fortificati utilizzando palizzate di legno; hanno due ingressi, ma se si vuole accedere al villaggio bisogna superare una sorta di labirinto che solo gli abitanti stessi del villaggio conoscono. Il villaggio inoltre è difeso da buche scavate in profondità al di fuori del recinto e nel fondo delle buche sono collocati dei pali appuntiti che possono infilzare chi inavvertitamente cade nella buca, sia animale o nemico.

RELIGIONE

I Makonde praticano una religione animista, venerano gli antenati e celebrano riti con danze e maschere che personificano il male e gli spiriti maligni.

Suonatori di balafon Makonde

 

Altre informazioni:

Il popolo Makonde

Trip down memory lane

46. MASCHERA DI DANZA

La maschera “Mwana Pwo” o maschera delle giovani rappresenta l’antenato femminile del popolo, celebre per la sua bellezza; la sua apparizione nelle riunioni di villaggio porta prosperità e fecondità.

05 Da Archivio Eliot Elisofon

05 Da Archivio Eliot Elisofon

Il volto è segnato da scarificazioni, sulla fronte è inciso un segno che la studiosa e poetessa Faïk-Nzuji ritiene essere il simbolo dell’infinito (Kalunga).

06 Uomo Chokwe con scarificazione frontale

06 Uomo Chokwe con scarificazione frontale

Una capigliatura di materiale vegetale e ciondoli di bambù abbelliscono la maschera.

09 Acconciature donna e uomo

Il danzatore, travestito da donna, porta dei seni posticci, una gonna di cotone ed una pesante cintura di perle a forma di falce; nelle mani regge un sonaglio ed uno scacciamosche.

03 Chokwe in situ

03 Chokwe in situ

IL POPOLO CHOKWE

 

07 Angola _ Mappa delle Popolazioni

07 Angola _ Mappa delle Popolazioni


ARTE

I Chokwe sono ben noti per gli oggetti d’arte realizzati per celebrare e rafforzare la corte reale.

Questi oggetti includono sgabelli in legno riccamente intagliati e sedie usate come troni, bastoni, scettri e lance. La maggior parte delle sculture sono ritratti che rappresentano la discendenza reale.

STORIA

L’origine Chokwe può forse essere fatta risalire ai popoli Mbundu e ai pigmei Mbuti. Tra il 1600 e il 1850 essi erano sotto il dominio degli stati Lunda e vivevano nell’Angola centrale. Nella seconda metà del XIX° secolo, però, un notevole sviluppo delle rotte commerciali tra i territori Chokwe e la costa angolana portarono ad un aumento del commercio di avorio e gomma. La ricchezza acquisita permise al regno Chokwe di espandersi, superando gli stati Lunda.
Tuttavia il successo fu di breve durata; gli effetti del grande sviluppo, le malattie ed il colonialismo portarono alla frammentazione del potere Chokwe.

ECONOMIA

I Chokwe coltivano manioca, cassava, patate dolci e noccioline, tabacco da fiuto e canapa; il mais viene coltivato per la birra. Praticano anche l’allevamento del bestiame, in particolare pecore, capre, maiali e polli. La caccia contribuisce ad arricchire la dieta alimentare. Esiste un’associazione esclusiva di grandi cacciatori nota come Yanga, ma tutti contribuiscono alla cattura di piccoli animali selvatici. L’allevamento e la trasformazione dei prodotti agricoli sono condotti quasi esclusivamente da donne. La tecniche “taglia e brucia” e la rotazione delle colture sono praticate per conservare la terra in modo naturale.

POLITICA

I Chokwe non riconoscono un leader supremo, ma piuttosto offrono fedeltà ai capi locali che ereditano le loro posizioni dallo zio materno. I capi si consultano con il consiglio degli anziani e con gli  specialisti dei rituali prima di prendere decisioni. I villaggi sono suddivisi in particelle governate dai capifamiglia.

11 Giovani iniziati

11 Giovani iniziati

Tutti i membri della società Chokwe si dividono in due categorie: quelli che discendono dai clan fondatori e coloro che sono discendenti di ex schiavi.

RELIGIONE

I Chokwe riconoscono Kalunga, il dio della creazione e del potere supremo ed una serie di spiriti della natura. Questi spiriti possono appartenere alla persona, alla famiglia o alla comunità; se trascurati  portano sicure disgrazie personali o collettive.

10 Santuario degli spiriti protettori

10 Santuario degli spiriti protettori

Gli spiriti maligni possono essere attivati ​​ anche da   stregoni e causare malattie; per recuperare la salute occorre contrastarli. A tal fine occorre consultarsi con un nganga (indovino) che tenta di scoprire l’origine del problema del paziente. La forma più comune di divinazione tra i Chokwe è il cesto divinatorio, che consiste nel lancio di un massimo di sessanta oggetti in un recipiente. La disposizione degli oggetti è poi “letta” dal sacerdote per determinare la causa della malattia.

Altre informazioni:

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